Nonostante la Roma sia ormai proiettata in tutto e per tutto verso la prossima stagione e l'annuncio dell'imminente arrivo di Mourinho abbia inevitabilmente monopolizzato l'attenzione di media e tifosi, Lorenzo Pellegrini e compagni devono sforzarsi di pensare solo al campo. C'è innanzitutto una semifinale di ritorno di Europa League da onorare, dopo il disatroso 2-6 rimediato nel match di andata una settimana fa a Old Trafford, e c'è un settimo posto da conservare in campionato per guadagnarsi il diritto di partecipare almeno alla prima edizione di Conference League. Compito arduo per Paulo Fonseca, destituito ufficialmente dal suo ruolo a stagione in corso e chiamato a tirare fuori dai suoi giocatori energie fisiche e mentali che sembrano ormai essersi esaurite.

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L'addio di Fonseca offre l'occasione per tracciare il bilancio dell'esperienza romana del tecnico portoghese, arrivato in punta di piedi nell'estate 2019 quando Pallotta lo chiamò a mettere insieme i cocci di una stagione molto complicata, contraddistinta dall'alternanza tra Di Francesco e Ranieri in panchina e - soprattutto - dalla traumatica separazione da Daniele De Rossi. Vediamo quali sono stati i meriti di Fonseca e, al contrario, le note dolenti della sua gestione.
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Perché Fonseca ha fatto male

Crollo verticale da marzo in poi

Mentre nella prima parte della stagione la Roma si era distinta per un gioco piacevole ed era riuscita a rimanere a contatto con le prime della classe dando buona continuità a livello di risultati, il disastro nell'ultima parte di campionato è sotto gli occhi di tutti. Dopo il successo per 3-0 sullo Shakhtar Donetsk nell'andata degli ottavi di finale di Europa League, infatti, nelle 12 partite successive i giallorossi hanno ottenuto il misero bottino di 3 vittorie (di cui una sola in campionato, contro il Bologna), 3 pareggi e ben 6 sconfitte. Dopo avere avuto la consapevolezza di potersi giocare l'Europa League fino in fondo, insomma, la Roma ha staccato la spina in Serie A (forse troppo presto) mettendo a rischio persino il settimo posto e rischiando quindi di restare fuori dalle coppe il prossimo anno. Nel bilancio compessivo stagionale va aggiunta la clamorosa eliminazione agli ottavi di Coppa Italia per mano dello Spezia.

Scontri diretti: bilancio disastroso

Nel corso della stagione Paulo Fonseca è finito sul banco degli imputati per i pessimi risultati rimediati negli scontri diretti con le prime della classe. La Roma ha evidenziato limiti evidenti sia di natura tattica che psicologica di fronte alle big di Serie A. Emblematico il dato statistico: nelle dieci sfide finora disputate in campionato contro Inter, Atalanta, Juventus, Milan, Napoli e Lazio, i giallorossi hanno ottenuto 4 pareggi e 6 sconfitte (compreso il pesantissimo 0-3 nel derby). Davvero difficile ritenerla una casualità.

La delusione dei giocatori della Roma dopo Roma-Napoli 0-2 Serie A 2020-21

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I meriti di Fonseca alla Roma

Semifinale di Europa League, traguardo prestigioso

Da qualsiasi parte la si guardi, Paulo Fonseca ha avuto il merito di portare la Roma a giocarsi una semifinale di Europa League contro il Manchester United. A prescindere dal pesante ko rimediato nel match d'andata a Old Trafford, per i giallorossi si tratta indubbiamente di un traguardo presitigioso e niente affatto scontato: nell'intera storia della Roma una semifinale europea era stata raggiunta solo in altre 3 occasioni (1984, 1991 e 2018), un dato di fatto incontrovertibile che testimonia l'ottimo lavoro fatto dal tecnico portoghese in Europa, dove si è vista una squadra coraggiosa e determinata.

Mai sopra le righe e spogliatoio sempre in pugno

Fin dal suo arrivo in Italia, Paulo Fonseca si è distinto oltre che per la sua professionalità anche per la sua pacatezza e i suoi modi gentili. Mai una parola fuori posto, mai una dichiarazione sopra le righe. Non solo. Ha dovuto districarsi tra una serie di trappole disseminate lungo la stagione, dal caso Dzeko alle bizze di Zaniolo, solo per citare gli esempi che hanno fatto più rumore: lo ha fatto tenendo la barra ben dritta e assumendosi sempre in prima persona le responsabilità.

Paulo Fonseca ed Edin Dzeko - Stagione 2020-21

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Da Villar a Pellegrini, i giocatori valorizzati e rigenerati

Il lavoro di Fonseca sul campo si è concretizzato nella valorizzazione e nella rigenerazione di diversi giocatori della rosa. Gonzalo Villar, ad esempio, era un perfetto sconosciuto all'inizio della stagione. Col passare dei mesi si è imposto come un prospetto molto interessante seppure tra gli alti e i bassi tipici di un giocatore di 23 anni e che ha ampi margini di miglioramento. In difesa la cura Fonseca ha dato smalto a Gianluca Mancini, senza dubbio il migliore nel reparto arretrato per rendimento e personalità, e allo stesso modo il 4-2-3-1 ha esaltato le doti di Rick Karsdorp, oggetto misterioso nelle sue prime due stagioni con la Roma (dal 2017 al 2019) e piacevolissima sorpresa quest'anno. Per non parlare, infine, di Lorenzo Pellegrini, mai così prolifico (9 gol) e al servizio della squadra (8 assist). Fonseca se ne va ma non lascia macerie, anzi. José Mourinho troverà materiale interessante da cui ripartire.

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