Storie di capitani, di numeri uno a confronto. All’interno del rettangolo di gioco e nello spogliatoio. Iker Casillas e Gianluigi Buffon hanno una vita parallela. Forti, fortissimi, e incredibilmente carismatici. Iker e Gigi si stimano, si conoscono, si rispettano. I campioni fanno così, i veri campioni fanno così. Non hanno paura l’uno dell’altro; apprezzano le qualità dell’avversario e studiano il modo per far proprie le peculiarità del collega. Perché nella vita, altra lezione importantissima che insegnano i fuoriclasse, di imparare (sempre e da tutti) non si finisce mai.

Se Buffon è stato protagonista assoluto nell’ultimo scudetto della Juventus, Casillas si è trovato un nemico in casa, Mourinho, e con lui ha dovuto fare i conti nel corso dell’ultima stagione al Real Madrid. Lo Special One non lo apprezzava più di tanto e, da metà campionato in poi, non lo ha più visto: per Iker solo panchina, a volte tribuna, e la sensazione che forse il suo tempo a Madrid fosse ormai finito. Poi la Confederations Cup gli ha restituito il sorriso, grazie soprattutto a Vicente Del Bosque, che in occasione della prima partita del torneo brasiliano gli ha consegnato, insieme a fiducia e stima, anche maglia da titolare e fascia di capitano.

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Buffon non ha mai perso tutto questo: Gigi è giustamente titolarissimo, e capitano, sia nella Juventus sia in Nazionale. Se carisma e leadership restano quelli di sempre, il suo rendimento è però ultimamente andato calando. Contro il Brasile ha deluso e contro la Spagna non è parso brillante come al solito. Casillas, di contro, nella semifinale contro l’Italia è stato uno dei migliori, se non il migliore in assoluto dei suoi grazie alle due parate decisive su Maggio nel primo tempo.

Ad accumunarli, invece, i calci di rigore, dove, nel momento decisivo di Italia-Spagna si è verificata una situazione tutt’altro che usuale. Su 14 tiri dal dischetto calciati, nemmeno uno è stato parato dai due portieri: 13 gol e un pallone finito alto. Per nostra sfortuna quello di Bonucci. Casillas esulta e si guadagna un posto per la finale di Rio de Janeiro contro il Brasile padrone di casa. Buffon si dispera e si deve accontentare della finalina valida per il 3°/4° posto contro l’Uruguay. Casillas e Buffon: uomini, capitani, che a Fortaleza hanno incrociato le loro strade, si sono scambiati la maglia e hanno poi proseguito su percorsi diversi. La speranza è che tra un anno, quando ci si giocherà il Mondiale, a prendere la via della finale possa essere Buffon, così che il cielo brasiliano, a forti tinte verdeoro, mantenga il suo colore naturale: l’azzurro.

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