Roma-Manchester United, match di ritorno delle semifinali di Europa League andato in scena allo stadio Olimpico di Roma, si è concluso col punteggio di 3-2. Gara arbitrata dal tedesco Felix Brych. Con questo risultato la Roma saluta la competizione, mentre il Manchester United approda alla finalissima, dove affronterà gli spagnoli del Villarreal. A segno Cavani (doppietta) per il Manchester United e Dzeko, Cristante e il giovane Zalewski per la Roma. Di seguito le 5 verità che ci ha lasciato la sfida.

1) Roma, i rimpianti sono tutti per il secondo tempo dell'andata

Difficile aspettarsi veramente qualcosa da una serata così. Senza mezza squadra, con un pesantissimo 2-6 da recuperare, nel bel mezzo di una tempesta di risultati negativi. La Roma ha fatto quel che ha potuto. Ha tentato di tornare (parzialmente) in partita, si è battuta con dignità. E alla fine ha conquistato un successo tanto inutile quanto onorevole. Poche chiacchiere: le vere cause dell'estromissione europea vanno ricercate nell'allucinante secondo tempo dell'Old Trafford. Cinque gol subiti in 45 minuti di una semifinale europea: se non è un record, poco ci manca. Un crollo senza giustificazioni. L'eliminazione nasce lì. Quel che è accaduto all'Olimpico non è stata che la pura e semplice conseguenza.
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2) Muro De Gea: per la Roma sarebbe un colpo da novanta

Qualcuno dice che sia arrivato a fine ciclo, altri vorrebbero un cambio della guardia tra i pali. La verità è che David De Gea rimane un signor portiere. Se il Manchester United ne ha presi solo tre dalla Roma, il merito è soprattutto suo. I giallorossi hanno creato un'infinità di palle gol, sognando la pazzesca rimonta dopo il momentaneo 2-1 di Cristante, ma hanno dovuto costantemente sbattere contro le mani del portierone spagnolo, tanto fortunato quanto bravo. De Gea del quale, peraltro, dopo l'annuncio di Mourinho si è incominciato a parlare anche in ottica giallorossa in vista della prossima stagione. Considerando i problemi attraversati dalla Roma tra i pali in questa stagione, si tratterebbe di un upgrade di altissimo livello.

De Gea respinge un tiro ravvicinato di Mancini - Roma-Manchester United Europa League 2020-21

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3) Infortuni e difesa ballerina: due gatte da pelare per Mourinho

Un altro infortunio muscolare, il quarto in due partite e l'ennesimo di una stagione maledetta. Questa volta è toccato a Chris Smalling lasciare prima del previsto il campo, come avevano dovuto fare Veretout e Spinazzola (più Pau Lopez) a Manchester. Ormai si è perso il conto degli stop, gravi e non, che hanno condizionato la stagione della Roma. Problemi, problemini, ricadute. Una maledizione che sembra non aver fine, un loop infernale. L'altro tasto dolente è la difesa: altri due gol al passivo, otto in totale tra andata e ritorno, una costante sensazione di perforabilità. Chiedere per informazioni a Cavani, che per due volte ha sfruttato l'imperdonabile libertà concessagli da Ibanez e soci. Due gatte da pelare a cui Mourinho dovrà porre rimedio.

4) Questo Cavani avrebbe potuto fare ancora comodo al PSG

Un animale da gol. Un centravanti che, appena gli lasci il minimo spazio, ti può castigare. Dopo aver segnato per due volte all'andata, una doppietta fondamentale per riportare in corsa il Manchester United, Edinson Cavani si è ripetuto all'Olimpico. Dimostrando, con i suoi 34 anni suonati, di essere ancora un calciatore di altissimo livello. E mentre lo United se lo gode e spera di dissuaderlo dall'idea di tornare in Sudamerica, il PSG farebbe bene ad aver qualche rimpianto. Specialmente guardando i numeri di Mauro Icardi, mai a segno in Champions League in questa stagione e impalpabile contro il City tre sere fa.

Cavani a segno in Roma-Manchester United

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5) Personalità Darboe: un nuovo gioiello per la Roma

Di lui si è parlato parecchio nei giorni scorsi. Non tanto per le sue doti tecniche, quanto per il suo particolare percorso di vita: un rifugiato che arriva in Serie A non si vede tutti i giorni. Ma Ebrima Darboe è anche e soprattutto un giocatore vero. E contro lo United lo ha dimostrato. Ha giocato con personalità, senza paura, piazzandosi in mezzo al campo e andando al di là del semplice compitino. E poco importa che si trattasse di una partita atipica, teoricamente (ma solo teoricamente...) con poco da raccontare: il ragazzino sembra avere la stoffa giusta per potersi imporre. E la Roma, non a caso, su di lui punta parecchio.

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