"Quando si parla di arbitri il primo nome che viene in mente è il suo: ha scritto la storia", così France Football ha giustificato l'assegnazione del Pallone d'Oro degli Arbitri - alla prima edizione della storia in assoluto - al nostro Pierluigi Collina. L'attuale presidente della Commissione arbitri FIFA si è raccontato al Corriere della Sera: dal premio assegnatogli all'approdo di Stephanie Frappart in Champions League, dalla difficoltà di arbitrare una finale di un Mondiale alle modifiche apportate al regolamento negli ultimi anni.

Su Stephanie Frappart

"Vorrei fosse visto come una cosa normale. Se un arbitro ha le qualità, deve poterle sfruttare a prescindere se sia uomo o donna. Se c’è qualità il resto non deve contare. Mi piacerebbe parlare di arbitri senza dover declinare la parola al maschile o al femminile. Spero che in futuro ci siano altre Frappart e che questo non costituisca più una stranezza o una notizia".
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Sulla partita più difficile da arbitrare

"Cos’è difficile? Quello che ha una grande importanza? Allora la finale del Mondiale o della Champions League sono due gare difficili. Importanza significa conseguenze, per le squadre e anche per l’arbitro. Se invece la difficoltà dipende dal contesto ambientale allora paradossalmente la finale del Mondiale è meno difficile di un match di Interregionale: lì a seconda del risultato il rischio era anche fisico. Poi c’è la difficoltà tecnica del match. Arbitrare il Foggia di Zeman era difficile, con il portiere Mancini che calciava lungo per Signori, Rambaudi e Baiano: i tre partivano come missili e seguire lo sviluppo dell’azione era complicato".
Se invece la difficoltà dipende dal contesto ambientale allora paradossalmente la finale del Mondiale è meno difficile di un match di Interregionale

Sul premio ricevuto

"C’è una grande differenza tra avere un riconoscimento quando sei in attività rispetto a riceverlo ora, quando ho smesso di arbitrare da 15 anni. Oggi è un premio per qualcosa che hai fatto: niente e nessuno te lo può togliere. Lo vivo con soddisfazione, orgoglio e un po’ di nostalgia. Mi fa tornare in mente qualcosa che a me piaceva molto fare: stare in campo".

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Credit Foto Getty Images

Sui cambiamenti del regolamento

"I cambiamenti più importanti sono stati il calcio di rinvio da giocare dentro l’area (molto positivo) e il considerare punibile il fallo di mano, anche se involontario, immediatamente prima di un gol. Segnare grazie alla mano è sembrato non etico e d’altro canto reti segnate con un tocco di mano involontario erano state annullate in passato, come a Neymar nella finale di Champions 2015. Fallo di mano e fuorigioco restano le aree critiche".
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