"Volevo solo pedalare" di Alex Zanardi, Rizzoli

A 50 anni, la stella dello sport italiano torna a raccontare una storia di riscatto semplicemente unica. Da leggere tutto d’un fiato, così come Alex ci ha insegnato a vivere. Senza mai arrendersi, senza mai mollare e senza mai smettere di sognare.
Serie A
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"1976, Storia di un trionfo" di Lucio Biancatelli e Alessandro Nizegorodcew, Ultra sport

Sono due autori di diversa anagrafe, Lucio Biancatelli e Alessandro Nizegorodcew, a chiudere una stagione di ottime pubblicazioni “tennistiche” con il racconto di un anno formidabile, il 1976, la storia di un'impresa sportiva protetta dal destino e di un fallimento politico stracciato in Cile, con la forza di una maglia rossa e la grazia della racchetta. 1976 è l'età aurea del tennis italiano, è il romanzo d'appendice dei 4 moschettieri che fecero l'impresa: vincere la Coppa Davis per la prima e (ancora) unica volta nella storia del nostro sport. Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti, Tonino Zugarelli, compagni di squadra, figli di storie umane così diverse: «Di sicuro - spiega Vincenzo Martucci - il doppio di Roma sulla premiata ditta di campioni di Wimbledon “Newcombe&Roche” fu la svolta miracolosa». Di certo, era tutto iniziato proprio nel tempio di Londra quando Zugarelli (“L'ammazzainglesi”, altrochè riserva!) sconfisse Roger Taylor. Senz'altro, il trionfo al Foro Italico contro la corazzata Australia fu la vera finale di quell'incredibile Coppa Davis. E il capitano era il più decorato dei tennisti italiani, Nicola Pietrangeli, che commenta una «vergogna» politica con un piglio ancora (troppo) controverso; e la stella della squadra era Adriano Panatta, qui raccontato “alla romana” dal fratello Claudio, che quell'anno incantò il mondo vincendo gli Internazionali e il Roland Garros. 1976 è un libro scritto dai campioni sul “cammino di Santiago” e dai grandi cronisti dell'impresa: Marina Sbardella, Roidi, Garbo, Scanagatta, Baccini, Tauceri, Cacioppo, il grande Galeazzi, “L'antitaliano” Tommasi e lo scriba Clerici... «Non si giocano volée con il boia Pinochet!». Un racconto in bianco e nero di firme e racchette d'altri tempi, un tennis dal sapore antico e che vorremmo avesse ancora un gusto modernissimo. (Fabio Disingrini)

"Sempre avanti. La mia storia segreta" di Mauro Icardi, Sperling & Kupfer

Finito alla ribalta soprattutto per il racconto sull'infuocato battibecco coi tifosi dell'Inter dopo la sconfitta col Sassuolo, la biografia di Mauro Icardi nasconde però anche altre facce della medaglia del talentuoso capitano nerazzurro. Da come sia nata la sua storia d'amore con Wanda Nara, alle sue candide origini che ne hanno indelebilmente segnato il destino fino a renderlo un ragazzo che a soli 23 anni ha una maturità fuori dal comune. (Alessandro Brunetti)

"Simoni si nasce" di Rudi Ghedini, Luca Tronchetti e Luca Carmignani, Goalbook edizioni

"In fondo lui non pretendeva di cambiare il mondo, ma neanche il mondo è riuscito a cambiare lui”. La frase non è stata pronunciata da uno dei 262 giocatori con cui Gigi Simoni ha condiviso spogliatoi e trasferte, ma nemmeno da uno dei 607 che ha allenato. Appartiene a Claudio Baglioni, l’amico-cantante del tecnico-gentiluomo che apre una biografia che non dovrebbero leggere solo gli amanti del pallone. Il nativo di Crevalcore in 62 anni di carriera ha lasciato un segno nel calcio: ha conquistato 12 promozioni, da calciatore e da tecnico ha vissuto nelle piazze più importanti ed è sempre rimasto se stesso, fino alle annate da direttore tecnico e presidente. Da queste pagine emerge l’umiltà di un uomo che non ha mai alzato i toni, che al massimo ha concentrato la rabbia in due parole, quel “Si vergogni” del 26 aprile 1998. Niente di più. Un uomo che racconta aneddoti ed esperienze notevolissime, come l’amicizia con Gigi Meroni o la scommessa “persa” con Ronaldo, improvvisatosi barbiere per la gioia più grande. Gigi Simoni non ha mai serbato rancore a nessuno, nemmeno a Massimo Moratti per un esonero maturato dopo le vittorie contro Real Madrid e Salernitana, nel giorno in cui fu insignito della Panchina d’oro. Una decisione di cui l’ex presidente dell’Inter si pente ancora oggi. D’altronde, si è conquistato il rispetto di tutti perché Signori, pardon Simoni, si nasce. (Alessandro Dinoia)

"Con le mie mani" di Giorgio Petrosyan, Rizzoli

Uno splendido racconto di vita, ancor prima che di sport. La storia di Petrosyan, nato in Armenia e sfuggito alla patria nel 1999 per trovare rifugio in Italia dopo dieci giorni passati nascosto nel rimorchio di un camion. L’incredibile parabola che lo ha visto rinascere a Gorizia e diventare il numero uno assoluto del kickboxing, premiato nel 2014 con la cittadinanza italiana per meriti sportivi. Un sogno divenuto realtà. (Mattia Fontana)

