Eccoci qui. Here we are again. Tra il minuto 90 e il minuto 91 della gara di ritorno, nello spazio esatto di 91 secondi, si è infranto ancora una volta il sogno del City di Pep Guardiola. La doppietta clamorosa (e per certi versi inaspettata) di Rodrygo ha portato la gara ai supplementari e il rigore di Karim “The Dream” Benzema al 96’ ha sentenziato la nuova eliminazione degli inglesi. Il Real Madrid vola a Parigi a disputare la sua 17esima finale di Champions League, il City rimane a una sola finale, quella persa nella scorsa stagione in Portogallo contro il Chelsea di Tuchel. Non é un “fracaso”, come amano chiamarlo gli spagnoli, non si può utilizzare il famigerato epiteto “fallimento”, perché il City nelle due gare contro il Real avrebbe meritato ben altro, ma è l’ennesima delusione della proprietà emira. Lo sceicco Mansour non sarà sicuramente soddisfatto.
Il bug nella programmazione dell’ingegner Guardiola
Champions League
Il bug nella programmazione dell’ingegner Guardiola
05/05/2022 A 09:11

Un miliardo speso in sei anni per 10 titoli

1,08 miliardi di euro. Tanto ha speso per acquisti sul mercato il Manchester City da quando, nel 2016/17, ha deciso di puntare tutto sull’allenatore catalano. Un tecnico che riceve circa 23 milioni di euro all’anno e che sicuramente ha completato il processo di crescita dei Citizens, oggi sicuramente tra i top club mondiali. Il disavanzo in queste sei stagioni tra entrate per cessioni (425 milioni) e uscite per acquisti (1,08 appunto) è surreale: meno 651 milioni di euro. Con un monte ingaggi folle (siamo sui 340 milioni all’anno) e un costo della rosa attuale, se vediamo solo i soldi spesi per i cartellini di ogni calciatore, di 985 milioni di euro. Numeri surreali, che hanno portato 10 trofei (tra cui tre Premier League), tanti ottimi risultati (due semifinali e una finale di Champions), ma mai il trofeo più ambito.

Da Grealish ad Aké: prezzi folli per giocatori normali

Sulle scelte di gioco di Guardiola si può discutere all’infinito, sul fatto che non ami avere attaccanti forti fisicamente, ma preferisca ottimi passatori, sul fatto che adori i centrocampisti e che adatti i terzini a fare i centrali o sulla fissazione sul portiere che sappia giocare la palla con i piedi e costruire. Gli hanno portato risultati indubbi nel tempo. Semmai si può disquisire su quanto il City abbia speso per giocatori a lui graditi: 118 milioni per Jack Grealish, 68 per Ruben Dias, 45 per Nathan Aké, 63 per Rodri, 65 per Cancelo, 65 per Laporte, 58 per Mendy, 53 per Walker. Numeri altissimi, a tratti sconsiderati. Giocatori pagati a carissimo prezzo e che (in alcuni casi) non hanno reso come sperato.
Gli acquisti piú costosi dell'era Pep al City
GiocatoreMilioni cartellino
Grealish118
Mahrez68
Dias68
Cancelo65
Laporte65

Quale futuro: Haaland nome caldissimo, ma c’entra con Guardiola?

E adesso cosa succederà? Guardiola è legatissimo a questa società e ha l’ossessione per la Champions League. Difficilmente lascerà il club britannico a breve. I rumors di mercato, inoltre, dicono che il Manchester City sia vicinissimo all’acquisto di Erling Haaland, il gigante norvegese classe 2000 del Borussia Dortmund apprezzato in tutto il mondo. 75 milioni di cartellino e uno stipendio monstre a lui. Un attaccante “vero”, un centravanti, quasi un’antitesi rispetto alle idee di Pep, che però ha avuto Robert Lewandowski al Bayern Monaco e lo ha sfruttato benissimo. In ogni caso il City è pronto a rispendere ancora per proseguire la sua corsa al trono d’Europa. Non è bastato fino ad ora un miliardo per farcela, ci riusciranno Guardiola e lo sceicco Mansour prima di investirne due?

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