La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ghiacciato direbbe De la Fuente. Sono passati, infatti, 730 giorni dalla sconfitta della Rojita contro la Germania nella finale di Cracovia dell’Europeo Under 21. Il 30 giugno 2017 decise un gol di Mitchell Weiser. Davanti ai 23mila della Dacia Arena di Udine è tutta un’altra musica. Grazie al mancino a giro di Fabian Ruiz e al tap-in di Dani Olmo, la baby Spagna raggiunge l’Italia a cinque trionfi nella storia della competizione. E il rammarico degli azzurrini è doppio: proprio i ragazzi di Di Biagio sono stati gli unici a battere i neo-campioni d’Europa nel 3-1 della gara d’esordio. I rimpianti di Chiesa & Co, usciti a causa della sconfitta contro la Polonia e del pareggio-biscotto tra Francia e Romania, sono tanti, anche a sentire le parole del presidente della Uefa, Aleksander Ceferin nel pre partita.
Portare a sedici il numero di squadre nel torneo aggiungendo i quarti? È un po' che ci stiamo pensando, dalla prossima edizione cambieremo. È la soluzione migliore, quello che è accaduto all'Italia non deve più succedere

La cronaca della partita

Europei Under 21
Spagna-Italia U21 0-0, pagelle: nervi azzurrini ancora troppo tesi
27/03/2021 A 23:02
Sotto gli occhi di Andrea Pirlo e Oliver Bierhoff la partenza degli uomini di De la Fuente è devastante. E’ un piacere vedere giocare la Rojita: Oyarzabal, terminale dell’attacco, è supportato dalle scorribande di Dani Olmo, esterno della Dinamo Zagabria e di Fornals, neo acquisto del West Ham. I due si invertono spesso per non dare riferimenti alla difesa avversaria. Alle spalle del tridente Dani Ceballos, gioiellino del Real Madrid, oggetto del desiderio del Milan di Giampaolo. E poi.. il miglior giocatore del torneo, Fabian Ruiz, già a segno nella manita contro la Polonia. Proprio il centrocampista del Napoli sblocca la finale dopo sette minuti: tocco di Oyarzabal che proietta Ruiz centralmente. Dopo pochi metri di percussione lascia partire un mancino a giro sul secondo palo che beffa Nubel dai 20 metri.

Fabian Ruiz festeggia il gol in finale contro la Germania. Europei U21

Credit Foto Getty Images

Germania in balia della Rojita: la squadra di Kuntz prende piede con il passare dei minuti e alla mezz’ora impensierisce Sivera per la prima volta con un tentativo di Waldschmidt, capocannoniere del torneo con 7 sigilli, ma il tiro è debole. La retroguardia capitanata da Vallejo concede poco e il primo tempo è un assolo spagnolo. Al 33’ da segnalare l’episodio che può cambiare la partita: proprio il capitano rosso entra in scivolata alta su Waldschmidt. L’arbitro estrae subito il cartellino giallo e la Var perdona l’entrataccia del centrale dei Galacticos confermando la sua decisione.
Nel secondo tempo Waldschmidt, autore di una doppietta nella semifinale con la Romania, prova a scuotere i suoi, ma le sue conclusioni trovano Sivera preparato. E allora è ancora la Rojita a prendere iniziativa e al 68’ i ragazzi di De la Fuente trovano il raddoppio, complice una papera clamorosa di Nubel. Nell’azione del 2-0 ancora decisivo Fabian Ruiz che fa partire un mancino da fuori area. Il portiere tedesco non controlla il tiro (non irresistibile) e lascia rimbalzare la palla nell’area piccola, Dani Olmo come un rapace si avventa sulla palla vagante in area e completa con il tap-in. La partita è (quasi) in ghiaccio. Gli iberici vanno vicini al tris due volte: prima al 74’ con un diagonale del solito Ruiz a fil di palo e poi al 79’ con la bordata sulla traversa di Soler, subentrato a Oyarzabal. La Germania, però, non demorde e accorcia pochi secondi prima del 90’ con Amiri, complice la deviazione di Vallejo che alza la traettoria del tiro da fuori area e beffa Sivera. Ma non c’è tempo per altri sussulti. Ceballos e Olmo mettono in cassaforte il pallone e il triplice fischio consegna alla storia i ragazzini terribili spagnoli. Pochi minuti prima la standing ovation della Dacia Arena aveva reso il giusto tributo a Fabian Ruiz, nominato dalla Uefa miglior giocatore del torneo. Decisione sacrosanta.

La statistica chiave

7 - Sono i giocatori spagnoli presenti sia a Cracovia nella finale persa contro la Germania nel 2017 che stasera: Ceballos, Oyarzabal, Merè, Jesus Vallejo, Mayoral, Merino e Soler. La voglia di rivincita degli iberici ha prevalso sui tedeschi. Quattro, invece, sono i tedeschi che hanno disputato entrambi gli atti conclusivi: Amiri, Oztunali, Dahoud e Anton.

Il migliore

C'è la sua firma in tutte le azioni più pericolose della Spagna. Oltre alla perla in avvio di partita, è suo il tiro ribattuto (male) da Nubel sul 2-0 di Olmo e poco prima di salutare la Dacia Arena va vicino alla doppietta personale con un diagonale che sfiora il palo. Ancelotti si sfrega le mani. Unstoppable

Il peggiore

Arrivato con la scomoda nomea di nuovo Neuer, il portiere dello Schalke aveva fatto la differenza impedendo il 2-1 dell'Austria nell'ultima gara del girone e negando il 3-1 a Puscas nella semifinale contro la Romania. Senza la sua papera in occasione del 2-0 della Spagna, forse la finale avrebbe avuto un altro esito.

Il tweet

Il tabellino della partita

SPAGNA (4-2-3-1): Sivera; Aguirregabiria, Unai Nunez, Vallejo, Junior Firpo; Roca, Fabian Ruiz (78′ Merino); Olmo, Ceballos, Fornals (72′ Borja Mayoral); Oyarzabal (55′ Soler). Allenatore: De La Fuente
GERMANIA (4-3-3): Nubel; Klostermann, Tah, Baumgartl, Henrichs; Serdar (61′ Neuhaus), Eggestein (78′ Nmecha), Dahoud; Oztunali (72′ Richter), Waldschimdt, Amiri. Allenatore: Kuntz
RETI: 7′ Fabian Ruiz (S), 69′ Olmo (S), 88′ Amiri (G)
AMMONIZIONI: Vallejo, Nunez, Sivera (S)
RECUPERO: 2′, 3′
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