Gli esami strumentali parlano chiaro: per Dybala un’elongazione del muscolo semitendinoso della coscia sinistra; per Morata una lesione muscolare di basso grado del bicipite femorale della coscia destra. Traduzione: se ne riparla dopo la sosta per gli impegni delle nazionali (a essere ottimisti, soprattutto nel caso di Morata).
Massimiliano Allegri dovrà insomma travestirsi ancora una volta da sarto per provare a ricucire un abito degno di nota attorno alla sua Juventus. Il problema è che la stoffa non è poi molta, dunque dovrà fare con quel che ha: poco spazio ai lustrini e tanto alla sostanza.
Sostanza’ che nel vocabolario di Allegri è quasi sempre sinonimo di equilibrio, ovvero spettacolo poco e caccia ai punti, cosa di cui la Juventus, soprattutto in campionato, ha in questo momento fortemente bisogno. Il problema, per il tecnico livornese, che tra poche ore arriva l’avversario più forte di questa prima parte di stagione: il Chelsea campione d’Europa in carica.
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E nell’emergenza le opzioni per provare a tamponare, non sono poi molte. Davanti, in termini di ruolo puro, la scelta sulla carta è una sola: Moise Kean. E’ l’italiano l’unico centravanti di ruolo a disposizione. Dunque Allegri dovrà affidarsi a lui, a meno che non abbia voglia di sperimentare alternative esotiche con ’9’ adattati in versione Chiesa u Kulusevski. Difficile.
Se i Blues di Tuchel fanno di qualità e sostanza, di controllo e riaggressione, il loro credo vincente; e l'analisi delle scelte del passato, oltre che la filosofia di Allegri, ci porta a pensare che il livornese proverà a limitare i danni. Magari inserendo un uomo in più in mezzo al campo. Può essere questa la soluzione nell’immediato: ovvero una Juventus prudente e solida, con un uomo in più a centrocampo e in cui il 4-3-3 sulla carta diventi un più guardingo 4-5-1 in fase di non possesso.
Tradotto? Non saremmo sorpresi di vedere la Juventus giocare con il solo Kean là davanti, e con una mediana a 3 formata da Locatelli, Bentancur e Mckennie in cui Chiesa e Bernardeschi rappresenterebbero l’aiuto sugli esterni. Dietro un Cuadrado, più di Danilo, per avere qualcosa in più in spinta in fase di ripartenza, fondamentale con un eventuale baricentro più basso.
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L’altra alternativa è più semplice, con una continuità alla riproposizione di quel 4-4-2 che abbiamo già visto nelle scorse settimane. A variare di fatto è solo la presenza in più di Danilo, con il conseguente cambio di posizione di Cuadrado e Chiesa: il primo più alto a destra, il secondo nel ruolo di seconda punta a fianco di Kean. Una Juventus forse ancor più prudente nella sua concezione, con poco spazio alla spinta – soprattutto a sinistra.
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Sulla carta, o oggi, queste le opzioni più probabili tra le stoffe a disposizione di Allegri; con la certezza che le alternative potrebbero essere fornite dal recupero – o meno – di Rabiot e dall’opzione Dejan Kulusevski. Molto altro però Allegri non può al momento inventarsi. Gli uomini a disposizione della Juventus sono questi e l’emergenza senza Morata e Dybala si fa evidente. A quelli rimasti – e al tecnico – il compito di riscoprirsi squadra nelle difficoltà. Ostacoli del genere posso cementare – o disfare – un gruppo. Vedremo quale sarà il destino della Juventus.

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