Un fantasista hipster irlandese, un armadio di attaccante - ex operaio - da 106 chili che segna col pallottoliere, due fratelli allenatori che amano trasferire le nozioni di Football Manager dal pc al campo. Mescolate il tutto e avrete il Lincoln City, formazione che comanda la classifica di quinta serie inglese (la Conference Vanarama National, la stessa, per intenderci, del Sutton United) e che sabato, nell'anticipo di pranzo, sfiderà il Burnley di Premier League negli ottavi di finale di FA Cup. L'ennesima favola da personaggi a metà strada tra l'epico e il mistico, che la Coppa d'Inghilterra propone.

Lincoln City players celebrate after the match

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Gli Imps: dilettanti a proprio agio nel calcio "prof"

Premier League
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14/02/2017 A 13:20
DIlettanti, che dopo sei anni di astinenza stanno cercando di rientrare nel circuito professionistico della Football League. Ci stanno riuscendo, a giudicare dai risultati in campionato, che attualmente li vedono in testa alla classifica a 64 punti, a +3 sui londinesi del Dagenham & Redbridge e con una gara da recuperare.
Motivo? Un rinvio resosi necessario per la straordinaria cavalcata in Fa Cup: gli Imps - espressione calcistica di Lincoln, cittadina turistica e delle cattedrali di 93mila 500 abitanti nell'Inghilterra centro-orientale - hanno avuto il loro exploit anche nell'open calcistico più antico del mondo.

Una veduta di Lincoln e della tribuna del Sincil Bank Stadium, durante la gara di FA Cup 2016-2017 Lincoln City-Brighton & Hove Albion (LaPresse)

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Nell'ultimo turno, con un perentorio 3-1 in rimonta, hanno eliminato il Brighton & Hove Albion di Chris Hughton, formazione che da anni lotta nelle zone di alta classifica di Championship per guadagnarsi un posto in Premier.
Non solo. Andando a ritroso, sempre al Sincil Bank, i biancorossi hanno liquidato 1-0 al replay un'altra squadra di Championship, l'Ipswich Town, con una rete al 91' del 29enne Nathan Arnold, dopo il 2-2 del Portman Road. Prima ancora, le vittorie 1-0 contro l'Oldham Athletic e 2-1 contro l'Altrincham.

Storie da Non-League, storie da FA Cup

Il fascino della FA Cup sta nella totale anticonvenzionalità che alberga nella sua tradizione: sorteggio integrale e, in campo, coltello tra i denti. Un'arma che serve ad approntare i più clamorosi giant killing, con squadre della Non-League (quelle dalla quinta serie in giù, i dilettanti) che spaventano, rivoltano come un calzino le migliori formazioni professionistiche.
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Come simili eventualità riescano a verificarsi, nessuno è ancora riuscito a spiegarlo con esattezza: ogni volta che Davide sconfigge Golia, c'è sempre una storia particolare, uno spunto originale, una favola da raccontare. Quella del Lincoln City ha a che fare, in qualche modo, col videogioco di calcio manageriale più amato di tutti i tempi...

I Cowley, fratelli manager "nerd" da... Football Manager

La squadra è, di fatto, in mano ai fratelliCowley. Il giovane manager 38enne si chiama Danny, è il fratello maggiore, mentre Nicky - il più giovane - è il suo assistente in toto.

L'allenatore del Lincoln City Danny Cowley a colloquio con la squadra negli spogliatoi (LaPresse)

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Visualizza dati, caratteristiche dei giocatori, rendimento sul campo e... su Football Manager, preso a riferimento in alcune scelte sul mercato. Una storia già filtrata, nel recente passato, dalle sedi di Wimbledon e Watford, che spesso hanno utilizzato a scopi professionali il database enciclopedico del videogame.
Per i fratelli Cowley, fin da ragazzini, giocarci è stata una vera ossessione (e lo è tuttora):
Il calcio per me è matematica - ha spiegato Danny in esclusiva a Eurosport Italia, con una sentenza che ricorda molto quella dell'indimenticato Franco Scoglio - I numeri e le statistiche dicono tutto: aiutano a capire gli errori e a crescere. Mio fratello Nicky è il mio braccio destro indispensabile ed è talmente appassionato che, da bambino, si costruì in camera da letto una specie di panchina dentro la quale simulava le conferenze stampa post partita. A parte questo, tornando a parlare di quel videogioco, si può dire che, giocarci così tanto, è stata una palestra per il mestiere che oggi facciamo

Go west: l'esodo dei tifosi in direzione Burnley

Il calore della gente di Lincoln è entusiasmante. Nella sfida al Brighton, ore e ore trascorse in fila al botteghino per avere un biglietto, stesso scenario nei turni precedenti e in campionato, in cui gli Imps arrivano da un'entusiasmante vittoria casalinga contro il Woking per 3-2. L'entusiasmo è alle stelle.

