Buona la prima. A San Pietroburgo la Russia approccia col piede giusto il proprio esordio assoluto nella Confederations Cup: 2-0 a una Nuova Zelanda che battaglia fisicamente, ma deve arrendersi collezionando il nono ko nelle 10 gare giocate nella storia della competizione. Sono di Glushakov nel primo tempo e Smolov nella ripresa le due reti che regalano alla nazionale di Cherchesov un successo tutto sommato tranquillo, e certamente meritato. I neozelandesi sono poca cosa, hanno un paio di occasioni soltanto nel finale e lasciano via libera ai padroni di casa: solo i costanti buoni interventi del portiere Marinovic evitano un passivo peggiore. Impensabile, con così poca qualità, far strada. Buoni segnali invece per una Russia che – avversario morbido a parte – mostra buonissime trame, colpendo pure un palo e gettandosi continuamente verso l'area avversaria. Il difficile per Akinfeev e compagni viene semmai ora: Portogallo e Messico, le altre due nazionali inserite nel gruppo A, sono i due prossimi ostacoli da superare per volare in semifinale.

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La cronaca della partita

Da buona padrona di casa, la Russia impone immediatamente il proprio gioco creando 3 situazioni pericolose in 9 minuti: Golovin costringe Marinovic a rifugiarsi in angolo, Vasin colpisce il palo di testa (con la palla che balla sulla linea bianca prima di essere spazzata da McGlinchey), quindi Poloz supera il portiere, trovando però la spazzata di Smith a pochi centimetri dalla porta. Al quarto d'ora ancora Poloz guizza in area e Marinovic lo stende: è rigore per tutti, tranne per il colombiano Roldan. Dai e ridai, dopo che un'altra conclusione di Dzhikya è messa in angolo da Marinovic, al 31' i russi passano: gran tocco di prima di Poloz per l'inserimento di Glushakov, il cui lob centra il palo prima di trasformarsi nel gol dell'1-0. Meritatissimo.

glushakov

Credit Foto Getty Images

Sempre Russia anche dopo l'intervallo, ma Marinovic è un drago: respinge un colpo di testa di Poloz, dice di no al tap-in ravvicinato di Erokhin e fa tris sempre su Poloz, convinto di averlo beffato con un bel tiro a giro. Al 69', però, nemmeno il portiere neozelandese può nulla: Samedov con un centro radente, tutti bucano e il centravanti del Krasnodar non deve che appoggiare in rete a porta vuota il pallone del 2-0. Solo a 10 minuti dal termine la Nuova Zelanda riesce a creare un pericolo: Akinfeev vola su Thomas, poi dall'angolo successivo è Zhirkov a sputar fuori proprio sulla linea un gran colpo di testa di Smith. Finale di marca russa e nuovamente Marinovic protagonista: prima su Smolov, poi sul neo entrato Bukharov. Niente 3-0, ma l'esordio è vincente.

La statistica chiave

Nona sconfitta nelle 10 partite disputate nella Confederations Cup dalla Nuova Zelanda: l'unico risultato positivo è uno 0-0 rimediato contro l'Iraq nell'edizione del 2009.

Il tweet

Il migliore in campo

Marinovic. Commette un fallo - non visto - da rigore, ma se non ci fosse lui, con le sue parate, i gol della Russia sarebbero molti di più. E ciò racconta la gara più di ogni statistica.

Il peggiore in campo

Rojas. Difficile indicare il peggiore in una Nuova Zelanda che ha mostrato pochissimo. Scegliamo lui: mai in partita, incapace di creare pericoli, spettrale.

Il tabellino

Russia (3-5-2): Akinfeev; Dzhikya, Vasin, Kudriashov; Samedov, Erokhin (77' Tarasov), Glushakov, Golovin, Zhirkov; Smolov (90' Miranchuk), Poloz (64' Bukharov). Ct. Cherchesov

Nuova Zelanda (5-3-2): Marinovic; Colvey (84' Patterson), Smith, Durante, Boxall, Wynne; Barbarouses (61' Tuiloma), McGlinchey, Thomas; Rojas (71' Smeltz), Wood. Ct. Hudson

Arbitro: Wilmar Roldan (Colombia)

Gol: 31' Glushakov, 69' Smolov

Note: -

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