Napoli-Liverpool, match valido per la prima giornata del girone A di Champions League, è terminato sul punteggio di 4-1, frutto delle reti di Zielinski (doppietta), di Anguissa e di Simeone, oltre al punto della bandiera di Luis Diaz per i Reds. Nel primo tempo anche un rigore parato da Alisson a Osimhen. Gara arbitrata dallo spagnolo Carlos Del Cerro Grande. Con questo risultato, il Napoli balza in vetta al raggruppamento assieme all'Ajax.
Qui di seguito le 5 verità che ci ha lasciato la sfida del Maradona.
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Napoli-Liverpool 4-1, pagelle: Zielinski mvp, Reds irriconoscibili
07/09/2022 ALLE 21:21

1) Se il Napoli trovasse continuità anche contro le piccole...

Il poker al Liverpool rivela in maniera esplosiva le potenzialità altissime del Napoli. Nonostante gli addii estivi di Koulibaly e Fabian Ruiz, nonostante le separazioni da Insigne e Mertens. Per un tempo, prima di un naturale calo fisico e mentale, la squadra di Luciano Spalletti ha dato la netta sensazione di potersela giocare alla pari contro chiunque. E dunque si fa fatica, ad esempio, a spiegare l'1-1 contro il Lecce di una settimana fa. Così come le tante, troppe battute a vuoto della scorsa stagione contro le formazioni medio-piccole della Serie A: lo Spezia, l'Empoli (sia all'andata che al ritorno), il Verona. Intoppi che, alla fine, hanno impedito agli azzurri di lottare per lo Scudetto fino all'ultima giornata. Se il Napoli trovasse la giusta continuità in questo senso, se ne potrebbero vedere delle belle.

2) Kvaratskhelia di un'altra categoria: a tratti è ingiocabile

Ragazzi, che acquisto. Per rapporto prezzo-rendimento, Khvicha Kvaratskhelia è il miglior volto nuovo portato in Serie A nella recente finestra di mercato. 10 milioni di euro per un talento del genere, francamente, sono bruscolini per chi ne spende il doppio, o il triplo, per elementi dalle dubbie qualità. Personalità, nessuna paura nel tentare anche le giocate più complicate, quel pizzico di sfrontatezza che fa la differenza tra i mezzi giocatori e i grandi giocatori. Il numero sul povero Joe Gomez, con conseguente assist a Simeone, è la ciliegina sulla torta. In attesa di ulteriori conferme lungo il corso della stagione, il georgiano è una pescata assolutamente magnifica. Complimenti.

3) Anguissa-Lobotka-Zielinski dominanti: Fabian Ruiz è già un ricordo

Uno si permette il lusso di esibirsi in una ruleta. Un altro, il “piccolo Iniesta”, difficilmente perde un pallone anche in zone complicate del campo. Il terzo, statistiche alla mano, è il vero spacca-partita con due gol e un assist perfetto. André Frank Zambo Anguissa, Stanislav Lobotka, Piotr Zielinski: i tre califfi del centrocampo di Spalletti. I tre da cui tutto ha origine e da cui tutto sgorga in maniera limpida e trasparente. Uno spettacolo vederli giostrare il pallone, muoversi, scambiarsi di posizione, inserirsi. Poi, certo, ci sono Osimhen e Kvaratskhelia. Ma l'importanza del trio di mezzo è difficilmente quantificabile. L'eredità di Fabian Ruiz è in buone, buonissime mani.

4) Bravo Meret: sta ritrovando la sicurezza perduta

Non dev'essere semplice trascorrere un'estate intera sull'uscio di casa, in attesa che ti comunichino ufficialmente che te ne puoi anche andare. Alex Meret, per qualche settimana, non è più stato il portiere del Napoli. Doveva andare via, magari allo Spezia, e al suo posto sarebbe dovuto arrivare uno tra Keylor Navas e Kepa. E invece nulla si è mosso e Meret è rimasto a Napoli, prendendosi la porta lasciata sguarnita dall'addio di Ospina. L'ex dodicesimo che sostituisce l'ex titolare. In tanti hanno mugugnato, sconfortati da qualche esibizione estiva balbettante dell'ex spallino. Che però pare essersi lasciato tutto dietro di sé. Spalletti gli sta dando fiducia e lui ha iniziato concretamente a ripagarla. Ieri sera è stato sicurissimo, sfornando un paio di interventi tutt'altro che semplici sui colpi di testa di van Dijk e Diaz. Ora serviranno conferme. Ma intanto il Napoli ha (ri)trovato un portiere vero.

5) Liverpool, che succede? Così rischia grosso

Che non sia lo stesso Liverpool delle ultime stagioni, lo si sta capendo anche dall'andamento lento in Premier League: tre pareggi, una sconfitta, un paio di vittorie tra cui una soffertissima contro il Newcastle. Ma sono soprattutto altri fattori della banda Klopp a sconcertare: l'atteggiamento remissivo e timido di un primo tempo completamente dominato dal Napoli e i buchi allucinanti di una difesa incomprensibilmente altissima, sfilacciata, “guidata” come peggio non si potrebbe da un Joe Gomez da 3 in pagella. Siamo alla fine di un ciclo? Presto per dirlo. Ma continuando su questa strada, stante anche il roboante segnale dato dall'Ajax con il 4-0 sui Rangers, lo scenario di un'eliminazione sembra non essere così campato per aria. Occhio.

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