Le 5 verità di Inter-Barcellona 4-3 d.t.s.: partita per gli annali, Inter, è nel destino

CHAMPIONS LEAGUE - Dai meriti dei nerazzurri alla 'stella polare' Lamine Yamal; dal gruppo di Inzaghi passando per una partita desitana a rimanere nella storia della Champions League. Fino, naturalmente, a 'quel' gol di Acerbi. I 5 spunti che ci ha regalato la semifinale di Champions League Inter-Barcellona nel nostro format delle '5 verità'.

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Inter-Barcellona, match valido per il ritorno delle semifinali di Champions League, si è chiuso col punteggio di 4-3 dopo i tempi supplementari. Con questo risultato l'Inter accede alla finale di Monaco di Baviera di sabato 31 maggio alle ore 21:00, sfiderà la vincente di PSG-Arsenal in programma mercoledì 7 maggio. Che cosa ci ha detto questa partita? Abbiamo come sempre provato a coglierne lo spirito scegliendo 5 pillole. Le trovate qui sotto. Le nostre ormai consuete '5 verità' della partita.

1. L'Inter ha meritato la finale

E le chiacchiere stanno a zero. I nerazzurri sono stati più "squadra", evitando gli alti e bassi schizofrenici dei catalani che a tratti sono stati sì inarrestabili, ma al tempo stesso dietro hanno ballato tutti i tipi di danza: conosciute, sconosciute e anche ancora si devono inventare. Perché alla fine è stato quello il concetto principale: trovare un equilibrio. E quello dell'Inter, nella sua semplicità, è stato superiore a quello di un Barcellona che ogni qualvolta veniva attaccato sembrava potesse concedere gol. Compreso quando era avanti 2-3 a 6 minuti dalla fine. E infatti...

2. Partita destinata agli annali

For the ages, direbbero gli anglosassoni, che i 'colossal' cinematrografici li hanno inventati. Ecco, questo Inter-Barcellona va dritto lì, negli annali. Un match che in tanti ricorderanno per tanto tempo. I tifosi interisti, ovviamente. Ma anche gli spettatori neutrali. Perché un match così, al di là delle filosofie e dei modi di giocare, che piacciano o meno, discutibili o meno, nel suo andamento di incolla al seggiolino e non ti stacca più fino al triplice fischio. C'è stato veramente tutto dentro. Gol e spettacolo. Rimonte e contro-rimonte. Tensione e pathos. In un crescendo rossiniano che alla fine convincerebbe anche gli allergici al pallone.

3. È il gruppo di Inzaghi

Per mesi siamo rimasti a dire che la rosa dell'Inter era corta e che i sostituti non erano all'altezza. C'è sicuramente della verità in questo. Poi però guardi Inter-Barcellona e ti accorgi che decisiva è stata anche la panchina. Dal gol di Frattesi all'assist di Taremi; dal contributo di Zielinski alle mille spazzate difensive di De Vrij. E' stata anche l'Inter dei gregari insomma a portare i nerazzurri a Monaco di Baviera. In una nottata in cui spiccano sì le giocate di Lautaro e le parate di Sommer, ma in cui c'è stato anche tanto B-side. E allora un bravo grosso così va anche a Simone Inzaghi, non si capisce fino a che punto coraggioso o costretto a essere coraggioso nei suoi cambi di Dimarco, Lautaro, Mkhitaryan e Calhanoglu - l'ossatura di questa squadra -; ma eccezionale evidentemente nell'aver motivato tutti a tirare fuori qualcosa in più.
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4. Il Barcellona è quasi solo Yamal

Nel senso che sono andati quasi solo da lui. All'andata così come al ritorno. Campo o stadio non fanno differenza per questo ragazzino fuori dal comune. Il Barca si è aggrappato al suo talento in maniera quasi religiosa, supplicandolo di inventarsi sempre qualcosa e al tempo stesso dimostrando chiaramente dei limiti nella sua imprevidibilità di squadra. A lungo - e non solo stasera - si ha avuto la sensazione di assistere al 'palla a Yamal e sperare'. Quasi sempre però il fenomeno catalano ha ripagato, uscendo da situazioni calcistiche al limite delle leggi della fisica. Una stella polare, insomma. Se avrà voglia, testa e manterrà la salute, giocatore destinato a diventare generazionale. Un fenomeno assoluto.
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Credit Foto Getty Images

5. Acerbi sembra volerci dire che per l'Inter questa coppa è nel destino

Perché se il gol del pareggio te lo fa a 37 anni il difensore centrale, travestito da centravanti, bruciando come un bomber la marcatura del difendente e segnando col piede debole al minuto 93... Beh allora sembra che Eupalla questa vincitrice l'abbia già decisa. A tal proposito occhio anche alla statistica: nelle ultime sei occasioni la squadra che ha eliminato il Barcellona in semifinale ha poi sollevato il trofeo. È successo al Real Madrid nel 2002. È successo al Manchester United nel 2008. È successo all'Inter nel 2010. È successo al Chelsea nel 2012 e al Bayern Monaco nel 2013, così come al Liverpool nel 2019. Gli scaramantici possono fare tutti gli scongiuri del mondo. Ma se siete onesti intellettualmente con voi stessi, a quel gol di Acerbi, abbiamo pensato tutti la stessa cosa: questa coppa è dell'Inter.
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