Nel teatro dei sogni dell’Old Trafford, il Milan dà un calcio all’emergenza e pur con una formazione molto rimaneggiata (out Ibrahimovic, Hernandez, Calhanoglu, Rebic, Romagnoli e Bennacer) esce con un prezioso pareggio nel match d’andata contro il Manchester United, dominando per lunghi tratti la partita e recriminando anche per alcuni decisioni un po’ discutibili dell’arbitro sloveno Vincic. Il gol di Kjaer che ha suggellato nel recupero l’1-1 dà morale, consapevolezza e conferma che il Diavolo ha tutte le carte in regola per giocarsi la qualificazione ai quarti di Europa League. Ma cos’altro ci ha detto questo primo atto. Ecco le 5 verità del match...

1) Milan squadra vera, che ha idee e gioca a calcio

Senza praticamente tutto l'attacco titolare (Ibrahimovic, Rebic, Calhanoglu), senza il treno a sinistra (Hernandez), il capitano (Romagnoli) e il regista (Bennacer). Eppure il Milan di Pioli ha imposto il suo gioco anche a Old Trafford, mettendo di fatto sotto il Manchester United per gran parte della gara, andando immeritatamente in svantaggio, ma continuando a mostrate voglia, idee, determinazione, coraggio, poi premiate dal gol nel recupero di Kjaer. Segnali e conferme di una squadra vera, di un gruppo unito che può puntare davvero al bersaglio grosso in questa Europa League.
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2) Franck Kessié, altra prestazione da top centrocampista

Anche nella trasferta britannica il grande protagonista è stato il centrocampista ivoriano, che ha ormai raggiunto una consapevolezza impressionante. Sicuro, trascinatore, leader, capace di difendere, di impostare, di appoggiare, di inserirsi, di combinare in attacco. Ovunque e sempre con qualitá. Nel primo tempo gli è stato annullato un piccolo capolavoro, nella ripresa non si è perso d'animo e ha spinto fino all'ultimo secondo. Gran giocatore, centrocampista di livello internazionale.

3) United inesperto e poco convincente: serve ben altro per passare il turno

Il gol del giovanissimo Diallo ha solo parzialmente nascosto tanti problemi in casa United, ma la qualificazione ai quarti resta quantomai in bilico. E non per il risultato (1-1) che lascia aperto ogni discorso, proprio per la prestazione offerta. Nonostante mancassero giocatori importanti (De Gea, Pogba, Mata, Cavani, Van de Beek, Rashford, ma di questi di fatto solo l'inglese é titolare inamovibile), la seconda forza d'Inghilterra è sembrata fragile, insicura, poco avvezza a certi tipi di partite. Tantissimi giovani in campo, esattamente come il Milan, ma una sensazione complessiva di inferiorità. Al ritorno capiremo se è stata un'impressione o se effettivamente la squadra di Solskjaer non è abbastanza matura per aspirare alla vittoria del trofeo.

4) Amad Diallo, dall'Atalanta alla ribalta europea

A 18 anni e 243 giorni, Amad Diallo è diventato il più giovane giocatore non inglese ad aver mai segnato nelle maggiori competizioni europee per il Manchester United. Un bel record per il ragazzino prelevato quest'anno dall'Atalanta e pagato 25 milioni di euro più 15 di bonus. Si era messo subito messo in luce nella squadra riserve dei Red Devils e ora si è preso la ribalta con una firma importante. Da tenere d'occhio, ovviamente.

Amad Diallo

Credit Foto Getty Images

5) Rafael Leao, unica nota negativa

Se vogliamo trovare un'unica nota negativa per il Milan nella trasferta a Old Trafford, non possiamo che citare Rafael Leao. Il portoghese, che non segna dalla sfida al Torino di metá gennaio, pur giocando da riferimento offensivo, ha deluso ancora le aspettative. Incerto, poco presente, impreciso, non incisivo. Si è un po' perso, paradossalmente proprio in questo periodo dove ha avuto più spazio. Difetti normali di gioventú, ma piccolo monito per lui e per Pioli. Ha bisogno di ritrovare fiducia.

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