Atalanta-Juventus, finale di Coppa Italia andata in scena al Mapei Stadium di Reggio Emilia, si è conclusa col punteggio di 1-2. Gara arbitrata da Davide Massa di Imperia. Con questo risultato, la Juventus di Andrea Pirlo conquista il quattordicesimo trofeo della propria storia, mentre l'Atalanta di Gian Piero Gasperini si ferma in finale per la seconda volta in tre anni. A segno Kulusevski, il migliore in campo, e Malinovskyi nel primo tempo, quindi la rete decisiva di Chiesa nella ripresa. Prima di realizzare il punto del successo, lo stesso ex viola aveva colpito un palo. Di seguito le 5 verità che ci ha lasciato l'incontro.

1) Pirlo, e sono due: se vincere è l'unica cosa che conta...

A Torino lo dicono e lo ripetono appena ne hanno l'occasione: vincere è l'unica cosa che conta. E i meri dati dicono che la Juventus, pur nella stagione più negativa della propria storia recente, ha alzato due trofei. Prima la Supercoppa Italiana contro il Napoli, poi la Coppa Italia contro l'Atalanta. Sempre al Mapei Stadium, impianto fortunato. Forse non servirà a salvare la panchina di Andrea Pirlo, certamente non basterà per rivalutare in maniera totale e soddisfacente un'annata piena di contraddizioni. Specialmente se domenica sera la Juve non avrà conquistato un posto in Champions League. Ma di certo è una bella rivincita nei confronti di chi aveva e ha già organizzato il funerale – sportivo – del bresciano.
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2) Atalanta, manca sempre la ciliegina sulla torta

Gian Piero Gasperini alla vigilia ci sperava: “Vincere la Coppa Italia sarebbe un'ottima ciliegina, anche se la torta è quella di questi 5 anni". E invece, niente da fare. L'Atalanta si ferma ancora a un soffio dalla vittoria finale, come già era accaduto nel 2019 contro la Lazio. Milinkovic-Savic e Correa due anni fa, Kulusevski e Chiesa ieri sera. E il trofeo, ancora una volta, vola lontano da Bergamo. È una notte amara che, come è giusto che sia, non sposta di una virgola i commenti e le valutazioni sull'ennesima annata al top della banda del Gasp. Ma il dato di fatto è lì, sotto gli occhi di tutti: per sedersi al tavolo delle grandi, per scollinare una volta per tutte il confine che conduce verso la vera gloria, l'Atalanta ha bisogno di portarsi a casa un trofeo. Se lo merita.

Duvan Zapata durante Atalanta-Juventus, finale di Coppa Italia

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3) Finalmente Kulusevski: come dimenticare una stagione opaca in 90'

Un gol, un assist. Dejan Kulusevski è il grande protagonista del trionfo bianconero a Reggio Emilia. Proprio lui, proprio il personaggio su cui pochi avrebbero scommesso. Pirlo lo aveva già lanciato a sorpresa contro l'Inter, sabato pomeriggio, ricevendone in cambio una prestazione ancora una volta opaca. Ma non ha cambiato idea, dando una seconda chance allo svedese e, stavolta, venendone ripagato nel migliore dei modi. “Sta reagendo da campione”, ha detto una volta il tecnico, commentando un errore del parmense costato un gol contro la Lazio. Un attestato di stima vero, sincero, che fa il paio con quello della Juve, decisa a far fruttare l'investimento milionario operato un anno e mezzo fa per strapparlo alla concorrenza. Ora tocca a lui non fermarsi qui.
  • L'Atalanta-Juventus di Kulusevski in cifre
Gol1
Assist1
Dribbling riusciti/tentati1/2
% passaggi riusciti82%
Passaggi chiave 4
Palloni toccati41

Dejan Kulusevski posa con la Coppa Italia, Atalanta-Juventus, Coppa Italia, Getty Images

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4) Malinovskyi non si ferma più: è il giocatore più in forma della A

Un'altra perla. L'ennesima di un periodo semplicemente strepitoso. Ormai non passa partita senza che Ruslan Malinovskyi segni o sforni un assist. O che faccia entrambe le cose, naturalmente. Il giocatore talentuoso ma poco continuo, e chiuso dall'intoccabile coppia Ilicic-Gomez, di un anno fa non c'è più: al suo posto è nato, e si è consolidato, un campione capace di trascinare l'Atalanta in ogni partita. Sia che la Dea raccolga il risultato pieno, sia che venga superata, come ieri sera. In questo momento è lui il giocatore più in forma della Serie A.

Ruslan Malinovskyi - Atalanta-Juventus - Coppa Italia 2020/2021

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5) Tifosi, quanto ci siete mancati

Pensiero finale extracampo. Erano “solo” in 4300, al Mapei Stadium, ovvero il 20% della capienza totale dell'impianto reggiano, ma per chi per mesi e mesi è stato abituato all'assordante silenzio degli stadi vuoti sembravano essere 80000. I tifosi sono tornati ad assistere alle partite dal vivo. Ed è la notizia più bella che ci possa essere per un amante del calcio, ma in generale dello sport. Con tutti i pregi e i difetti che il popolamento degli stadi comporta: gli applausi e i fischi, gli incitamenti e i cori beceri. Un lento, ma bellissimo, ritorno alla normalità anche per il pallone.

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