In archivio la giornata inaugurale della trentatreesima edizione della Coppa d'Africa. Le prime due partite della competizione hanno visto la vittoria in rimonta (e di rigore) dei padroni di casa del Camerun contro il Burkina Faso (2-1) e quella, sempre di misura - ma per 1-0 - di Capo Verde sull'Etiopia. Qui di seguito, le 5 verità emerse, a nostro giudizio, dai due match disputati entrambi Stade Omnisport Paul Biya di Olembé, alle porte della capitale camerunese Yaoundé.
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CHI VINCE LA COPPA D'AFRICA?
Coppa d'Africa
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1) Onana, promesso sposo dell'Inter: la ruggine dell'inattività si è fatta sentire

Un esordio vittorioso per il Camerun, ma non esattamente per il suo portiere Andre Onana, prossimo portiere dell'Inter per la stagione 2022-2023. L'uscita a vuoto al minuto 24 sul cross di Bertrand Traoré, ha regalato al burkinabé Gustavo Sangaré la palla del momentaneo vantaggio degli Stalloni. Incerto anche a inizio ripresa sulla conclusione non irresistibile dello stesso Bertrand Traoré da calcio di punizione. Una bella respinta di puro istinto poco dopo su Bayala, ma il punto è che la lunga inattività con l'Ajax, data dalla squalifica per doping di un anno (fino a fine ottobre) e la successiva panchina dopo aver perso il posto da titolare (in seguito alle beghe contrattuali risolte poi favorevolmente proprio per l'Inter), ha accumulato tanta ruggine da smaltire.

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2) Camerun ok, ma quanti rimpianti per il Burkina Faso

Sostanziale dominio dei Leoni indomabili , ma - nonostante le numerose assenze per Covid - il Burkina Faso recrimina, e non poco, per l'occasione perduta dopo il momentaneo vantaggio firmato Sangaré. Due interventi plateali in area (di Bertrand Traoré su Zambo Anguissa e Dayo su Tolo) hanno regalato altrettanti penalty al Camerun, che ne ha approfittato con la bocca da fuoco Vincent Aboubakar.

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3) Arbitri e VAR: approccio "sui generis"

Riguardo al primo rigore di Camerun-Burkina Faso, incredibile come l'arbitro algerino Mustapha Ghorbal abbia ritenuto necessario il controllo VAR nonostante l'evidentissima fiancata in area di Bertrand Traoré ai danni del "napoletano" André-Frank Zambo Anguissa. Ancora più singolare il comportamento del fischietto angolano de Carvalho in Etiopia-Capo Verde. E per spiegare tutto occorre procedere con ordine: il centrale difensivo etiope Bayeh trebbia da ultimo uomo e su chiara occasione da gol Julio Tavares. L'arbitro estrae inizialmente (e nemmeno troppo convinto) il cartellino giallo. Nel mentre, il capoverdiano Garry Rodrigues batte la punizione insaccando sotto il sette in maniera spettacolare, ma prima del fischio del direttore di gara, che abbandona improvvisamente la scena per andarsi a rivedere l'intervento all'home field review, decidendo poi per il cartellino rosso e la ribattuta del calcio franco. Una scena che ha lasciato di stucco gli stessi giocatori in campo.

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4) Una grande differenza tecnica media tra i due match

Due partite profondamente diverse. Camerun-Burkina Faso ha messo in scena una sfida tra due squadre ben organizzate, tecnicamente e tatticamente preparate. Una partita prettamente "europea", visti i lunghi - e attuali - trascorsi dei 22 in campo nel calcio del Vecchio Continente. Discorso diverso per Etiopia-Capo Verde, match "ingessato" nonostante l'espulsione di Bayeh dopo appena 9'. Walyas quasi interamente "autoctoni", Squali Blu dall'età media elevata e con interpreti militanti in realtà di nicchia in Europa. Tranne uno, Garry Rodrigues, attaccante esterno dell'Olympiacos (nella cui rosa è peraltro un comprimario), che infatti spiccava su tutti facendo valere il proprio bagaglio d'esperienza. Suo l'assist vincente (e non solo) per il gol-partita firmato Julio Tavares.

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5) La storia di Roberto "Pico" Lopes regala speranza

Il suo nome è Roberto Lopes, ma dietro la sua maglia numero 4 c'è scritto "Pico", il suo soprannome. La sua storia strappa un sorriso e regala una speranza. In realtà Pico è irlandese di Dublino, come la mamma. Capoverdiane sono le origini del padre. Gioca nello Shamrock Rovers e, fino al 2017 - quando ancora miltava nei Bohemians - divideva la sua vita tra calcio e un impiego in banca. Un giorno, su LinkedIn, riceve una richiesta dall'ex ct di Capo Verde Rui Aguas (ex Reggiana nella stagione 1994-95): Lopes non conosce il portoghese e pensa si tratti di spam. Qualche settimana dopo, una nuova notifica da Aguas, che gli chiede: "Allora, ci hai pensato". Pico resta di sale, capisce che è tutto vero e risponde: "Salve mister, mi perdoni ma non avevo capito. Se non è troppo tardi, accetto volentieri". Ed ecco iniziare la favola di Roberto Lopes nella nazionale degli Squali Blu.

Etiopia-Capo Verde, Coppa d'Africa 2021 (9 gennaio 2022): Roberto Lopes "Pico" (Capo Verde) (Getty Images)

Credit Foto Getty Images

Dove guardare la Coppa d'Africa in tv e live-streaming

Tutte le 52 partite di Coppa d'Africa saranno trasmesse in diretta e in esclusiva in live-streaming su Eurosport Player (anche su TIMVISION) e su Discovery+ (SCOPRI L'OFFERTA), il nuovo servizio ott di Discovery con tutto il meglio dell’intrattenimento e della programmazione sportiva di Eurosport. Le gare saranno poi disponibili On Demand su Eurosport Player e Discovery+.

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