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Prandelli si sfoga
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Pubblicato 29/06/2012 alle 15:17 GMT+2
Il ct dell'Italia loda il gruppo dopo la folgorante vittoria sulla Germania e si dice pronto a sfidare la Spagna ("troveremo i loro punti deboli). Sul futuro, invece, Prandelli preferisce non sbilanciarsi: "Sono stati mesi molto pesanti, vedremo..."
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Ingresso nella sala conferenze di "Casa Azzurri" tra gli applausi per Cesare Prandelli. Così come era successo il giorno dopo il quarto di finale contro l'Inghilterra, anche oggi, dopo l'impresa di Varsavia contro la Germania che vale la finale di Euro2012, il ct è stato accolto dagli applausi dei giornalisti e dei presenti in sala conferenze. "A nome mio e del presidente Abete oltre che naturalmente dei giocatori faccio gli auguri di buon compleanno al Presidente Napolitano - ha esordito il ct - Anche ieri sera ci è stato vicino, praticamente ci ha adottato, siamo orgogliosi di avere un presidente così".
ORGOGLIOSO DI QUESTI RAGAZZI - "Siamo molto orgogliosi, una squadra di calcio quando rappresenta un Paese e quando è all'estero, capisce l'importanza di rappresentare una nazione. E' stata una partita molto ben preparata dal punto di vista tattico, l'interpretazione dei ragazzi e' stata straordinaria, abbiamo avuto poco tempo per lavorarci, ma l'abbiamo sfruttato bene, sono orgoglioso di allenare questi ragazzi perché non era semplice preparare questa partita. Io come Sacchi? No, Arrigo è un innovatore, io ho solo cercato di trovare una strada per qualificare il nostro lavoro. Per questi due anni forse siamo stati un riferimento, d'altra parte i cambiamenti avvengono se le squadre blasonate hanno il coraggio di cambiare e noi l'abbiamo avuto".
SPAGNA? TROVEREMO I LORO PUNTI DEBOLI - "Spero di poter preparare bene la finale contro la Spagna, anche se abbiamo un solo giorno, cercheremo di capire e trovare i loro punti deboli come abbiamo fatto contro la Germania. Non sarà facile perché quella iberica e' una squadra che ha vinto Europei e Mondiali negli ultimi 4 anni, ha valori morali e caratteriali. Ho sempre detto che per me poteva essere un punto di riferimento sotto tutti i punti di vista e lo è. Però anche noi ci siamo. Per valutare gli acciaccati dobbiamo aspettare l'allenamento di oggi, poi faremo il punto con il professor Castellacci. Siamo migliorati dal punto di vista tattico, della condizione fisica e psicologica, adesso siamo squadra. Abbiamo fatto un primo tempo importante contro la Spagna, dobbiamo cercare di ripetere quel primo tempo come atteggiamento, senza paura di confrontarci con questa squadra. Ci dobbiamo preoccupare di mantenere certi equilibri tattici, il segreto è sempre lì, se riusciamo a distribuire le forze possiamo fare le gare anche noi".
DUE MESI STANCANTI: FUTURO INCERTO? - "Ho sempre detto che la qualità della vita per me è migliorata tantissimo, ma negli ultimi due mesi sto facendo fatica, al di là dell'ottimo rapporto con la squadra e con la Federazione. Sono stati due mesi pesanti e quindi non c'è stata più quella serenità che cercavo. Andrò via? Ho solo fatto un discorso sulla qualità della vita, poi farò le mie valutazioni". Il tecnico di Orzinuovi non spegne dunque del tutto le voci che lo vorrebbero lontano dalla panchina azzurra al termine della manifestazione continentale. "Questa mattina Gigi (Buffon) m'ha detto: cosa sta succedendo, cosa stiamo leggendo, ed io ho spiegato quello che ho spiegato a voi, ma mi ha fatto piacere che Buffon si è interessato a questo argomento, anche se le persone sensibili chiedono delle situazioni, degli umori, del perché di certe voci. Non pongo alcuna condizione alla Federazione. Infastidito dall'ambiente? Prendiamoci qualche giorno di tempo poi ne parleremo con il cuore sincero come sempre, in questo momento abbiamo due giorni per preparare la finale".
IN ITALIA C'E' QUALITA', MA CI SONO MOLTI PROBLEMI - "Quando abbiamo iniziato la nostra avventura a Coverciano abbiamo cercato sempre di trasmettere questo tipo di concetto: stavamo preparando una competizione europea difficile ma che comunque volevamo essere protagonisti e per esserlo dovevamo fare capire che avevamo la capacità di lettura della partita, che la squadra aveva un suo stile nello stare in campo, soprattutto quando vedi la squadra sviluppare il gioco - ha aggiunto Prandelli - Mettere assieme i giocatori dopo tanti mesi non era semplice ma quando erano loro che chiedevano di stare di più in campo, di ripetere certe situazioni, capivi di avere la chiave di lettura. Noi siamo convinti che attraverso la qualità e il nostro lavoro possiamo fare emergere anche in poco tempo il nostro calcio perché alla fine l'italiano ha coraggio nel proporre. Ma siamo frenati perché non ci sono le strutture e perché ci sono molti interessi prima della Nazionali, da altre parti, invece, prima viene la Nazionale e poi altre squadre".
BALOTELLI? PENSAVO SI FOSSE STIRATO - Prandelli ha voluto lodare il giovane bomber, spiegando anche i motivi del cambio effettuato nella ripresa. "Erano almeno sette-otto minuti che Mario accusava i crampi e quando si è fatto male ho pensato che si fosse stirato ed ho chiesto subito il cambio, poi, lui mia ha detto che poteva provare altri cinque minuti, ma c'era già Di Natale in campo. Sono soddisfatto della sua prestazione, per aver lavorato per la squadra, per la sua capacità di leggere la partita, perché non è soltanto un attaccante come qualcuno l'ha dipinto. Razzismo? Dobbiamo sempre sottolineare certi comportamenti e stare molto attenti. Non è un problema nostro ma di tutta l'Europa, dobbiamo sempre ricordare che lo sport deve unire. Mi sento e sono un allenatore, faccio fatica a fare un dirigente e non sono un politico. Penso che se se lui rivivrà a livello emotivo la serata di ieri in maniera giusta vorrà cercare di ripeterla, perché solo così potrà diventare un grande giocatore. Lui lo sa che sta lavorando per migliorare certi aspetti e ieri ha dimostrato a tutti che ha delle qualità straordinarie".
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