La proposta dev'essere presa come una sorta di gioco. Di quelli che piacciono tanto, ad esempio, agli americani, che si esaltano nel comporre e confrontare sportivi di ogni epoca. Le premesse, allo stesso modo, devono essere due: la top 11 che segue è da considerarsi della "Coppa d'Africa" e non del calcio africano in generale. In secondo luogo, la nostra è una versione puramente soggettiva. Ognuno ha la sua e sarà senz'altro corretta: perché scegliere solamente 11 giocatori è un'autentica impresa. Ma ci si prova, per l'appunto, con lo spirito del gioco. La scelta del modulo ricade sullo spregiudicato 3-3-4 di glereaniana memoria: unica soluzione per cercare di "convocare" più campioni possibili dalla "cintola in su".
Ecco l'undici ideale(3-3-4): Nkono; Song, West, Koulibaly; Essien, Yaya Touré, Okocha; Vassallo, Milla, Drogba, Eto’o.
Certo, manca il pallone d'oro, l'unico nella storia del calcio africano, George Weah, che paga la militanza in una nazionale, la Liberia (paese che rappresentò anche da guida politica del governo), incapace di dire la sua in chiave internazionale. Con lui, restano fuori altri miti del calcio africano come Aliou Cissé, Hadji, Amokachi, Okocha, Yekini, Abedi Pelé, Adebayori, insieme agli "attuali" Sadio Mané, Mohamed Salah, Baghdad Bounedjah e tantissimi altri. Ma, come detto, è soltanto un gioco...
Coppa d'Africa
La prima volta del Gambia, il ct Saintfiet: "Grazie, Italia!"
23/12/2021 A 16:34
LEGGI - Coppa d'Africa 2022: programma, date, orari e tabellone completo con tutte e 52 le partite
TUTTE LE NOTIZIE DELLA COPPA D'AFRICA CLICCANDO QUI
Dal 9 gennaio al 6 febbraio 2022, le 52 partite di Coppa d’Africa sono LIVE e in Esclusiva su Discovery+, il servizio ott di Discovery con una straordinaria offerta di intrattenimento e sport. Clicca qui per abbonarti a un prezzo speciale!

N'Kono in porta

Portiere statuario, tra i pilastri - insieme a Roger Milla - dell'emergente Camerun dei miracoli negli anni Ottanta. Vincitore di due edizioni della rassegna continentale, nel 1984 in Costa d'Avorio e nel 1988 in Marocco, trionfi che aprirono la strada all'exploit dei Leoni Indomabili al Mondiale di Italia '90. Estremo difensore istrionico e carismatico, ispirò - fatto noto - un certo Gianluigi Buffon.

Da Taribo West a Koulibaly: le colonne della difesa

Camerun, Nigeria, Senegal. Tre difensori arcigni, esplosivi ed eleganti allo stesso tempo. Anzitutto Rigobert Song, che con 137 apparizioni in nazionale detiene il record di presenze coi Leoni indomabili. In Serie A fece una fugace apparizione nella stagione 1998-99 con la maglia della Salernitana, prima di stupire in Premier League con Liverpool e West Ham, per poi diventare perno della difesa del Galatasaray tra il 2004 e il 2008. Vinse due edizioni della Coppa d'Africa - Ghana-Nigeria 2000 e Mali 2002. In cui Taribo West si accontentò, rispettivamente, di un argento e un bronzo: il suo nome è legato a una Serie A anni '90 che non c'è più. Fece bene nella competizione continentale, per quanto la sua più grande vittoria resta l'oro olimpico di Atlanta nel 1996. Kalidou Koulibaly è invece il simbolo del talento del Senegal, a cui la vittoria in Coppa d'Africa è sempre sfuggita. Anche all'ultimo atto proprio come la finale del Cairo del 2019, vinta dall'Algeria di Bounedjah.

