Due reti in due partite, entrambe decisive prima per la vittoria contro il Galles (1-0) e poi ai supplementari da subentrato agli ottavi contro l'Austria (2-1). Matteo Pessina sta facendo sognare tutto il nostro paese. "Ero partito come ventisettesimo, non ci pensavo però più di tanto. Mi sono sentito parte di questo gruppo, sempre. Sono rimasto qui anche i primi giorni, il mister mi aveva chiesto la cortesia di restare e di vedere come andavano le cose. Poi si è infortunato Sensi e sono rientrato in lista. Mi sono sempre sentito parte del gruppo dalla prima convocazione, è la cosa bella di questo gruppo: Mancini ci fa sentire tutti importanti".

La svolta

"La mia famiglia è stata la mia fortuna. Mi ritengo fortunato. Mi hanno tenuto coi piedi per terra, da quando ero bambino. Cerco di sentirli spesso, mi faccio dare consigli e i loro sono i più importanti. I momenti difficili ci sono stati: in C non giocavo, è stato difficile, ho anche pensato di smettere ma sono andato avanti perché amo giocare a calcio. E' sempre venuto prima lo studio però del calcio e ho sempre visto la partita così: il premio dopo aver studiato e me lo sono portato avanti. E' bellissimo viverlo non come un lavoro, il calcio, ma come una cosa di cui gioisco e che mi diverte. Credo che la cosa che il calciatore debba far solo quello sia abbattuta: siamo ragazzi intelligenti, siamo bravi ragazzi con altre passioni, altri hobby, con la mente aperta".
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Il quarto di finale contro il Belgio

"Con l'Austria è stato difficile, poi però abbiamo saputo imporre il nostro gioco. Col Belgio sarà difficilissima, ancora di più: non tanto per la fisicità ma per la loro qualità, hanno giocatori fortissimi. Se vogliamo arrivare in fondo dobbiamo incontrare le più forti e ora ci sono solo le più forti. Quando vengo chiamato in causa cerco di farmi trovare pronto, ma ci sentiamo tutti titolari e coinvolti anche senza partire dal primo minuto".

La situazione infortuni

"De Bruyne ha dimostrato di essere uno dei più forti al mondo. Se non ci fosse sarebbe un vantaggio per noi, ma vorrei provare a fermarlo e poi continuare a segnare. Chiellini se rientrasse ci darebbe una grossa mano, sanno tutti quanto la sua presenza fisica e psicologica aiuti tutti anche se chi ha giocato ha fatto molto bene. Giorgio però può darci qualcosa in più".

La forza del gruppo

"Il gruppo fa la differenza. Ci sono molte similitudini in campo con il modo di giocare che ha la Dea, ma è il nostro gruppo ad avere qualcosa in più degli altri. A livello di singoli forse altre nazionali sono più forti, ma Mancini ha formato un grande gruppo".

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