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Tradizione verdeoro
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Pubblicato 27/06/2009 alle 21:56 GMT+2
Domenica sera Brasile e Stati Uniti si sfidano in finale di Confederations Cup in una Johannesburg blindata. Donovan sogna l'impresa, Feilhaber è combattuto mentre il ct Dunga punta subito a segnare. Luis Fabiano sarà dubbio fino all'ultimo per la febbre
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La finalissima della kermesse sudafricana può dare uno scossone al calcio mondiale in caso di successo degli americani, o confermare che la squadra dei sogni è quella che porta i colori della Seleçao, simbolo dello sport più popolare del pianeta. E favorita per trionfare in Sudafrica anche tra dodici mesi, quando si giocherà il torneo che veramente conta, quello che assegnerà il titolo iridato nel primo Mondiale invernale da Argentina 1978 ad oggi.
In una Johannesburg blindata gli americani sognano l'impresa, pur con la consapevolezza che non sarà affatto facile. Ma la stella Landon Donovan ci crede: "Non abbiamo nulla da perdere perché se succederà sarà ciò che tutti avranno previsto. Scenderemo in campo meno timorosi dell'altra volta, la vittoria contro la Spagna è stata per noi un'incredibile iniezione di fiducia. Sono certo che stavolta non faremo brutta figura: abbiamo un'occasione enorme per entrare nella storia ".
Sintetico invece il ct Bob Bradley: "Il pensiero di quel 3-0 subito il 18 giugno non ci condizionerà . Ricordatevi che al 62' siamo rimasti in dieci per l'espulsione di Kljestan, ma non faremo più errori del genere" spiega il tecnico al quale non risulta (come circolato su alcuni blog) che gli Usa giocherebbero in maglia verde per solidarietà con i contestatori delle elezioni iraniane.
La gara rappresenta anche il derby personale del carioca Benny Feilhaber, nato a Rio 24 anni fa e grande tifoso del Botafogo. Già nella partita della prima fase ha rischiato di far gol ai suoi connazionali, colpendo la traversa con un tiro a sette minuti dalla fine. Se ci riuscisse proprio in finale non sa nemmeno lui come si sentirebbe: in fondo l'America è da 18 anni la sua patria ma nel cuore si sente sempre brasiliano: "La vittoria in semifinale contro la Spagna è stata uno dei momenti più belli della mia vita e non oso pensare come potrei sentirmi se vincessimo anche la Coppa. Solo il fatto di giocare con gli Usa la loro prima finale a livello mondiale mi fa sentire nella storia. Mi provocherà una dose extra di emozione. Comunque vada sarà un giorno da ricordare".
Dunga conta di recuperare l'influenzato Luis Fabiano, anche se la sua presenza resta incerta. Messo ko dal freddo, il centravanti del Siviglia ha spiegato: "La colpa è del freddo che c'è stato in questi ultimi giorni. Quando abbiamo giocato col Sudafrica c'era una temperatura di 2 gradi e dopo la partita sono stato costretto a mettermi a letto. Ma credo di farcela, voglio dare una mano ai miei compagni". Il ct verdeoro ha fatto capire che confermerà Maicon ed André Santos con Dani Alves in panchina.
La finale sarà certamente una partita diversa rispetto a quella della prima fase: "Loro non saranno così timidi quindi sarà un match in cui dovremo avere molta pazienza, specie se non dovessimo segnare subito. L'ideale sarebbe riuscirci, per poi agire di rimessa negli spazi che ci concederebbero. Per gente come Kakà e Robinho è l'ideale".
Vincere la Confederations Cup potrebbe anche non portare bene, nel senso che chi l'ha fatto poi non si è ripetuto l'anno dopo sulla ribalta più importante, ma i brasiliani sono reduci da sette successi consecutivi e non sembrano farci caso. "Il Brasile ha l'obbligo di provare a vincere tutte le competizioni a cui partecipa" tuona Dunga che perde la pazienza quando i giornalisti del suo paese gli hanno chiesto se non senta la sua posizione 'minacciata' dal fatto che San Paolo e Palmeiras hanno appena esonerato Ramalho e Luxemburgo, due tecnici molto apprezzati in patria. "Loro sono dei grandi ma non mi sento in pericolo, io penso a fare il mio lavoro".
Infine il capitolo Ronaldinho: ci sarà ancora spazio in nazionale per il giocatore del Milan? "Mi piacerebbe che tornasse con noi ma dipende da lui. La responsabilità di questa situazione pesa sulle sue spalle, per me se tornasse il vero Ronaldinho sarebbe il benvenuto". Se non dovesse farcela, nessun problema: Kakà , Robinho, 'O Fabuloso' e il suo compagno Pato non avrebbero certo problemi a sostituirlo.
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