Dopo Lione e Porto, ecco il Villarreal. Non c’è due senza tre. La Juventus, per il terzo anno consecutivo, saluta agli ottavi di finale la Champions League. Un’ennesima eliminazione in anticipo rispetto a quanto previsto, contro un’avversaria sulla carta alla portata e con un budget nettamente inferiore a quello del club bianconero. Tre batoste, con tre allenatori differenti, che certificano una preoccupante e cronica assenza della società più ricca d’Italia dall’élite della competizione più prestigiosa. Il punto è che il progetto bianconero non si è ridimensionato in questo triennio, ma al contrario l’addio di Ronaldo ha visto l’arrivo a gennaio di Vlahovic e gli esoneri di Sarri e Pirlo hanno portato al ritorno di Massimiliano Allegri, e cioè del tecnico più pagato della nostra Serie A.

512 milioni sul mercato nelle ultime tre stagioni

Dal primo addio di Allegri (estate 2019) ad oggi la Juventus ha investito sul mercato 512 milioni di euro, incassandone dalle cessioni 374 (dati Transfermarkt). Con un saldo negativo di meno 138 milioni di euro. De Ligt, lo scambio Danilo-Cancelo, l’affare Pellegrini-Spinazzola, gli acquisti di Romero e Demiral (poi rivenduti), Federico Chiesa, la trattativa Arthur-Pjanic con il Barcellona, Kulusevski, McKennie, Morata, Locatelli, Kean, Kajo Jorge, Vlahovic e Zakaria. Un tourbillon di operazioni in entrata che hanno visto anche diverse partenze eccellenti. Una rivoluzione continua che, però, in Europa non ha portato alcun risultato di prestigio. Anzi.
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Dal 2019/20, le spese sul mercato (fonte Transfermarkt)
Club italianoMilioni in uscita
Juventus512
Inter355
Roma317
Napoli309
Milan227

Monte ingaggi ridotto, ma sempre altissimo

Ovviamente la partenza di Cristiano Ronaldo ha ridotto sensibilmente il monte ingaggi della Juventus, che comunque resta il più alto di Serie A (172 milioni lordi). De Ligt il più pagato, ma sopra i sei milioni di euro a stagione troviamo anche Vlahovic, Szczesny, Alex Sandro, Rabiot, Dybala, Bonucci. Ingaggi netti per oltre 100 milioni di euro l’anno. La Juventus ha lavorato per ridurre questa spesa e ora dovrà gestire diversi rinnovi con offerte leggermente al ribasso, da Cuadrado a Dybala, da De Sciglio a Perin. Il confronto con quello del Villarreal, che a Torino ha vinto 3-0, resta impietoso: quasi la metà il computo complessivo degli stipendi pagati ai suoi giocatori dal club spagnolo (91 milioni lordi).

Dusan Vlahovic delusione, Villarreal-Juventus, Getty Images

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In estate altri investimenti, ma la Juve deve anche vendere

La Juventus, pur fermandosi agli ottavi, ha sempre incassato almeno 80 milioni di euro (tra premi UEFA e stadio) in ognuna delle ultime tre stagioni europee. E ha un fatturato comunque che si attesta sempre tra le più ricche 10 società in Europa. Normale che, per questioni di bilancio, ai tanti arrivi debbano corrispondere spesso delle partenze. Così come è stato a gennaio, quando gli ingressi di Vlahovic e Zakaria hanno visto partire Bentancur, Kulusevski, Ramsey (pur con formule diverse). In estate, dunque, è abbastanza semplice intuire una nuova “rivoluzione” qualitativa, con degli ingressi mirati e delle cessioni altrettanto necessarie. L’obiettivo del club è sempre quello di entrare almeno tra le prime otto squadre europee, un obiettivo fallito nelle ultime tre annate nonostante gli evidenti sforzi economici.

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