Chelsea-Milan, match valido per la terza giornata del girone E di Champions League, è terminato sul punteggio di 3-0, frutto della reti di Fofana, Aubameyang e James. La gara è stata arbitrata dallo dall'olandese Danny Makkelie. Con questo risultato i rossoneri vengono raggiunti proprio dai Blues a 4 punti, alle spalle della capolista Red Bull Salisburgo a quota 5. La qualificazione è ancora apertissima e, in questo senso, sarà fondamentale il match di San Siro, in programma la prossima settimana.
Qui di seguito le 5 verità emerse dalla notte londinese.
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Champions League
Chelsea-Milan 3-0, le pagelle: male Tomori, De Ketelaere opaco
05/10/2022 ALLE 21:13

1) Passo indietro pesante, ma è ancora tutto apertissimo

Il 3-0 brucia, specie per la facilità con cui il Chelsea ha surclassato un Milan mai in partita e troppo presto sfiancato dalla fisicità dell'avversario. I passi indietro ci sono praticamente sotto tutti i punti di vista, ma a far sorridere Pioli e i suoi ci pensa una classifica del gruppo E cortissima, che lascia ancora tutti ampiamente in gioco: guida il Salisburgo a 5 punti, chiude la Dinamo Zagabria a 3, in mezzo Milan e Chelsea con 4. Un gap ristretto che permetterebbe ai campioni d'Italia di poter sperare nella qualificazione anche in caso di sconfitta a San Siro proprio con gli uomini di Potter la prossima settimana.

2) Otto infortunati non si regalano in Champions. E le scelte di Pioli...

Da quando Pioli si è seduto sulla panchina rossonera il Milan è stato un esempio virtuoso nel saper fare di necessità virtù, trovando soluzioni impronosticabili e compensando le tante assenze per infortunio con le idee. Avversari di questo livello, tuttavia, aprono gli occhi sulla realtà dei fatti: senza otto giocatori, di cui quattro titolari, si batte l'Empoli ma non il Chelsea. E la differenza di qualità tra prime e seconde linee in questo Milan è più che evidente, anche se i rossoneri sono stati spesso bravi a nasconderlo. In più stavolta anche il tecnico ci ha messo del suo, prediligendo scelte conservative come quella di Krunic sulla trequarti per gestire le risorse: scelta comprensibile, ma che non aiuta la squadra a proporre in un contesto, quello della Champions, in cui aspettare gli altri si traduce spesso in sconfitta. Incommentabile, invece, la gestione delle marcature su situazioni di palla inattiva: leggerezza imperdonabile, specie se dall'altra parte hai contro un certo Thiago Silva.

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3) De Ketelaere non c'è: ora il belga è obbligato a scuotersi

Basta attenuanti, è finito il tempo della comprensione. Se il club campione d'Italia ti tratta per quasi due mesi e sborsa 35 milioni per prenderti non puoi pensare che fare il compitino sia sufficiente. Undiici partite e zero gol dopo, è arrivato il momento per Charles De Ketelaere di tirare fuori gli attributi. Senza accantonare del tutto il fattore età (ha pur sempre 21 anni), va tuttavia ricordato che il belga ha già saggiato più volte il grande calcio, viste le svariate presenze in Champions League e con la sua nazionale. Si è esaurito il tempo delle attese: il Milan ha bisogno che De Ketelaere prenda in mano la squadra e che lo faccia adesso, non tra giorni, settimane o mesi. Intendiamoci, nessuno discute il talento e il potenziale pressoché infinito del ragazzo, ma proprio per questo serve una bella secchiata d'acqua: non c'è spazio per i timidi nel grande calcio.
Charles DE KETELAERE 5: Prestazione opaca e poco ispirata. Gli manca sempre qualcosa per fare lo step successivo. [dalle pagelle di Chelsea-Milan]

4) Leao è davvero cresciuto: ora la sua luce brilla sempre

L'unica nota davvero lieta per il Milan nella serataccia di Londra è l'ennesima prestazione convincente del suo top player. La lucciola umorale Rafael Leao è diventato finalmente un fuoco ardente e perpetuo: sempre in partita anche con la squadra in difficoltà, vivo e in grado di poter fare costantemente la differenza, non solo quando si sveglia dalla parte giusta del letto. Il portoghese ha fatto un passo in avanti decisivo sul percorso che lo porterà a diventare un fuoriclasse nel prossimo futuro: campione lo è già, chi dice il contrario sbaglia.

Rafael Leao durante Milan-Dinamo Zagabria - Champions League 2022-23

Credit Foto Getty Images

5) Potter e l'arte del sapersi adattare: il suo Chelsea non potrà che giovarne

Ventiquattro milioni di euro per...la solita minestra? Non proprio, anzi niente di più sbagliato. Graham Potter ha già capito che il modo migliore per dare la propria impronta ad una squadra di grande livello è rispettare al massimo il lavoro di chi è stato al timone prima di te. E così il filosofo ex Brighton si ritrova a sperimentare, muovendosi in punta di piedi come fosse in una cristalleria. La difesa a 4 è presto accantonata, così come sono diversi molti interpreti rispetto al balbettante successo sul Crystal Palace. L'approccio guardingo, basato su tanti esperimenti, pagherà dividendi: con una rosa tanto attrezzata e piena di qualità non servono terapie d'urto.

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