Tra le tante verità sputate fuori dalla Serie A 2020-21, quella che ha sorpreso meno di tutte è stata la conferma dell'Atalanta. La banda del "Gasp" ha firmato un altro terzo posto - confermandosi nell'elite del calcio italiano -, ha giocato un calcio splendido e ha pienamente meritato tutti gli applausi che ha ricevuto. È anche arrivata in finale di Coppa Italia, ma in quel del Mapei Stadium si è dovuta arrendere alla Juventus della coppia Chiesa-Kulusevski.
Nel process che ha travolto l'ultimo lustro della società Bergamasca, il vero fiore all'occhiello è stato il progressivo miglioramento del materiale umano. Se fino a pochi anni fa il ritornello era quello del "i giocatori di Gasperini rendono soltanto con Gasperini", questo 2020-21 - con appendice europea - ci sta restituendo un blocco di ragazzi assolutamente liberi delle catene di Zingonia e piuttosto produttivi dopo l'apprendistato all'accademia militare del nativo di Grugliasco. In questa fase a gironi dell'Europeo - con un totale di 9 atalantini che classificano la Dea come la seconda società più rappresentata in Italia dietro ai 12 della Juventus - sono in parecchi quelli che hanno alzato la voce. Dalle sfuriate di Gosens al motorino Mahele, dalle perle di Malinovskyi (nonostante un rigore sbagliato) alla propulsione di Pessina. I nerazzurri viaggiano a tripla velocità e spaccano tutto, incuranti degli avversari e del contesto.
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Robin Gosens

"Gasperini diceva che non avevo qualità per l'Atalanta. Tante volte di notte, seduto nella mia stanza, mi sono chiesto se mi fossi rovinato la carriera andando in Italia. Mi faceva male quello che il mister mi diceva, ma ho continuato i miei allenamenti extra per arrivare fin qui". Nelle parole di Robin Gosens c'è tutta la volontà di comunicare una crescita in cui credevano veramente in pochi. L'esterno mancino ha fatto passi da gigante nelle ultime due stagioni (sempre in doppia cifra di gol), e sabato sera si è divertito a disintegrare la difesa del Portogallo. È sicuramente il most improved dell'ultimo periodo, e il meglio deve ancora venire: ha "solo" 27 anni.

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Rafel Tolói

Se Gosens è il most improved, Rafel Tolói si piazza appena dietro. L'italo-brasiliano ha fatto il salto di qualità da quando è arrivato Gasperini, toccando spesso e volentieri le 40 presenze stagionali. In più, dopo l'addio del Papu, il club bergamasco ha scelto proprio Rafa come successore alla fascia: il segnale di quanto l'ambiente si fidi di lui. A coronare questi 6 anni di continui miglioramenti, all'età di 31 anni, come un premio che arriva in ritardo, Mancini ha scelto di portarlo all'Europeo dopo appena tre presenze con la maglia della Nazionale. Qualcosa di inaspettato, ma assolutamente meritato.

Marten de Roon-Remo Freuler

Come le coppie più belle del mondo, anche in questo pezzo Marten de Roon e Remo Freuler vengono presentati insieme. Di loro, forse, si dice sempre troppo, ma oltre all'utilizzo smodato che ne fa Gasperini (46 presenze a testa nel 2020-21), è sufficiente guardare le partite di Olanda e Svizzera per capire quanto siano fondamentali nell'organismo-squadra. Nessuno dei due, salvo rarissime eccezioni, esce dal campo prima del 75', e con loro nel cuore del gioco, la squadra gira meglio. La Svizzera, tolta la scoppola subita dall'Italia, ha disputato un più che discreto europeo, mentre l'Olanda - dopo aver mancato la qualificazione al mondiale del 2018 - ha dominato il proprio girone. de Roon-Freuler: mai senza.

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Matteo Pessina

"La mia è una bella favola. Dimostra che chi parte dalla serie C può arrivare in Nazionale. Una gioia così ripaga tutti i sacrifici".Domenica pomeriggio Matteo Pessina ha scritto la storia della Nazionale regalando il trentesimo risultato utile consecutivo al suo ct Roberto Mancini. Fino a pochi anni fa, il nativo di Monza faticava ad imporre il suo talento in Serie C, mentre 5 anni dopo si è ritrovato titolare all'Europeo. In più, quello contro il Galles è stato un gol doppiamente importante: Pessina è diventato il miglior marcatore orobico con la maglia Azzurra (3) ed il primo italiano-atalantino a segnare un gol nelle fasi finali di Europei o Mondiali. "A Gasperini devo molto, a lui e alla sua mentalità. In Nazionale ho ritrovato la sua filosofia e mi sono ritrovato nel mio ruolo naturale".

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Joakim Maehle

Tra le squadre più divertenti di questo Europeo 2020, a posteriori, ricorderemo con grande affetto la Danimarca di Kasper Hjulmand. La Nazionale vincitrice nel 1992 era arrivata a questa fase finale con più di qualche ambizione rivolta verso gli ottavi, ma dopo gara 1 contro la Finlandia la strada si era subito messa in salita. Tra l'arresto cardiaco che ha colpito Eriksen e un secondo match proibitivo contro il Belgio, i danesi erano praticamente fuori. Poi, nella gara decisiva contro la Russia, ecco la grande vittoria. Un 4-1 in cui Joakim Maehle ha offerto l'ennesima grande recita condita con un bellissimo gol. In maglia Atalanta ha fatto vedere ancora poco rispetto ai "colleghi", ma l'impressione è che possa essere la next big thing.

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Ruslan Malinovskyi

Sulla falsariga tracciata da Maehle, un altro degli atalantini che ha fatto molto bene è stato il trequartista con il mortaio al posto del piede sinistro di nome Ruslan Malinovskyi. Grazie ad un finale di stagione assolutamente irripetibile (6 gol e 9 assist nelle ultime 11 di campionato), l'ucraino ha preso l'onda giusta e ha continuato a dipingere calcio anche in questo Europeo. Nell'Ucraina di Sheva, che si è dimostrata molto moderna anche se un filo discontinua, il mancino ha distribuito magie a forza di assist e passaggi chiave.

Mario Pasalic

Un po' sottotono, come tutta la sua Nazionale. Pasalic ha vissuto una stagione molto difficile, ed in questo Europeo ne sta pagando le conseguenze.

Aleksei Miranchuk

Menomale che c'è Miranchuk! Dopo la partita vinta per 1-0 contro la Finlandia, che ha permesso alla Russia di rimanere in corsa ad Euro 2020, nel paese di Dostoevsky dev'essere partito un carro in favore del giocatore atalantino. In una delle Nazionali più brutte e difficili da guardare di tutta la competizione, il classe 1995 ha fatto vedere dei lampi di talento purissimo. La sua stagione 2020-21 non è stata brillantissima sotto il profilo dei numeri e delle presenze (anche a causa del covid che lo ha colpito sotto natale), ma dopo l'anno di apprendistato potrà fare decisamente meglio. Questo Europeo ci ha confermato il suo talento.

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