Nonostante l'appannamento degli ultimi 45 minuti regolamentari, l'Italia di Mancini ce l'ha fatta: la qualificazione ai quarti di finale era l'unico obiettivo che contava, ma gli Azzurri scesi in campo ieri contro l'Austria si sono tolti anche qualche soddisfazione statistica. Innanzitutto, l'Italia ha superato ieri il record di risultati utili consecutivi detenuto dall'Italia di Pozzo (1935-1939), corrispondente a 30 partite. Quello maturato contro l'Austria è stato il 31° risultato utile consecutivo sotto la guida del Mancio.
Ma un altro record ancora più arduo e delicato è stato infranto proprio ieri, in chiusura di tempi regolamentari. Dopo lo spauracchio del gol annullato ad Arnautovic, Donnarumma è riuscito a mantenere la porta inviolata oltre la soglia dell'89° minuto: questo ha coronato un nuovo record che bolliva in pentola degli Azzurri da tanto tempo: all'89' infatti, è stato infranto il record di 1143 minuti di porta inviolata maturato dall'Italia tra il 1972 (dalla vittoria per 3-1 contro la Jugoslavia) e il 1974 (fino alla vittoria contro Haiti per 3-1), con Zoff tra i pali.
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Gli Azzurri, che prima di ieri non avevano subito gol per un periodo di 10 partite consecutive, hanno superato questo record proprio sul finale del secondo tempo, prolungandolo fino al 114', quando Kalajdzic ha segnato su corner. A quel punto, la striscia di imbattibilità si era spinta fino a 1168 minuti. In questo arco temporale, la porta azzurra è stata difesa da Donnarumma, Sirigu e Meret, artefici di un'impresa storica.

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A fare da corollario alla serata dei record, ci ha pensato Federico Chiesa: col suo gol nel primo tempo supplementare, Federico si è affiancato al padre Enrico formando il primo duo padre-figlio ad andare in gol in due edizioni diverse degli Europei. Enrico Chiesa segnò nel 1996 contro la Repubblica Ceca, quando il figlio-prodigio non era ancora nato. Federico Chiesa ha segnato proprio ieri sera, dopo 25 anni e 12 giorni di attesa e crescita continua.

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