Lincoln City-Brighton & Hove Albion 3-1, sedicesimi di FA Cup 2016-2017: i tifosi dei Red Imps si dirigono al Sincil Bank Stadium (LaPresse)

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Ora si sta preparando l'esodo a Burnley, al "Turf Moor" di Burley, un centinaio di chilometri a ovest. Un pomeriggio da Premier, li aspetta, contro la fomazione di Sean Dyche, che nell'ultimo weekend ha fermato il Chelsea di Antonio Conte. Favole da FA Cup, si diceva. Ma esiste una spiegazione razionale dei giant killing, della magia che solo questa competizione sa fornire? Il suo modello è esportabile in Italia?
E' esportabile ovunque, credo - prosegue il tecnico biancorosso - il fatto è che questo torneo possiede, al suo interno, delle dinamiche più uniche che rare. E' inimitabile. Sono al corrente che, da voi, una squadra di quinta serie non riuscirà mai a batterne una di Serie B o, ancor di più, di Serie A. Qui accade il contrario perché il nostro calcio è diverso. Più o meno, le preparazioni fisiche si equivalgono, anche le formazioni dilettantistiche reggono sino al triplice fischio: noi contro l'Ipswich, ad esempio, abbiamo vinto al 91'. E poi, qui, la Coppa d'Inghilterra viene affrontata con uno spirito che, talvolta, supera i livelli agonistici del campionato. E' la tradizione di come saper vivere certi eventi che da noi ha sempre fatto la differenza.

Lincoln City-Brighton & Hove Albion 3-1, sedicesimi di FA Cup 2016-2017: i tifosi dei Red Imps si dirigono al Sincil Bank Stadium (LaPresse)

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Danny come Graham

I sostenitori degli Imps, contro l'Ipswich, hanno inscenato la celebrazione con coreografia sugli spalti in ricordo di Graham Taylor, ex commissario tecnico de'Inghilterra che trascorse gli ultimi quattro anni di carriera qui, nelle East Midlands e, sempre al Lincoln, iniziò la sua lunga carriera di manager. Danny Cowley, legato in biancorosso sino al 2021, è già stato paragonato a lui. Certamente, ritengono in Inghilterra, vista la giovane età e la sua esuberanza, lo potremo ritrovare presto nelle categorie superiori:
Sto cercando di riportare il mio Lincoln nel calcio dei professionisti - chiosa mister Cowley -: una città di quasi 100mila abitanti, direi che lo merita. Forse sta tutta qui la differenza tra noi e il Sutton United, che, d'altro canto, ha come obiettivo quello di una salvezza tranquilla. Ma torneremo a pensare al campionato a partire da sabato sera: ora siamo totalmente concentrati alla FA Cup. E' una vetrina troppo importante per noi.

L'allenatore del Lincoln City Danny Cowley (LaPresse)

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Là davanti, "Big" Matt Rhead, attaccante-armadio (ed ex operaio) da 106 chili

In campo c'è di tutto e di più. Ma, certamente, i personaggi più interessanti sono due. E, come spesso accade da queste parti, il fisico che li tratteggia è certamente più simile a quello di un operaio da quattro pinte al tavolo del pub, che a quello di un atleta. C'è il barbuto fantasista (e rigorista) irlandese Alan Power, classe '88, che da giovanissimo perse una grossa occasione al Nottingham Forest.

Lincoln City-Brighton & Hove Albion 3-1, sedicesimi di FA Cup 2016-2017: il trequartista irlandese dei Red Imps Alan Power (al centro, tra Terry Hawkridge e Matt Rhead) esulta dopo il suo gol su calcio di rigore contro i Seagulls (LaPresse)

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Ma, soprattutto, c'è The Biggest Forward di questi ottavi di Coppa (che il Lincoln ha raggiunto quest'anno dopo un'astinenza di 115 anni): Matt Rhead 193 centimetri per 106 chilogrammi di peso, 4 in più - tanto per rendere l'idea - del più celebre Adebayo Akinfenwa.

Lincoln City's Matt Rhead (R) and Theo Robinson celebrate after Brighton's Fikayo Tomori (L) scores their sides second goal

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Un eroe popolare, nato e cresciuto a Stoke-on-Trent, una speranza per tutti: la forma della sua maglietta, una volta indossata, tradisce un addome non proprio "a tartaruga", per usare un eufemismo.
Ossa grandi e granitiche, spostarlo in marcatura, anche per i migliori difensori professionistici, è praticamente impossibile. Ne sanno qualcosa i centrali del Brighton Uwe Hünemeier e Connor Goldson, che sono andati in tilt totale. Il giovane terzino destro Fikayo Tomori se l'è perfino buttata dentro, in una clamorosa autorete. Rhead, oggi 32 anni, è stato spinto - questo sì - a giocare a calcio proprio per la sua stazza, ma sempre nelle squadrette delle ultime categorie del calcio inglese tipo Norton United, Kidsgrove Athletic, Eastwood Town, Nantwich Town, Congleton Town, Corby Town. A questi livelli il ragazzone segnava a badilate per 30 sterline a partita. Succedeva appena quattro anni fa...

Lincoln City-Brighton & Hove Albion 3-1, sedicesimi di FA Cup 2016-2017: il mastodontico attaccante dei Red Imps Matt Rhead in azione (LaPresse)

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L'idea di farlo diventare un giocatore professionista venne al Mansfied Town, che nel 2012 stava preparando una squadra in grado di conquistare la League Two. Obiettivo raggiunto: in arancioblu Rhead trascorre 3 stagioni. "Fino a poco tempo fa - ha detto Matt al Mirror - lavoravo da operaio alla JCB, compagnia che produce ruspe, trattori e equipaggiamento per l'agricoltura. Ero team leader e me la cavavo piuttosto bene. Ed era un buon lavoro: lasciarlo, quando sono andato a giocare a Mansfield, è stato un grosso rischio". Nell'estate 2015, quindi, il suo assaggio al Lincoln City con cui, attualmente, ha messo in fila 77 presenze e 36 rete. "Attenti al nostro Big Matt - mettono all'erta sui social i tifosi degli Imps - trascina con sé ogni con se tutto quello che incontra per strada".
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