"Le critiche al mister danno fastidio perché alla fine siamo noi che facciamo le scelte in campo. Lui sceglie chi entra, ma in campo ci vanno i giocatori”. Così Lautaro Martinez ha preso le difese di Simone Inzaghi alla vigilia di Viktoria Plzeň-Inter, mostrando agli occhi degli esterni una fiducia della squadra nei confronti dell’allenatore che si pensava fosse stata messa in discussione. Soprattutto per via dei risultati. Quelle tre sconfitte contro Lazio, Milan e Bayern Monaco nelle prime sei gare stagionali hanno infatti portato a galla delle importanti lacune difensive, caratteriali, di leadership oltre a mostrare degli errori nelle scelte e nel tempismo delle sostituzioni. Così per alcuni, che hanno bombardato i social con l’hashtag #InzaghiOut, non esiste soluzione diversa dal cambiare la guida tecnica. La società, però, la pensa diversamente e continua a credere nell’allenatore ex Lazio, il quale ha risposto presente con due successi consecutivi contro Torino e Viktoria Plzeň. Due sfide molto diverse. In campionato, infatti, i nerazzurri hanno subito molto, soprattutto dal lato in cui attaccava Vlašić, e Handanovic ha dovuto fare gli straordinari per tenere i suoi in partita. Non sono riusciti ad imporre il loro gioco e il gol è arrivato solo all’ultimo respiro con un tocco morbido di Barella per Brozovic che l’ha insaccata di punta al volo, un gesto che eleva ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, il valore del croato con la 77.

I 3 punti di Plzen

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Viktoria Plzen-Inter 0-2, pagelle: Dzeko dominatore, Dumfries è una freccia
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Alla Doosan Aréna si è vista un’altra Inter. Innanzitutto perché la formazione è stata ampiamente rivisitata. Tra i titolari, infatti, si sono visti 6/11 diversi dall’ultima sfida di Serie A. Inzaghi si è così affidato ad Onana tra i pali, ad Acerbi per il centro della difesa, ha ritrovato Bastoni, e ha dato spazio anche a Mkhitaryan, Gosens e Correa. E’ stato però differente, aldilà dei nomi (sui quali torneremo), l’approccio e l’atteggiamento di tutta la squadra. I nerazzurri sono riusciti a prendere il pallino del gioco sin dall’inizio e ad esprimere padronanza e dominio con continuità quasi per tutti i 90 minuti, facilitati anche dall’espulsione al 61’ di Bucha. I numeri al fischio finale recitano così: 69% di possesso palla, 52 azioni offensive (contro le 27 dei cechi) e 18 tiri totali, di cui 7 nello specchio. Un gol per tempo (potevano essere di più!) con Dzeko e Dumfries e tre punti importanti con i quali l’Inter aggancia il Barcellona, che incontrerà il 4 ottobre a San Siro. Ora qualcuno potrà dire che non è stato un test probante visto l’avversario. E’ in parte vero: il Viktoria Plzeň è senza dubbio la più debole del girone C. Tuttavia, ogni partita di Champions League richiede un impegno maggiore per ottenere il bottino intero. In più, nessuna italiana era riuscita a vincere alla Doosan Aréna. Nell’ultimo precedente nel 2018, la Roma, con Dzeko in campo, aveva addirittura perso. Dunque, ha ragione Simone Inzaghi a dire: “Sono stati bravi i ragazzi a rendere semplice una partita che non lo era”. L’Inter ha impostato bene la partita, l’ha affrontata con la giusta determinazione e così si è tolta dai guai.

Viktoria Plzen-Inter, gioia Inter dopo il gol di Dzeko

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Le "scelte logiche" di Inzaghi

La Champions League, è inutile dirlo, è molto importante. L’Inter ha l’obiettivo di migliorare il risultato dell’anno scorso (ottavi di finale) dunque dovrà dare il meglio di sé. Tuttavia, il calendario in questa stagione presenta tanti impegni, ravvicinati come mai in passato, per questo Simone Inzaghi ha la necessità di far rifiatare ogni tanto chi gioca più spesso e anche di scoprire quanto sia profonda la sua rosa. Ossia, capire su quali giocatori può fare affidamento in questo tour de force. Così, la trasferta di Plzeň si è rivelata l’occasione giusta per vedere all’opera elementi meno soliti a partire dal 1’. Per alcuni, come Acerbi, è stata la prima chance; per gli altri è stata una possibilità per lanciare altri segnali positivi o per provare a riscattarsi da comparsate meno brillanti. Marotta nel pre-partita le ha definite “scelte logiche”; a posteriori potremmo aggiungere che sono state anche vincenti. Inzaghi è stato infatti promosso, queste scelte gli hanno dato ragione. Su tutte, la decisione perfetta è stata quella di affidare le chiavi dell’attacco a Edin Dzeko. Il bosniaco uomo in più in questo periodo di assenza di Lukaku, ha lasciato il segno con il gol in apertura e l’assist per Dumfries.

Simone Inzaghi ed Edin Dzeko al termine di Viktoria Plzen-Inter - Champions League 2022-23

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Dumfries, che poteva magari riposare, aveva però bisogno di ritrovare entusiasmo dopo le ultime uscite, così ha giocato ed è stato uno degli altri migliori in campo spaccando la difesa ceca con continue discese, e in una di queste ha siglato lo 0-2. Poi si è rivisto Onana dopo le 10 parate contro il Bayern. Questa volta è stato impegnato in una sola occasione al 79’ su un calcio di punizione insidioso, e non ha esitato. Acerbi, accolto tra le polemiche, era alla prima da titolare e non ha avuto problemi. Dopo la partita ha pure affermato di non essere andato all’Inter per fare la comparsa. Quindi, chissà, potrebbe diventare anche di più di un vice-De Vrij. Mkhitaryan sempre in movimento, sempre nel vivo del gioco. Gosens partecipa al gol del vantaggio, accentrandosi, ma è ancora lontano dalla sua versione migliore. Anche Correa mette lo zampino nella prima rete però continua a sbagliare tanto negli ultimi 20 metri, nelle scelte decisive. Gli ultimi due quindi sono gli unici che ancora non convincono. Ma il bilancio per Inzaghi è assolutamente positivo. Considerato anche che Calhanoglu, Lautaro, De Vrij, Dimarco, Handanovic e Darmiansaranno più freschi per la trasferta di Udine, dove l’Inter cercherà la definitiva vittoria scaccia-crisi.

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