L'Italia chiude al primo posto a punteggio pieno il Girone A di Euro 2020 e si qualifica agli ottavi di finale nel migliore dei modi. Un cammino fin qui travolgente quello degli azzurri di Roberto Mancini, che hanno battuto nell'ordine Turchia, Svizzera e Galles segnando 7 gol senza subirne. La difesa di ferro, la qualità del nostro centrocampo e lo straordinario lavoro del commissario tecnico azzurro che ha creato un gruppo affiatato e unito sono alcune delle armi vincenti che ci stanno facendo sognare. Ora, però, arriva il bello e il difficile. L'Italia tornerà in campo sabato 26 giugno alle 21 a Wembley per l'ottavo di finale contro Austria o Ucraina.

L'Italia ha un centrocampo da sogno

Jorginho, Barella, Locatelli, Verratti. E adesso anche Pessina. Si sente spesso dire che l'Italia di Mancini è una splendida orchestra senza solisti, ma forse è il caso di iniziare a opporsi a questo pregiudizio. La regia di Jorginho, le giocate sontuose di Verratti, le percussioni e la personalità di Barella, la sicurezza e i tempi di inserimento di Locatelli e Pessina sono sotto gli occhi di tutti e indicano una cosa chiara: il centrocampo degli azzurri in questo momento ha pochi eguali in Europa per intensità e organizzazione, certo, ma anche per qualità.
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Jorginho durante Italia-Galles - Euro 2020

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La rivoluzione di Roberto Mancini

Impossibile non definire un capolavoro (almeno finora) quello di Roberto Mancini: il ct ha ereditato una Nazionale a terra, stordita dalla mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 e l'ha letteralmente rigenerata partendo dalle fondamenta. Il Mancio ha saputo abbinare una solidità difensiva unica alla volontà ferrea di proporre gioco sempre e comunque, a prescindere dalle caratteristiche e dal valore dell'avversario. Una rivoluzione copernicana per la nostra Nazionale, che ha storicamente costruito le proprie fortune su un modello tattico che sembrava impossibile da scalfire: organizzazione difensiva e ripartenze. Applausi a scena aperta, quindi, per un commissario tecnico che ci sta rendendo orgogliosi. Sono passati meno di tre anni da quel terribile Italia-Svezia 0-0. Sembra un'eternità. Adesso non fermiamoci.

Le seconde linee confermano la forza del gruppo

Il massiccio turnover di Mancini nel match contro il Galles - ha cambiato 8 elementi rispetto alle prime due gare - conferma l’assioma di questa nuova Italia: il gruppo vince sul singolo, sempre. L’Italia non si stringe ai piedi di uno o due grandi attori, ma vive di un dinamismo fondato sull’interscambiabilità delle sue componenti. Tutti possono giocare titolari, tutti sono felici di subentrare anche solo per un minuto con questa maglia addosso. Per conferme chiedere a Sirigu: Mancini lo manda in campo all’ 89’ al posto di Donnarumma, in un gesto simbolico che premia il collettivo.

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La difesa di ferro è impressa nel dna azzurro

Questo è l’11° clean sheet consecutivo per l’Italia targata Mancini. Gli azzurri non subiscono gol dal 14 ottobre 2020, in occasione del match dei gironi di Nations League contro l’Olanda (1-1). Quella dell’Italia non è una solidità basata su pochi pilastri saldi, ma parte da dentro ogni giocatore. È una mentalità che viene incarnata da diversi singoli, come Acerbi e Bastoni che contro il Galles hanno concesso poco o nulla a Ramsey e Bale, completamente abbandonati alle loro grinfie. Certo, Bonucci e Chiellini forniscono garanzie caratteriali più marcate, ma quando è una precisa filosofia a mobilitare una truppa, chiunque può salire alla ribalta.

Gianluigi Donnarumma e Leonardo Bonucci - Italia-Galles Euro 2020

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Primi a punteggio pieno: non succedeva da Euro 2000

Erano 21 anni che gli azzurri non vincevano tutte le tre partite della fase a gironi di un grande torneo: era successo a Euro 2000, in panchina c'era Dino Zoff. La prima volta era successo ai Mondiali di Argentina 1978, mentre per trovare l'unico precedente in cui l'Italia era riuscita a chiudere a punteggio pieno il proprio gruppo senza subire gol bisogna addirittura risalire a Italia '90. In tutti questi casi gli azzurri hanno sempre raggiunto almeno le semifinali. Che sia di buon auspicio anche per la nostra avventura a Euro 2020.

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