Questa volta, dentro o fuori. Semifinale di ritorno di Coppa Italia, domani sera allo Stadium: Juventus-Inter. Si riparte dal 2-1 di San Siro, Lau-toro e doppio Cristiano Ronaldo. Non c'erano Achraf Hakimi e Romelu Lukaku: ci saranno. Antonio Conte ha vinto facile a Firenze, 2-0. Andrea Pirlo ha rosolato la Roma, 2-0. Stessi risultati, letture diverse: troppo forte, l'Inter, per una Fiorentina decimata. Troppo Cierre, la Juventus, per un avversario che sgonfia le piccole e si fa sgonfiare dalle grandi. È il cruccio di Paulo Fonseca: e non è un cruccio da poco.

Rodrigo Bentancur e Lautaro Martinez - Inter-Juventus Coppa Italia 2020-21

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Come era nei voti, l'andata non ricalcò, se non nel gol-lampo di Martinez, il k.o. del 17 gennaio. La Juventus scese in campo. Lottò. Ricavò il massimo dai regali di Ashley Young (rigore) e Samir Handanovic (passeggiata fuori porta). L'Inter avrebbe meritato di più. Nicolò Barella, autore dell'ennesimo assist, ha ribadito di essere centrocampista completo e di respiro europeo. Madama, che recupera Rodrigo Bentancur, aspetta sempre Paulo Dybala. Questione di giorni, ormai.
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Nicolò Barella e Adrien Rabiot - Inter-Juventus Coppa Italia 2020-21

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A Conte l'onore e l'onere della prima mossa. Dovendo rimontare, altro non gli resta. L'epilogo del Meazza consente alla Juventus di calibrare le strategie. Giorgio Chiellini ne ha riportato la difesa alla solidità dell'epoca di Massimiliano Allegri. Con il rischio, come è emerso nell'ultimo turno, di arretrarla al limite del limite, visto che ai panorami lacustri delle cartoline preferisce, per indole, le sparatorie delle aree. Potrebbe essere un errore fatale. La Roma aveva le polveri bagnate, l'Inter dispone di un arsenale decisamente più agguerrito.
I 36 anni di Cristiano sono raffiche, non solo rughe. Vi raccomando il gol a Pau Lopez: stop di suola destra e rasoiata di sinistro, a pelo d'erba. Il rumore secco del fucile, più che il rombo fragoroso del cannone. La sfida si annuncia titanica, Conte dovrà gestirla senza Alexis Sanchez e Arturo Vidal, squalificati. Pirlo, lui, deve far fronte all’influenza di Arthur e Morata, e a una sfilza di diffidati. Rotazioni? Più per forza che per scelta, immagino. Qui è Rodi e qui bisogna saltare. Il calendario li bracca: Napoli per la Juventus (sabato), la Lazio per l’Inter (domenica). Dimenticavo Christian Eriksen: ci sarà spazio, o gli saranno riservati i soliti spiccioli?

Cristiano Ronaldo

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Nell'anno nuovo, se si esclude lo 0-2 interista di campionato, la Juventus le ha vinte tutte, dieci su dieci, e alzato la Supercoppa di Reggio Emilia. Rimane battibile ma non è più un cantiere. Vorrebbe, Pirlo, clonare il primo tempo di Marassi, contro la Sampdoria: di possesso, a pressing sguainato. Giura che il catenaccio anti-Roma è stato un'esigenza mirata e non un inciampo ideologico. L'Inter di Conte è fisica, fondata su un 3-5-2 di ruvida sostanza, con la palla lunga a Lukaku e la destra di Hakimi-Barella governo d'alto profilo. È proprio lì che scava la differenza. È proprio lì, alla variante di valico, che si parrà la nobilitate dell'opposizione (Alex Sandro e Federico Chiesa?). Allora: Cristiano o Lukaku, lo scudo della Juventus o le lame dell'Inter. E patti chiari: nessun prigioniero.
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