La trattativa tra Roma e Manchester United per garantire la permanenza di Chris Smalling nella capitale è saltata sul più bello. La dirigenza della squadra inglese si è dimostrata impassibile davanti ai rilanci di Baldini. Sul tavolo c’era un prolungamento del prestito del centrale inglese, sbarcato a Roma nell’agosto 2019.

Niente Europa League in maglia giallorossa, resiste una speranza per la prossima stagione

La dirigenza capitolina si è spinta fino ai 18 milioni di euro, mentre lo United spingeva per una onerosa tassa sul breve termine, corrispondente a 300mila euro per ogni partita di Europa League disputata da qui fino a fine stagione. Impossibile trovare un compromesso tra i due tipi di offerte. Il tentativo giallorosso teneva conto del nodo europeo: il prestito di Smalling (che era stato prolungato di comune accordo al fine di permettere alla Roma di concludere il campionato) scadrà martedì, il che non lo rende eleggibile per gli ottavi di finale contro il Siviglia in programma giovedì a Duisburg. Probabile che il muro eretto dallo United sia dovuto alla comeptizione europea, che vede i Red Devils possibili avversari futuri della Roma. La fumata nera levatasi dalla trattativa tra i due club non è stata accolta con entusiasmo dal giocatore, anzi, Smalling sembra intenzionato a premere per un trasferimento a titolo definitivo entro la prossima stagione. L'unica speranza di rivederlo in maglia giallorossa dalla prossima stagione dipende dalla mediazione tra il giocatore e il Manchester United. Smalling cercherà di convincere la dirigenza dei Red Devils ad acccettare l'offerta della Roma.
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Tempistiche e situazione societaria: così l'affare è saltato

Si è trattato di un tentativo disperato, date le tempistiche (entro la serata di lunedì le squadre sono obbligate a dichiarare le liste dei calciatori che prenderanno parte alla fase conclusiva dell’Europa League) e la burrascosa situazione societaria che avvolge le operazioni di mercato giallorosse. Il passaggio di testimone a Friedkin sembra l’unica opzione disponibile per Pallotta. Friedkin è l’unico investitore credibile rimasto in gioco, e la sua offerta resta ancorata sui 575 milioni. Considerando che il mercato chiuderà il 5 ottobre, il diktat che circola tra i quartieri generali capitolini rasenta l’immobilismo: mantenere l’organico il più possibile invariato, guai a sbilanciarsi sul mercato compromettendo il quadro finanziario. La mancata chiusura per Smalling è frutto anche di questo ordine.

Quanto peserà questa assenza in chiave Europa League?

Da martedì dunque, il difensore 30enne non potrà più allenarsi a Trigoria. La speranza è dunque quella di trovare un accordo con lo United per la prossima stagione, niente di più. Ma nel frattempo, Fonseca dovrà ridisegnare l’assetto difensivo dei giallorossi in vista della gara contro il Siviglia. La perdita di Smalling colpisce la Roma nel momento più delicato della stagione, in cui è richiesta non solo una condizione fisica ottimale, ma anche una condizione mentale e un’esperienza da grandi palcoscenici che solo uno come Smalling sapeva offrire nel quadro dell’attuale difesa giallorossa. Con tutta probabilità, Fonseca schiererà una difesa a 3 con Mancini, Ibanez e Kolarov. La coperta comincia a farsi corta, nonostante i giallorossi vengano da 8 risultati utili consecutivi in Serie A. Tuttavia a Duisburg mancherà uno dei principali pilastri della retroguardia romanista, che ha saputo convincere Fonseca grazie alla sua esperienza: 37 presenze decorate da 3 gol. Prestanza fisica, piedi decenti e quella giusta esperienza di cui la giovane difesa giallorossa avrebbe beneficiato in uno scenario europeo.

Smalling-Roma ai titoli di coda, occhio a Vertonghen e... alla Juventus

Ora il mercato si complicherà, e la Roma dovrà scegliere: insistere su Smalling una volta conclusasi l’avventura europea oppure virare sul profilo di Jan Vertonghen? La sua avventura al Tottenham si è conclusa pochi giorni fa, con la scadenza naturale del contratto. Si tratta sicuramente di un difensore anziano (33) ma con un curriculum importante. E per una squadra come la Roma, alla ricerca di credibilità europea, potrebbe trattarsi di un proficuo affare low cost.

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Secondo quanto riporta Calciomercato.com, nel braccio di ferro tra Roma e United per Smalling si sarebbe inserita anche la Juventus. Fabio Paratici fiuta l'affare, che con la giusta contropartita tecnica potrebbe concludersi a velocità lampo. La strategia degli scambi alla pari è stata abbracciata da tempo in casa della Vecchia Signora (la trattativa per Arthur ne è l'esempio), e uno scambio Smalling-Bernardeschi non peserebbe affatto sulle casse del club torinese. La Juve valuta Bernardeschi attorno ai 35 milioni di euro. Resta da capire come un difensore della caratura di Smalling possa inserirsi nell'organico bianconero: un suo potenziale trasferimento andrebbe a contraddire gli sforzi di svecchiamento della rosa avviati l'anno scorso con l'acquisto di De Ligt. Il reparto difensivo della Juventus inoltre non sembra necessitare di un giocatore del livello di Smalling, abituato a competere per una maglia da titolare in qualsiasi squadra; De Ligt e Bonucci si sono dimostrati un duo coriaceo (anche se non esente da errori), Demiral ha fatto intravedere tutto il suo potenziale nei match prima del grave infortunio, mentre si aspetta ancora la guarigione di Chiellini. Rugani dovrebbe essere in uscita, ma risulta difficile immaginare Smalling relegato al ruolo di quinto difensore.

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