La favola dell'Ungheria del commissario tecnico italiano Marco Rossi agli Europei si è fermata a sei minuti dagli ottavi di finale. La selezione magiara guidata dal 56enne piemontese - inserita nel "girone della morte" con i campioni del mondo della Francia, i campioni d'Europa del Portogallo e la Germania - ha fermato i transalpini e ha rischiato di eliminare la corazzata tedescasfiorando la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta.
"Siamo stati così vicini, quindi è una piccola delusione - ha detto il ct italiano dell'Ungheria al termine della partita contro la Germania -, ma sono molto contento di come si sono comportati i ragazzi. Sono completamente soddisfatto. Mi piacerebbe giocare un calcio più offensivo, ma dobbiamo essere realisti: abbiamo dovuto costruire il nostro gioco sulle ripartenze sfruttando i nostri punti di forza".

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La storia di Marco Rossi

Chi ha talento arriva in vetta con poco sforzo perché Dio lo ha benedetto, chi ne ha meno come me deve lottare con unghie e denti per un posto al sole.
Quella di Marco Rossi-allenatore è una storia di sudore, di passione e di perseveranza. Dalla Berretti del Lumezzane fino alla nazionale ungherese. Una storia di viaggi e di sofferenza, alla ricerca del posto giusto per fare la cosa che ama. In Italia nessuno ha mai creduto in lui, così, nel 2012, dopo aver guidato le panchine di Lumezzane, Pro Patria, Spezia, Scafatese e Cavese, ha deciso di mollare tutto e sposare il progetto dell'Honved. "Se fossi rimasto in Italia oggi sarei a lavorare nello studio di commercialista di mio fratello. Andai a trovare un amico che ha un ristorante a Budapest e per la prima volta nella mia vita decisi di propormi. Chiamai Fabio Cordella, direttore sportivo all’Honved Budapest, e iniziai a lavorare" - dopo aver accarezzato l'idea di smettere.
Dopo quasi 10 stagioni da quel giorno, è il nono allenatore migliore delle Nazionali per l’IFFHS. Nel 2017 ha vinto il campionato con la Honved, e nel 2018 è stato premiato a Coverciano con la Panchina d'oro speciale: un premio riservato ai tecnici italiani vincitori di un campionato all'estero.

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Però, la sua vittoria più bella è stata la qualificazione ad Euro 2020. Un traguardo ormai insperato, conquistato in un finale di gara thrilling: Nego e Szoboszlai hanno rimontato l'Islanda trascinando l'Ungheria alla conquista sulla scena internazionale. "Io un palcoscenico così l’ho visto solo in tv - ha detto dopo il pareggio contro la Francia. "A 56 anni mi pare di essere un bambino al Luna Park. Poi è chiaro, come i bambini vuoi giocare quando sei al Luna Park".
Dopo la sconfitta (immeratata) contro il Portogallo nella gara inagurale, i ragazzi del tecnico piemontese hanno bloccato la Francia e fatto tremare la Germania. Il gol di Leon Goretzka, segnato a 7 minuti dal fischio finale, ha spento tutte le velleità di qualificazione per i magiari, ma le tre partite del girone hanno consacrato Marco Rossi come un tecnico di altissimo livello. Uno di quelli esplosi tardi, ma che non ha smesso di credere nel suo sogno. Nel 2006, quando Löw firmava per la Germania, lui era in Serie C1 (Pro Patria): la differenza, almeno ieri sera, non si è vista.

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