Inter-Bayern Monaco, match valido per la prima giornata di Champions League, termina con il punteggio di 0-2. A segno Leroy Sané prima dell'autogol di Danilo D'Ambrosio. Per la formazione d Simone Inzaghi si tratta della terza sconfitta stagionale, la seconda consecutiva dopo quella nel derby contro il Milan. Un k.o. che complica già il cammino nel 'girone della morte' vista anche la rotonda vittoria del Barça contro il Viktoria Plzen. Fra sette giorni contro i cechi sarà fondamentale Di seguito, vediamo le cinque verità che ci ha lasciato la sfida di San Siro.
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1) Quanta differenza tra Inter e Bayern

Champions League
Inter-Bayern 0-2, pagelle: Sané devastante, Dzeko-Lautaro lottano
07/09/2022 ALLE 21:05
Si sapeva già che il Bayern, se vuole, è ingiocabile. La pesca dei bavaresi nell’urna di Nyon, abbinata a quella del Barcellona, è stata la peggiore possibile. Quella però resta teoria, idee scritte sulla carta. Quando è poi il campo a parlare, fa più male. E l’Inter è uscita stordita dai 90’ contro la formazione di Nagelsmann, superiore in tutto. Non c’è stata partita, a eccezione del primo quarto d’ora della ripresa. In cui i nerazzurri ci hanno messo l’orgoglio, gli ospiti hanno aspettato sornioni e poi, a freddo, colpito e chiuso i conti. Quello che preoccupa è come è maturato il 2-0: se l’anno scorso l’Inter se l’era giocata alla pari con Real Madrid e Liverpool, questa volta la differenza con il Bayern è stata evidente. Incolmabile. La qualificazione agli ottavi è da giocarsi con il Barcellona, ma il 5-1 dei catalani sul Viktoria Plzen suona come una minaccia.

Sané

Credit Foto Getty Images

2) Al centrocampo di Inzaghi manca fisicità

Inzaghi ha provato a mescolare le carte: Onana in porta, D’Ambrosio in difesa, Gosens finalmente titolare. E Mkhitaryan a centrocampo, dopo le buone risposte a partita in corso nel derby. L’armeno ha preso il posto di Barella: mossa a sorpresa, considerando che formalmente è arrivato come vice-Calhanoglu. Com’è andato l’esperimento? Non bene, ci si può sbilanciare. L’ex Roma è cresciuto un po’ alla distanza, ma quello che non convince è l’assetto nel suo complesso: all’Inter manca fisicità in mezzo, lacuna che si percepisce chiaramente nelle notti europee. Con la presenza di Barella si rimedia in dinamismo, ma non basta e nel derby si è visto. Nella rosa a disposizione di Inzaghi – a eccezione di Gagliardini, utilizzato poco – manca il centrocampista d’assalto e fisicità, fondamentale anche per dare equilibrio.

3) Onana promosso (con riserva)

Osservato speciale, André Onana. Acclamato dai tifosi sui social dopo le prestazioni sottotono di Handanovic. Inzaghi l’ha buttato nella mischia contro gli arcieri tedeschi, che fin dai primi secondi hanno provato a colpire. Com’è andato l’esordio del camerunense? Citiamo Pino Daniele, autore di “Stare bene a metà”. Ecco: nel vedere all’opera l’ex Ajax il tifoso dell’Inter sarà stato contento sicuramente fino al 65’, quando Onana ha rischiato l’autogol facendosi sfuggire una comoda palla dalle mani. Benedetto palo, un paio di centimetri più in là e staremmo parlando di papera, di esordio shock, di speranze dei tifosi infrante. In generale, André ha dato la sensazione di trasmettere sicurezza. Prova superata, ma con riserva per quell’errore grave.

4) Dzeko uguale qualità, a dispetto dell'età

Tra le note positive della serata nerazzurra c’è la prova di Edin Dzeko, uomo che stava cambiando da solo il destino del derby dalla panchina. Giocatore che deve convivere con il tempo che passa e un’età che non perdona, sorte che accomuna sportivi e non. Ma attaccante che in serate come quella di mercoledì fa sentire tutto il suo spessore tecnico: il bosniaco ha giocato una grande partita, finendo la benzina con il conseguente cambio per Correa (errore gravissimo sotto porta). I limiti del Dzeko versione 2022 sono evidenti, non va dimenticato che il ruolo dell’ex Roma sarebbe quello di vice-Lukaku. Ma il talento e il “peso” di un calciatore resistono all’età che avanza, contro il Bayern si è visto.

Edin Dzeko contro Joshua Kimmich

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5) Con il Torino sfida già delicata

Qualche fischio di è elevato dai seggiolini al triplice fischio. No, il pubblico interista non è stato soddisfatto della sconfitta contro il Bayern Monaco. Non tanto per il risultato, come detto nel primo punto, quanto per le modalità. E probabilmente anche per il momento in cui questa prestazione è arrivata: in giorni così delicati, dopo la sconfitta nel derby, era necessaria una reazione. Quantomeno sul piano del gioco. Il calendario non è stato benevolo, contro il Bayern – in questa versione – la scamperanno in pochi. Il calcio regala sempre un’altra possibilità e ora Inzaghi non ha alibi: la prossima partita va vinta, senza sé e senza ma. Il problema è che non sarà semplice, contro un Torino ostico e partito bene. Appuntamento delicatissimo, quello di sabato alle 18: qualora i nerazzurri non dovessero fare risultato pieno, entrerebbero in una fase già molto critica della stagione.

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