Toh, chi si rivede. Marko Arnautović, che ha conosciuto la Serie A con la maglia dell'Inter, è pronto a ritrovare l'Italia e poi a stabilirsi a Bologna. Non è più il pazzo di un tempo, quello che veniva punito dai tecnici per il suo stile di vita. Ha fatto parlare subito di sé in questo Europeo per un'esultanza razzista che ha portato l'UEFA a squalificarlo, però, oltre al gesto negativo (di cui si è scusato), c'è stato anche un gol e tanta esperienza a supporto della propria nazionale. Ora è pronto per affrontare l'Italia agli ottavi di finale, poi, secondo gli esperti mercato, si immergerà nell'esperienza bis nel nostro campionato. Chi lo conosce bene dice che è maturato: dobbiamo fidarci.
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L'Italia a 20 anni

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Il primo periodo in Italia non è stato molto fortunato. Marko figura come vincitore dello storico Triplete, ma in realtà ha giocato solo tre partite. Intervenuto ai microfoni di TalkSport, José Mourinho ha raccontato così il primo incontro con l'austriaco: "Quando Branca arrivò con lui ci stavamo allenando. Rimasero lì sulla fascia e a metà dell'allenamento decisi di andare a salutarli. All'epoca, nella mia prima stagione all'Inter, i miei attaccanti erano Ibrahimovic, Adriano, Hernan Crespo e Julio Cruz. Andai da Branca e Arnautovic, ci stringemmo la mano, ci scambiammo due parole e Marko mi disse: Mister, sono migliore di tutti loro. Io risi: Ibrahimovic, Adriano, Hernan Crespo e Julio Cruz e Marko a 18 anni pensava di essere più bravo di tutti loro". Dopo l'Inter un po' di Germania (Werder Brema), tanta Inghilterra (Stoke City, West Ham) e Shanghai (dove gioca tuttora). Adesso sembra pronto per il passaggio al Bologna.
In Serie A ritroverebbe Ibrahimovic: uno dei suoi idoli. "Ha un cuore grande come il suo ego", ha detto di lui Erik ten Hag, tecnico dell'Ajax che lo ha conosciuto da ragazzino al Twente. Fra una multa per eccesso di velocità e un rimprovero per le serate troppo lunghe, Arnautović ha superato i 30 anni e ha voglia di tornare in Europa per chiudere il suo ciclo calcistico. Battere l'Italia in questo Europeo sembra molto difficile, ma chiudere bene l'avventura non dovrebbe risultare complicato per un giocatore ormai maturo e razionale.

Le parole di Walter Sabatini

"Arnautović al Bologna? È un'ipotesi suggestiva che stiamo percorrendo ma oggi posso parlare di lui come di De Bruyne perché appartiene a un'altra società e non posso dire niente".Così Walter Sabatini, coordinatore dell'area tecnica del Bologna, ai microfoni di Sky Sport. "Mihajlovic? Tutti hanno un grande rapporto con lui qui, ha un carattere bizzarro ma ha la stima e l'affetto di tutti. Il presidente ci ha riuniti un po' di tempo fa ed è intervenuto in maniera perentoria dicendo che il Bologna non vende e se si dovrà ripianare qualche perdita, ci penserà lui. Non abbiamo necessità di fare trattative strozzate, confuse, e arriveranno i calciatori che serviranno per fare una squadra migliore".

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