Il gap tecnico c’è ed è evidente, eppure abbiamo buoni motivi per credere che la finale di Tim Cup, mercoledì sera all’Olimpico, non sarà così scontata. Come nel 2015 e nel 2004, l’epilogo di Coppa Italia mette di fronte Lazio e Juventus: due anni fa vinsero i bianconeri con un gol di Matri ai supplementari; nel 2004, fra andata e ritorno, fu invece la squadra di Mancini a sollevare il trofeo.

Fattore campo

Quali sono i motivi per cui dovremmo dire Lazio al cospetto della squadra dominatrice del calcio italiano? Il primo è anche il più scontato: dal 2008, la finale di Coppa Italia si gioca allo Stadio Olimpico di Roma, la casa della Lazio. Un fattore, come sempre e per ovvi motivi, da non sottovalutare.
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Aquila Olimpia Lazio AP/LaPresse

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Il momento

La Lazio è in stato di grazia e s’è appena qualificata alla prossima Europa League. Per capire il momento biancoceleste, rispetto alla scorsa stagione, i biancocelesti hanno una media di +22 punti contro lo standard 0 della Juventus. Inoltre, la Lazio ha vinto le ultime 3 partite di campionato contro i 5/9 punti della squadra di Allegri, segnando 16 gol in 270 minuti (6 al Palermo, 3 alla Roma, 7 alla Sampdoria mandando in rete contro i blucerchiati 6 diversi giocatori come non accadeva dal 2009/Udinese) con la consacrazione di un doppio derby trionfale fra Serie A e Coppa Italia. Che exploit!

La vigilia

Forte della sua certezza aritmetica, domani a Firenze Simone Inzaghi schiererà la “squadra B” fra Lukaku, Patric, Murgia, Lombardi, Luis Alberto e Filip Djordjevic. Riposeranno certamente titolarissimi come de Vrij e Milinkovic Savic, che il tecnico biancoceleste ha detto affaticati in conferenza stampa pre-Fiorentina, mentre la Juve avrà il match-point scudetto domenica sera, cioè oltre 24 ore dopo, contro la Roma all’Olimpico in una partita, per tanti(ssim)i aspetti, da giocare a tutta.

Balde Diao Keita (Lazio)

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I precedenti

Questi sì che in stagione sorridono solo alla Juve, però l’andata è lontanissima e persa di misura (1-0 a fine agosto) mentre il match di ritorno a Torino, il varo del 4-2-3-1 di Allegri, “è finito” dopo 17 minuti (2-0) e poi non s’è più vista differenza. Qualcosa intanto è cambiato nel sistema Lazio, che s’è trasformata a tre in difesa affiancando Keita a Immobile in attacco... E dei 14 gol stagionali del senegalese, 6 sono arrivati nelle ultime 3 partite. In definitiva, sul piano del gioco, la Lazio s’è nettamente avvicinata alla capolista.

Lazio-Juventus - Coppa Italia 2014-2015 - LaPresse

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La condizione

Da molte settimane a questa parte, per questioni di modulo e infortuni nel dedalo di un calendario davvero affollato, Allegri non ha mai potuto fare turnover in attacco tra campionato, Coppa Italia e Champions League. Non bastasse, Khedira e Marchisio potrebbero non recuperare lasciando, nel caso peggiore, un bel vuoto nel centrocampo juventino. Infine, ma diciamo specialmente, è inutile credere che le attenzioni bianconere non siano già tutte rivolte all’appuntamento con una storia da farsi il 3 giugno al Millennium di Cardiff.
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