La UEFA vuole risposte che al momento l'Italia non può dare: l'organismo che regola il calcio europeo vuole sapere entro venerdì 16 se l'Olimpico potrà o meno garantire il 25% dei posti a sedere all'interno dello stadio in occasione delle tre gare che l'Italia giocherà a Euro2020 (la prima l'11 giugno contro la Turchia).
Il professor Francesco Vaia, direttore sanitario dell'ospedale 'Lazzaro Spallanzani' ai microfoni de 'La politica nel pallone' su Gr Parlamento prova a dare un briciolo di speranza.
"Bisogna arrivare a una decisione di buon senso, all'aperto studi hanno dimostrato che ci si contagia molto meno. Il paese deve riprendersi economicamente e psicologicamente e c'è bisogno anche del calcio. Mi auguro che i colleghi del Cts e soprattutto la politica, a cui spetta la decisione finale, scelgano per il bene dello paese e dello sport. Io penso che riapriranno".
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Tifosi italiani allo Stadio Olimpico di Roma per Italia-Spagna - Qualificazioni Mondiali 2014 - Getty Images

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Bisogno di equilibrio

"Credo che Paese abbia bisogno di equilibrio, ora è impensabile tenere tutto chiuso. Si può fare tutto e aprire man mano tutte le attività e quindi anche la presenza dei tifosi allo stadio. Possiamo ospitare gli Europei, ovviamente con un numero contingentato, con il distanziamento e con formule innovative come una app tramite la quale possiamo sapere se la persona che entra è stata vaccinata o sottoposta a tampone negativo. E' possibile riconquistare sempre più spazi di libertà, ora abbiamo un'arma a nostro favore, serve vaccinare quante più persone possibili e in fretta".

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