"Quando avevo quattordici anni mi sono tatuato lo stemma della Champions League. Sono ossessionato dal voler arrivarci. Il giorno in cui ci giocherò e farò un gol, bacerò quello stemma". Sono bastati appena tre minuti dal suo primo piede calcato tra i grandi d'Europa, a Giovanni Simeone, per vedersi avversare il suo più grande sogno e baciare quel segno indelebile sul braccio del 27enne argentino. Una serata da incorniciare per tutto il Napoli, che ha schiantato 4-1 un Liverpool imbarazzante, ma per il Cholito questa notte al Maradona ha un sapore più speciale di tutti gli altri compagni di squadra.
Calcio
Globe Soccer Awards 2022: Victor Osimhen miglior giovane dell’anno
17/11/2022 ALLE 16:06
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Entrato al 41' del primo tempo per prendere il posto di un Osimhen acciaccato - forse l'unica cosa andata storta al Napoli - Giovanni Simeone ha fatto così il suo debutto in carriera in Champions League, realizzando la sua più grande ambizione personale. Probabilmente però non si sarebbe mai aspettato un segno del destino del genere: alla prima palla buona a fine primo tempo, un cross di un'illuminante Kvaratskhelia, l'attaccante argentino è piazzato alla perfezione, liberissimo ad un passo dalla porta, e gli basta appoggiare comodamente in rete col piattone destro. Stadio in tripudio per il gol del provvisorio 3-0, il Cholito esulta a mani in faccia, guarda l'assistente per vedere se il gol è confermato e poi si getta sul prato, visibilmente commosso. Infine, la promessa mantenuta: il bacio davanti alla curva partenopea vicino al polso, lì dove è tatuato il simbolo della Champions. "Sapevo che avrei segnato, perché ero pronto. Ho sempre voluto arrivare fin qua, a giocare almeno un minuto in Champions League. Ho sempre avuto una passione. Non ho sbagliato per fortuna. Ora dobbiamo solo pensare a questa bella notte, a questa bellissima partita. È stato emozionante per me, ma per tutti" racconta Simeone al termine dell'incontro ai microfoni di Amazon Prime Video.
Ho fatto questo tatuaggio a quattordici anni perché avevo il sogno di arrivare fin qua, fare un gol e baciare questo pallone. E' stato emozionante. Ogni volta che vedevo questo tatuaggio da piccolo sognavo questo momento. Sono emozionato, ho lottato tanto per arrivare qua e adesso sono qua

L'emozione del gol e la chiamata con papà Diego

Non può mancare il rapporto speciale col papà Diego, tecnico dell'Atletico Madrid vincente nella stessa giornata contro il Porto (lo scopre proprio durante l'intervista a bordocampo il giocatore), con cui c'è stata una telefonata nel pre-partita: "Mi aveva detto che se fossi entrato avrei potuto fare tanto, e così è stato. Ci sentiamo sempre prima della partita, oggi come tutte le altre volte. E lo faremo sempre". E con la marcatura contro il Liverpool, ora anche il figlio condivide col padre la gioia del gol nella più importante competizione europea.
Sulle emozioni provate al momento del gol Giovanni Simeone aggiunge: "È stato molto emozionante sentire la gente cantare il mio nome e l'urlo della Champions prima della partita. Questi tifosi ci fanno capire che si può sempre dare di più". Una data indimenticabile per il calciatore classe 1995: "Ci sono tante persone che non credevano in me e devo ringraziare anche loro: quelli che dicevano di no. Invece sì". E con l'infortunio di Osimhen ancora da valutare, chissà che non si aprono nuove porte nelle prossime settimane per il Cholito.

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