Zlatan Ibrahimovic era, ovviamente, uno dei protagonisti più attesi del derby di Coppa Italia andato in scena martedì sera a San Siro. E lo svedese, come quasi sempre gli succede, ha risposto all'appello. Ha lasciato il segno con un gran gol e ha indirizzato la partita. Solo che, stavolta, l'ha fatto a danno del Milan. L'eliminazione dei rossoneri di Pioli è infatti in larga parte imputabile all'incomprensibile atteggiamento di Ibra, espulso per doppia ammonizione quando mancava più di mezz'ora alla fine. Tante volte dipinto (a ragion veduta) come leader della squadra, stavolta lo svedese ha tradito le attese e si è rivelato un vero e proprio boomerang per il Milan.

La lite con Lukaku che ha cambiato il derby

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L'episodio chiave della nottataccia di Ibrahimovic è naturalmente la plateale lite con Lukaku sul finire del primo tempo. Al di là del suo deprecabile comportamento, la provocazione dello svedese ha avuto un effetto tangibile in campo: ha letteralmente cambiato il quadro psicologico della partita, che fino a quel momento era stata tutto sommato equilibrata e che vedeva il Milan condurre 1-0 proprio grazie a una sua prodezza. Al rientro dagli spogliatoi dopo l'intervallo l'Inter è apparsa decisamente più carica e motivata, ha assediato la trequarti rossonera e ha gettato le basi per la rimonta che si è poi concretizzata con il rigore trasformato da Lukaku al 71' e con la punizione gioiello di Eriksen al 97'.

Lukaku e Ibrahimovic - Inter-Milan - Coppa Italia 2020-2021

Credit Foto Imago

Fragile e ingenuo: l'Ibra che non ti aspetti

Consapevole di avere un cartellino giallo sul groppone e di avere indirizzato il derby su una pericolosa guerra di nervi, Ibrahimovic è cascato nella trappola da lui stesso creata. Non ha saputo controllare la propria foga agonistica, ha commesso un fallo ingenuo su Kolarov e ha lasciato i suoi in dieci compromettendo la qualificazione. Fragilità psicologica e ingenuità: due caratteristiche che, prima del ritorno di Ibra a Milanello, venivano spesso utilizzate per descrivere il Milan. Stavolta dipingono invece il ritratto di un comandante che ha tradito il proprio equipaggio portando la nave in acque tempestose e abbandonandola per primo. E non è la prima volta che succede.

I precedenti con il Milan

Nell'anno dell'ultimo Scudetto del Milan (2010-11) Ibrahimovic aveva rimediato due espulsioni nel girone di ritorno, che per fortuna dei rossoneri si erano rivelate ininfluenti ai fini della conquista del titolo. Squalificato per 2 giornate per avere rifilato un pugno nello stomaco al difensore del Bari Marco Rossi alla 29esima giornata, al rientro con la Fiorentina aveva rimediato altri 3 turni di stop per avere insultato un guardalinee. Lo svedese era rientrato giusto in tempo per la partita Scudetto contro la Roma alla terz'ultima giornata. Episodio simile l'anno dopo: schiaffo ad Aronica in Milan-Napoli 0-0 del 5 febbraio 2012, 3 giornate di squalifica e niente Milan-Juventus (la celeberrima partita del gol di Muntari). Probabilmente il rosso nel derby di Coppa Italia costerà allo svedese un solo turno di stop, ma è evidente che nella seconda parte della stagione il Milan ha bisogno di un Ibrahimovic lucido oltre che integro. Altrimenti, come si è visto, sono dolori.

Zlatan Ibrahimovic espulso - Milan-Napoli Serie A 2011-12

Credit Foto Getty Images

Le espulsioni di Ibra in carriera

SquadraEspulsioni (presenze)
Milan4 (120)
PSG3 (180)
Inter3 (117)
Juventus2 (92)
Los Angeles Galaxy1 (58)
Barcellona1 (46)
Totale14 (776)

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