Per un soffio. L'Inter si deve inchinare al Siviglia nella finale di Europa League e rimandare l'appuntamento con un trofeo che manca ormai dalla stagione 2010/11, quella post Triplete, in cui arrivarono Coppa Italia, Supercoppa italiana e Mondiale per club. Un digiuno che si accompagna a quello di Antonio Conte in ambito europeo, con l'allenatore leccese che fallisce la prima vera occasione per ampliare il proprio palmarés con un trofeo internazionale.

Antonio Conte

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Quattro campionati, una Coppa e due Supercoppe nazionali tra Italia e Inghilterra: un bottino di tutto rispetto quello di Conte allenatore. Ma è pur vero che per un ulteriore salto di livello in una carriera in panchina già da ricordare serva qualcosa di più. Prima di stasera, la volta in cui ci era andato più vicino era stato nel 2013/14, quando con la Juventus era uscito in semifinale di Europa League contro il Benfica. Prima e dopo poco da segnalare. Oltretutto, la stagione d'esordio in nerazzurro registra un record negativo per il tecnico leccese: per la prima volta da quando siede sulla panchina di una big, chiude il primo anno coi fatidici zeru tituli. Nel 2011/12 aveva vinto lo Scudetto con la Juventus, mentre nel 2016/17 aveva messo in bacheca la Premier League alla guida del Chelsea.

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