Accelerazione sulla sinistra, sterzata, serpentina sulla trequarti, destro a giro e rete. Solo grida e solo gioia. Il morbido destro di Lorenzo Insigne, ieri sera, è forse il più importante della sua carriera, con un peso diverso dai numerosi tentativi, fortunati o meno, provati fino a qui. Il capitano del Napoli, a 30 anni, sembra essere definitivamente diventato un giocatore maturo e decisivo nei match cruciali.
Dopo 19 gol con uno dei Napoli più sfortunati degli ultimi anni, Insigne è giunto a questo Europeo in uno stato di brillantezza fisica e mentale eccezionale. L'unico, con Jorginho e Donnarumma, ad avere il posto pressochè garantito negli undici iniziali, con Bernardeschi convocato più per tamponare in caso di problemi fisici che per competere alla pari per una maglia da tiitolare.

Lorenzo Insigne con la 10

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Il capitano del Napoli, confermato da Spalletti proprio ieri in conferenza stampa, finalmente è riuscito a segnare in un match decisivo, dopo i passaggi a vuoto nel celeberrimo Napoli-Verona e i due rigori sbagliati nei big match contro la Juventus nelle ultime stagioni. Errori pesanti, che gli erano costati la nomea di eterno incompiuto, insieme al fratello Immobile, che non è riuscito a scrollarseli di dosso nemmeno con una Scarpa d'Oro.
L'evoluzione di Insigne, più che dal punto di vista tecnico, è stata sul piano mentale. Il ragazzo di Fratamaggiore, da due stagioni a questa parte, non è più il fantasista gracilino che i compagni più imponenti devono proteggere in campo, quanto piuttosto il leader maximo di un attacco italiano che vede transitare dal suo destro (sempre e soltanto) la stragrande maggioranza delle azioni offensive.

Ciro Immobile e Lorenzo Insigne esultano per i gol realizzati durante Italia-Turchia - Europei 2020

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E allora pazienza se Mancini gli aveva chiesto di stringere la conclusione e lui non ce l'ha fatta, come candidamente ha ammesso in conferenza stampa. Pazienza se i belgi potessero aspettarsi quella che è la Sua giocata, consci che Lorenzo, il sinistro, lo usa veramente poco quando entra in campo. Anche di Arjen Robben, si mormorava la prevedibilità, eppure il suo sinistro colpiva e puniva, con matematica costanza.
Sì, perchè il destro di Insigne è uno dei migliori d'Europa al momento ed ogni volta che realizza un gol come quello di ieri sera, non si può che applaudire. Solo il "ciaff" della rete, morbido come una tripla di Klay Thompson, eletrizzante come una bomba di Steph Curry. Un paragone con l'NBA che regge, non certo per le caratteristiche fisiche del 10 del Napoli, quanto piuttosto per l'attitudine da grande professionista che mostra quotidianamente in campo ed in palestra.
Perchè quel "tir a gir", come ormai in molti lo chiamano, che ci sta facendo emozionare, è il frutto evidente di migliaia di tentativi, oltre che di un talento unico e incredibile come quello di Lorenzo Insigne, il nuovo leader della banda di Roberto Mancini.

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