Taribo West ha militato 3 anni in Serie A fra il 1997 e il 2000

Credit Foto Getty Images

Yaya Touré, Okocha e gli altri: qualità a livelli top

Qui il compito si fa sempre più difficile. Partiamo con la "convocazione" di Jay-Jay Okocha, considerato come uno dei migliori dribblatori della storia oltreché un esperto delle conclusioni dalla lunga distanza. In grado di essere determinante tra le linee di spinta, Okocha è stato un'altra icona del calcio nigeriano, portato al trionfo continentale nel 1994 (anno dei Mondiali "super" negli Usa, in cui le Super Eagles fecero tremare l'Italia). Quindi, un argento nell'edizione casalinga condivisa col Ghana nel 2000, e tre terzi posti nelle edizioni successive in Mali (2002), ancora Tunisia (2004) ed Egitto (2006). Forza fisica senza rivali e capacità di creare importanti palle-gol. In mezzo, non c'è dubbio sulla prestanza del ghanese Michael Essien, il "Bisonte", bandiera del Chelsea tra il 2015 e 2012, con fugaci trascorsi anche con Real Madrid e Milan. Un argento nel 2010 e un bronzo "casalingo nell'edizione 2008, che lo vide maggiormente protagonista, con 2 reti all'attivo. Tra i tre di centrocampo, non può mancare nemmeno Yaya Touré, "mister Manchester City" e 102 presenze con la maglia della Costa d'Avorio, tra i più eleganti centrocampisti della storia del calcio mondiale: per lui due secondi posti e il trionfo in Guinea Equatoriale nel 2015 contro il Ghana (0-0, 9-8 dopo i calci di rigore. Una coppa alzata al cielo di Bata da capitano e trascinatore.

Yaya Touré durante un match in Nazionale con la Costa d'Avorio

Credit Foto Imago

Due nomi su tutti: Drogba e Eto'o

Luciano Vassallo, un nome e un cognome italiano, proprio così. La sua storia deriva dalla parentesi colonialista dell'Italia fascista. Nato ad Asmara, nell'Eritrea italiana, fu abbandonato dal padre e cresciuto, insieme al fratello Italo e al resto della famiglia, dalla madre. Rappresentò l'Etiopia, che trascinò a suon di gol nella vittoria dell'edizione casalinga del 1962. Personaggio in vista nel suo Paese, si ritrovò a rispondere di accuse politiche tanto da dover espatriare a Gibuti. Ad Addis Abeba, parallelamente alla carriera di calciatore, gestiva un'officina autorizzata Volkswagen. Classe 1935, da tempo, dopo la pensione, vive a Marcellina, in provincia di Roma. Scrisse anche un libro autobiografico: "Mamma, ecco i soldi". Con la nazionale etiope vanta la bellezza di 99 reti. Nel 2014 il giornalista e scrittore Antonio Felici ha raccontato la sua storia in Stella d'Africa - La vita straordinaria di Luciano Vassallo, mito del calcio africano anni '60, esule in Italia, con tanto di prefazione di Dino Zoff.
Il resto della "brigata" offensiva non ha bisogno di particolari presentazioni: Roger Milla, bomber eterno del Camerun: i Mondiali giocati da protagonista, le due Coppe d'Africa vinte (le stesse di N'Kono) e una carriera protrattasi fino a 43 anni. Un eroe, che passò l'eredità al connazionale Samuel Eto'o, che gode della stessa "riverenza" in patria e nel mondo, con l'aggiunta di quel "Triplete" conquistato in maglia nerazzurra. Chiusura col botto con Didier Drogba, 105 presenze e 65 centri con la sua Costa d'Avorio. Classe 1978, conta due argenti in Coppa d'Africa (2006 e 2012) e il grande rimpianto di non essere riuscito ad arrivare all'edizione vincente del 2015 coi suoi Elefanti.

KESSIÉ TRASCINA LA COSTA D'AVORIO: SUPER-GOL CONTRO L'ARABIA SAUDITA

Coppa d'Africa
Fennec, Leoni Indomabili & gli altri soprannomi in Coppa d'Africa
22/11/2021 A 15:45
Calciomercato
Pogba-Juve, il grande ritorno: c'è l'accordo
IERI A 07:29