Il Milan di Stefano Pioli (fatta eccezione per il blackout di sabato contro l'Atalanta) è una squadra che da giugno a oggi ha mostrato una regolarità impressionante sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. I rossoneri, dal post lockdown in poi, hanno sfoderato una precisa identità riuscendo a sopperire anche a una serie incredibile di assenze, tra infortuni e positività al Covid-19. Uno dei pregi di Pioli - si è ripetuto in queste ultime settimane - è stato quello di non cercare alibi e di non farsi in alcun modo condizionare dal bollettino medico. Il suo Milan ha mantenuto una chiara fisionomia a prescindere dagli interpreti.

Stefano Pioli

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Il peso di Calhanoglu

Terzo miglior assistman del campionato secondo le statistiche della Serie A, 4° in termini di passaggi chiave per i compagni, 9° per tiri totali e primo in assoluto per legni colpiti (5), Hakan Calhanoglu si sta confermando come uno dei pilastri su cui si poggia il gioco del Milan di Pioli. La sconfitta contro l'Atalanta, senza dubbio la più nitida finora incassata in campionato dai rossoneri, ha evidenziato un aspetto tattico da non sottovalutare: il Milan non ha in rosa un giocatore con le caratteristiche del 26enne turco. Il suo alter ego naturale è Brahim Diaz, che tuttavia non garantisce lo stesso raggio d'azione dell'ex Leverkusen e non ne possiede la stessa fisicità. Proprio per questo contro la Dea Pioli ha avanzato Meité nel ruolo di trequartista, un esperimento fallito che ha messo in luce la difficoltà del tecnico milanista a sopperire all'assenza di Calhanoglu.

Hakan Calhanoglu

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Bennacer, il tessitore di metà campo

Un discorso molto simile può essere fatto anche per Ismael Bennacer, fermo da metà dicembre per un infortunio muscolare. Il 23enne centrocampista algerino ha saltato ben 10 partite su 19 nel girone d'andata. La sua assenza non ha impedito al Milan di laurerarsi campione d'inverno, ma è chiaro che alla lunga la mancanza di un giocatore come lui al centro del campo non può non farsi sentire. Bennacer è il tessitore di gioco, il raccordo tra la difesa e il reparto offensivo, l'ideale compagno di Kessié con il quale forma una coppia ottimamente assortita. Tonali non si sta finora dimostrando all'altezza del compito di sostituire l'ex Empoli che, tra tutti gli assenti, è forse quello più sottovalutato. A torto, però, perché fino a poco tempo fa veniva considerato un elemento chiave della spina dorsale della squadra di Pioli. E perché senza di lui il Milan ha senza dubbio un po' di fosforo in meno.

Ismael Bennacer

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