A Belo Horizonte, Capitale dello Stato di Minas Gerais (Brasile), si respira un'aria strana. Di attesa mista a paura e superstizione. Sentimenti sospesi nell'aria a poche ore dalla madre di tutte le sfide tra nazionali, sudamericane e non solo: Brasile contro Argentina, Seleção contro Selección. Il Superclásico. Nel 2004 e nel 2007 era la finale e in entrambi i casi, prima a Lima e poi a Maracaibo, si impose il Brasile; oggi in fondo in fondo è un'altra finale, però anticipata, perché chi uscirà vivo si ritroverà a dover assumere i gradi di ovvia favorita per la conquista della Copa America.

Notte di passione

Copa America
Messi e la polemica sui terreni di gioco prima di Brasile-Argentina: "I campi sono una vergogna"
29/06/2019 A 19:25

Si giocherà a un orario proibitivo per noi italiani: le 2.30 di notte, ovvero le 21.30 locali. Il fuso orario di cinque ore non perdona. La vincente di Brasile-Argentina se la vedrà con la vincente della semifinale "povera" tra i bi-campioni in carica del Cile e il Perú, in programma nella notte tra domani e giovedì. In un torneo dai contenuti tecnici non esaltanti, caratterizzato durante la fase a gironi da impianti spesso semivuoti e penalizzato da terreni di gioco ai limiti dell'inguardabile, le due nazionali guida del Sudamerica si propongono come le vere favorite per la conquista del trofeo. Una può contare sul fattore campo e su un livello qualitativo superiore; l'altra, beh, ha Leo Messi, il più bravo di tutti. Entrambe hanno viaggiato a corrente alterna: il Brasile ha rischiato un'eliminazione precoce e clamorosa contro il Paraguay, tremando e poi sospirando di sollievo dopo i rigori, mentre l'Argentina si è ritrovata strada facendo dopo un avvio terribile, traendo beneficio dall'inserimento in pianta stabile di Lautaro Martinez e dal passaggio di Scaloni al tridente.

Lautaro Martinez félicité par Lionel Messi après son but face au Venezuela

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Attesa e superstizione: di nuovo il Mineirão

Belo Horizonte e il suo stadio principale, il Mineirão, evocano il surreale ricordo di un'altra semifinale dal sapore della storia e del dramma: la più famosa dei nostri tempi, il 7-1 tedesco del Mondiale 2014, tra un gol di Klose e uno di Müller, uno di Khedira e uno di Schürrle. Lo chiamarono mineirazo per legarlo al maracanazo, la devastante disfatta brasiliana del 1950 contro l'Uruguay. Cinque anni fa in palio c'era ben altro, perché non si possono paragonare Mondiale e Copa America, però il palcoscenico era il medesimo. E oggi è soprattutto questo, ancor più che il valore dell'Argentina, a scatenare le ansie più recondite dei brasiliani. Poi, chiaro, c'è il Superclásico in sé, con tutto quel che un simile scontro tra Titani rappresenta: rivalità, orgoglio, desiderio di leadership continentale. Elementi solitamente secondari rispetto a una finale da raggiungere, ma non stavolta.

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Messi y diez más: Leo ci riprova

Messi ci sarà, ovviamente. Come sempre sarà Leo y diez más, lui e altri dieci. Fin qui, a dire il vero, il fuoriclasse rosarino non è stato all'altezza del suo status di goat: un gol clamorosamente fallito contro la Colombia, uno segnato su rigore al Paraguay, qualche spunto isolato, un gioco votato più al collettivo che alla gloria personale. Però è ancora in corsa, a differenza ad esempio di uno James più brillante, ma già eliminato assieme alla sua Colombia. Messi giunge dalla doppia delusione di Santiago e East Rutherford, 2015 e 2016, ogni volta col Cile a far da giustiziere. E in precedenza, sempre in Brasile, si era visto sfuggire dalle dita la Coppa del Mondo. Varcata la soglia delle 32 primavere proprio nel bel mezzo della Copa, Leo si rende conto che le cartucce a disposizione stanno diminuendo anno dopo anno. Senza Neymar, fuori per tutto il torneo, gli avversari più temibili si chiamano Marquinhos, Thiago Silva e Alisson, il muro giallo davanti a lui. La vera sfida nella sfida del Mineirão.

Mesmar Jr - Brasile vs Argentina 2016

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Lautaro confermato, Willian spera

Quanto alle probabili formazioni, Tite ritrova Casemiro, il suo metronomo di centrocampo, costretto a saltare il quarto col Paraguay per squalifica: a fargli spazio sarà Allan. Resta in dubbio Filipe Luis, costretto a uscire all'intervallo a Porto Alegre e insidiato dalla concorrenza di Alex Sandro. Davanti due tra Gabriel Jesus, Everton e Willian ai lati del centravanti Firmino. Fermato nei giorni scorsi dalla parotite, Richarlison torna a disposizione ma partirà inizialmente dalla panchina. L'Argentina dovrebbe confermare l'undici che ha superato il Venezuela: dunque, Messi più Lautaro più Agüero, anche se Di Maria spera di soffiare la maglia al Kun. Foyth terzino, il viola Pezzella al centro della difesa e Acuña, e non Lo Celso, assieme a De Paul e Paredes. Davanti, riecco Lautaro Martinez. Confermatissimo.

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