È un'Italia che trascina e tracima, difficile da sottrarre all'euforia del popolo. Da Leonardo Spinazzola a Manuel Locatelli, è la Nazionale di tutti. Spinazzola aveva tagliato la Turchia, Locatelli ha demolito la Svizzera. E occhio: 3-0, 3-0. Sempre all'Olimpico, d'accordo, ma sempre sprigionando fiamme.
Locatelli ha 23 anni e gioca nel Sassuolo. Come Domenico Berardi, proprio colui che aveva invitato al ballo con un arcobaleno tranciante e tottiano, ricevendone in cambio l’assist davanti a Yann Sommer. A Coverciano insegnano: cura la tecnica (precisione del lancio) e attacca lo spazio (volli volli fortissimamente volli). E poi il raddoppio, nella ripresa, con un sinistro dal limite, su servizio di Nicolò Barella, uno che farà strada perché non è mai contento di quella che fa. Locatelli era riserva di Marco Verratti: sulla carta, almeno. Adesso non più. È un centrocampista completo, elegante, con quel pizzico di sfrontatezza che gli hanno inculcato due fantasisti del calibro di Roberto De Zerbi e Roberto Mancini.

Locatelli: "Primo gol bellissimo, siamo un gruppo fantastico"

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Non si può restare freddi di fronte a una squadra così calda: non perfetta o imbattibile, per carità, ma che il 'Dominus' caro ad Arrigo Sacchi vuole sempre sul pezzo, generosa e possibilmente raffinata, chiunque sia l'avversario. È la decima vittoria di fila, e siamo già negli ottavi. Vladimir Petkovic, vecchia volpe, le aveva tentate tutte, ma Breel Embolo è stato disarmato in fretta e il tran-tran di Granit Xhaka e Remo Freuler non ha alzato che polvere, raramente da sparo. Xherdan Shaqiri avrebbe dovuto occuparsi di Jorginho, che del nostro porto è il faro: lo stanno ancora cercando al largo. L'infortunio di Giorgio Chiellini e l'ingresso di Francesco Acerbi non hanno sabotato i piani. E Spinazzola, per una sera, ha accompagnato la fascia, lui che, quando gira, la divora.

L'esultanza degli azzurri - Italia-Svizzera Euro 2020

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Le guardie svizzere si sono rivelate un po' più toste dei turchi catenacciari, e al 65', con Steven Zuber, hanno persino costretto Gigio Donnarumma alla prima, vera, parata del torneo. Bisogna saper soffrire, per far soffrire: è bastato richiamare Berardi, inserire Toloi e passare a tre in difesa (che non è reato) per disegnare contropiedi letali, anche grazie agli strappi di Federico Chiesa, subentrato a un Lorenzo Insigne più utile che duttile. Ciro Immobile se ne è mangiati un paio prima di infilare il terzo, dalla distanza, complici i riflessi, opachi, del portiere.

Ciro Immobile esulta dopo il gol - Italia-Svizzera Euro 2020

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La Francia di Monaco ha califfi che, da soli, possono ribaltare molti destini, ma pure questa Italia, l'Italia del Mancio, tutta pressing e rock and roll, non scherza. Sembra un gruppo di boy scout in missione, per qualcuno o per qualcosa, non a caso il ct ha dedicato il successo al dolore del mondo. Presto verranno bilance più esigenti e ne valuteremo il peso 'netto': intanto gli azzurri non prendono gol da 965 minuti e non perdono da 29 gare. Nessuno si illude, nessuno si nasconde: non è uno schema, è molto di più.
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