Roma-Ajax, match valido per i quarti di finale di ritorno di Europa League, si é concluso col punteggio di 1-1. All'Olimpico decisiva la rete di Dzeko, che ha risposto al vantaggio di Brobbey. I giallorossi con questo risultato si sono qualificati alle semifinali di Europa League, dove troveranno il Manchester United di Solskjaer. Vediamo insieme l'analisi del match.

1) Fonseca merita rispetto: ottenuto un grande risultato

Semifinale di Europa League, ottenuta perdendo una sola partita su 12 (l'ultima del girone a primo posto già blindato). La Roma ha conquistato con merito un altro risultato importante e lo ha fatto pur essendo falcidiata, per gran parte della stagione, da infortuni, imprevisti e problemi fisici. Cristante adattato al posto di Smalling, le rotazioni offensive, la gestione di Dzeko e Mayoral, la fiducia a Karsdorp, la leadership a Mancini e Pellegrini: Paulo Fonseca ha ampi meriti e gli vanno riconosciuti. Un tecnico che merita rispetto e che ha sempre lavorato bene pur con il fucile puntato contro, da parte anche di una stampa troppo esigente e di una tifoseria mai del tutto convinta dalle sue idee. La Roma è viva, è carica e se la giocherà anche con lo United.
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15/04/2021 A 18:27

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2) Riccardo Calafiori, gioia giallorossa e italiana

Classe 2002, sfrontato, determinato, concentrato. Riccardo Calafiori è stata la sorpresa più gradita in casa giallorossa nel doppio confronto contro l'Ajax. A sinistra, per l'infortunio di Spinazzola e la squalifica di Bruno Peres, senza alcuna paura. Bene in fase difensiva e decisivo al primo affondo davanti. Controllo, allungo, finta e cross per il gol di Dzeko. Una giocata figlia di giovane spavaldo e al tempo stesso affamato. Va gestito, va aspettato, ma a maggio compirà 19 anni: un talento del genere è una gioia per la Roma e per tutto il calcio italiano.

Riccardo Calafiori - Roma-Ajax - Europa League 2020-21

Credit Foto Getty Images

3) Dzeko resta Dzeko, in queste partite "pesa"

Con Inzaghi (Milan), Del Piero (Juventus), Shevchenko (Milan), Edin Dzeko (30 con la Roma) è diventato uno dei 4 giocatori ad aver segnato almeno 30 gol con una singola squadra italiana nelle coppe europee. Un traguardo che misura l'importanza del bosniaco in questi anni giallorossi. La sua zampata con l'Ajax ha portato la Roma in semifinale e ha zittito chi lo reputa ormai a fine corsa. Non avrà più lo smalto di un tempo, non sarà più mobile come prima, ma Dzeko in queste partite "pesa" ancora. "Pesa" perché sa come muovere, conosce i tempi di gioco, sa dedicarsi al sacrificio per la squadra. In una stagione abbastanza negativa, ecco una soddisfazione che può aprire la strada ad un gran finale.

4) Ajax leggerino e troppo lezioso

Antony, Neres, Tadic, Brobbey, Klaassen e poi anche Kudus, Traoré, Idrissi. Tecnica tanta, concretezza poca. L'Ajax ha mantenuto il possesso per gran parte del match dell'Olimpico, ha fatto girare palla, ma ha creato davvero pochi pericoli dalle parti di Pau Lopez. Anzi, è stato proprio il portiere spagnolo a regalare le occasioni migliori ai Lancieri, sbagliando diversi appoggi con i piedi. Nel complesso la formazione di Ten Hag nella doppia sfida si è confermata talentuosa, ma ancora troppo immatura, molle e forse leziosa. Ci sono margini di crescita, considerando la carta d'identità di molti, ma con un po' più di cattiveria la partita dell'Olimpico avrebbe potuto prendere altre pieghe.

Brian Brobbey e Bryan Cristante - Roma-Ajax Europa League 2020-21

Credit Foto Getty Images

5) Occhio a Brobbey, al Lipsia può esplodere

Diciannove anni, fisico da urlo, forza bruta e fiuto del gol. Brian Brobbey ha impressionato tutti anche in questa gara di ritorno. E oltre alla rete segnata non appena entrato in campo, ha confermato con le sue qualità di poter mettere in seria difficoltà qualsiasi difesa. Da luglio sarà un giocatore del Lipsia, che lo ha già blindato e che potrà farlo crescere, sfruttandone le doti innate.Teniamolo d'occhio, promette bene.
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