Sono passati, ormai, quasi sei anni dalla manifestazione di Gianluigi Donnarumma al grande calcio. Era il mese di ottobre ed era il 2015 quando Sinisa Mihajlovic, poi scopertosi un habitué di questi coup de théâtre, gli ordinò di difendere la porta del Milan a soli 16 anni e 8 mesi, a cominciare dalla sfida di San Siro contro il Sassuolo. Da lì, "Gigio", soprannome quasi "protettivo" per non imporgli un'insensata concorrenza o eredità con Gianluigi Buffon, diventa titolare inamovibile, punto fermo delle formazioni rossoneri. Un predestinato, una storia - la sua - come non se ne raccontavano da tempo: una narrazione giostrata, come un sapiente burattinaio, da Mino Raiola, suo procuratore, che ben presto lo definisce un "Modigliani, dal valore stimato di 170 milioni".

Italia-Repubblica Ceca, amichevole 5 giugno 2021: Gianluigi Donnarumma (Getty Images)

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Da futura bandiera a "Dollarumma". E viceversa

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Il romanzo di formazione di Gigio arriva a un primo punto che, giù allora si pensava, di "non ritorno". E' l'estate 2017 e Donnarumma - che nel frattempo diventa "Dollarumma" - va a giocarsi in Polonia l'Europeo Under 21 lasciando in Italia una scia di tumultuose polemiche. E' l'estate, al Milan, del duo Fassone-Mirabelli, delle "cose formali". E, formalmente, sembra proprio che Donnarumma sia destinato a ben altri lii, come racconta lo stesso Raiola: "Gigio merita" un grande club. E, invece, al ritorno da Varsavia, Donnarumma si lega al Milan per altre 4 stagioni a 6 milioni più la clausola - questa, invece, "informale" - dell'ingaggio in rossonero del fratello maggiore Antonio, come terzo portiere.

Gianluigi Donnarumma con la maglia del Milan - Stagione 2020-21

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La storia si ripete

A distanza di 4 anni, per dirla alla Giambattista Vico, "la storia si ripete". Donnarumma agli Europei, ma questa volta con la Nazionale maggiore e con una situazione contrattuale decisamente più pesante coi rossoneri. Questa volta, sì, praticamente irrimediabile. Il Milan ha già acquistato Mike Maignan dal Lille per sostituirlo e Gigio - punto fermissimo per il ct Roberto Mancini - rischia di disputare la rassegna continentale da giocatore virtualmente senza squadra, un po' come accade nei Mondiali per quelle selezioni un po' sgangherate e un po' fiabesche, che si affidano a un estremo difensore attempato e un po' "stregone" che i club non vogliono più. Ma qui, Diavolo (rossonero), si sta parlando di Donnarumma, classe 1999, portiere-fenomeno sulla bocca di tutti da sei anni e che, incredibilmente, non si è mai confrontato con una competizione internazionale di altissimo profilo: non una presenza in Champions League, ai Mondiale 2018 l'Italia non c'era (anche se, in caso contrario, sarebbe andato avanti, per l'ultima volta, Buffon) ed Euro2020 (anzi, 2021) sarà la sua prima, vera, vetrina continentale, fatta eccezione per quell'Europa League, peraltro lasciata troppo presto rispetto alle sfide decisive.

Euro2020 (21) la prima, vera vetrina internazionale per Gigio

Chi ha ragione? Chi torto? Donnarumma è ancora giovanissimo (specie in considerazione del suo ruolo di portiere), ma non si può considerarlo un eterno 18enne. L'estremo difensore di Castellammare di Stabia deve necessariamente esprimersi - sempre - ad altissimi livelli. Il Milan, però, finalmente, è riuscito a staccare il pass per la prossima Champions. Raiola, però, chiede ulteriori soldi e competitività: insomma, parlandoci chiaro e tondo, senza troppi giri di parole, Donnarumma è diventato materiale da Manchester City, PSG e pochi altri club europei. D'altro canto, iniziare un lungo percorso da bandiera milanista con quella tanto agognata Champions avrebbe portato, alla lunga, a entrare senza se e senza me nella prestigiosa storia rossonera, rinverdendola - magari - con qualche vittoria più soddisfacente rispetto quella Coppa Italia e Supercoppa Italiana conquistate nel 2016.

Un portiere "da sceicchi"?

Sempre tornando a quella narrazione un po' pomposa e a tratti pittoresca fornita dal quadretto (altro che Modigliani) offerto da Raiola, l'ultima boutade è quella di voler trovare una squadra prima dell'inizio dell'Europeo. Ma sarà davvero così? Oppure il procuratore italo-olandese, giocherà al "rischiatutto" contando sulla difesa ermetica degli Azzurri per sovradimensionare ulteriormente la quotazione del suo assistito? La seconda ipotesi sembra più probabile. Anche perché Donnarumma, alla sua prima - vera - vetrina di lusso internazionale, vorrà dimostrare a tutti chi è davvero quel "Gigio" di cui tanto si parla. In attesa della prossima telenovela che certamente lo riguarderà.

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