"Locos por el futbol" di Carlo Pizzigoni, Sperling & Kupfer

Una guida precisa, evocativa e poetica sul calcio sudamericano. Nazione per nazione, Pizzigoni riordina con meticolosità e passione la storia del futbol locale, dagli inizi fino all’attualità. Una storia del pensiero calcistico che si fonde con la realtà sociale di paesi tanto lontani quanto affascinanti se visti dalla nostra prospettiva. Da non perdere la prefazione di Federico Buffa e la postfazione di Daniele Adani, due firme che vanno a comporre un tridente perfetto per tutti gli appassionati di Sudamerica e calcio. Imperdibile. (Mattia Fontana)

"Guida NBA 2016-17" di Mauro Bevacqua, Baldini e Castoldi

La squadra composta da Davide Chinellato, Dario Vismara, Francesco Pacifico, Dario Costa e Andrea Beltrama e diretta da Mauro Bevacqua ci aiuta a orientarci nei meandri del campionato NBA 2016/2017 ne Guida NBA per Baldini&Castoldi. Con stile fluido e scorrevolmente buffiano gli autori cristallizzano i valori in campo e provano a spiegarci se sarà davvero cavalcata trionfale dei “guerrieri” Durant-Thompson-Curry o ci sarà spazio per qualche ribaltone (lebroniano o non). Per gli aficionados dell’NBA tutto ciò rappresenterà un gustoso ripasso con infiniti stimoli di discussione, per i neofiti o per chi seguisse il basket d’Oltreoceano superficialmente Guida NBA 2016/2017 avrà i crismi del manuale di testo da consultare anche a stagione in corso. Già, perché alla stringente attualità gli autori accompagnano aneddoti sparsi sulla lega più bella al mondo e un excursus sulla storia delle franchigie. Per non farsi mancare niente, introduzione a cura di Marco Belinelli e Danilo Gallinari. (Paolo Pegoraro)

"Duellanti" di Paolo Condò, Baldini e Castoldi

Da leggere tutto d’un fiato. Una delle migliori penne italiane torna sui luoghi cari, quelli della rivalità spagnola tra Real Madrid e Barcellona. Come? Raccontando le quattro sfide in meno di un mese che decisero la stagione 2010-11, quando la tensione tra José Mourinho – allora tecnico merengue – e Pep Guardiola – ancora in Catalogna – sfiorò il clima della guerra di stato. Preciso, raffinato e ispirato. Nella speranza che, fra qualche anno, vi sia materiale per un secondo capitolo con ambientazione mancuniana. (Mattia Fontana)

"A canestro. La passione per il basket è diventata la mia vita" di Idan Ravin, Baldini e Castoldi

Uno dei testi più sottovalutati presente ora in libreria. Perché sottovalutato è lo stesso autore, uno degli uomini meno in vista eppure più incisivi della NBA. Il tecnico che nel corso degli anni ha curato i fondamentali di stelle del calibro di Stephen Curry e LeBron James, costruendo una carriera innovativa partendo dalla passione incrollabile per il basket. Un autodidatta che è finito a insegnare ai campioni più invidiati del mondo. Una storia per tecnici e appassionati, non necessariamente di pallacanestro. (Mattia Fontana)

"Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato" di Chris Anderson e David Sally, Mondadori

Uno dei testi che ha rivoluzionato la percezione e l’analisi critica del calcio è finalmente sbarcato in Italia, dopo essere divenuto un best seller all’estero. Anderson e Sally raccontano il lungo processo che ha reso le statistiche un parametro di riferimento imprescindibile per gli operatori del settore, ma anche per giornalisti e tifosi. Il tutto senza mai complicare il quadro, anzi rendendo più semplice l’approccio a un argomento ancora guardato con scetticismo dalle nostre parti. Consigliato a chi intende andare oltre la semplice analisi di una partita, a chi vuole capirne di più e a chi non pensa che associare numeri e pallone macchi la bellezza di uno sport unico. (Mattia Fontana)

"Il Brasile d’Europa. Il calcio nella ex Jugoslavia tra utopia e fragilità" di Paolo Carelli, Urbone Publishing

18 luglio 1971: perché O’Rey Pelè elegge ad avversaria in occasione della sua partita d’addio al calcio proprio la Jugoslavia? Tra tutte le superpotenze al mondo, una Nazionale forte sì, ma incompiuta: il mistero è presto risolto, perché gli slavi a tutti gli effetti erano e sono tutt’ora i brasiliani d’Europa. Come ci racconta lo storyteller Paolo Carelli nel suo Il Brasile d’Europa. Il calcio nella ex Jugoslavia tra utopia e fragilità Pelè stimava profondamente il gioco corale e la tecnica sopraffina dei singoli interpreti Jugoslavi; sentiva che parlavano la stessa lingua. Il libro di Carelli è un suggestivo viaggio nel cuore del calcio e del retroterra jugoslavo, dalla gestazione della Nazionale ai trionfi sfiorati sino all’atto conclusivo, quella squalifica dai Campionati Europei del 1992 a pochi giorni dal calcio d’inizio, quando in patria divampava già un’orribile guerra. Una Nazionale, quella jugoslava, debordante di talento e forza fisica ma al contempo caratterizzata da una fata instabilità emotiva, esposta dunque per sua stessa natura a cocenti delusioni. Imperdibile affresco per ogni storico del futbol che si rispetti. (Paolo Pegoraro)

"999 Storie vere dei campioni mancati" di Paolo Amir Tabloni, Diabasis

Un altro lato della medaglia c'è sempre. Che ci piaccia o no non possiamo farci proprio nulla. Per ogni campione che emerge e riesce a realizzare il suo sogno, ci sono tanti per cui quella chimera è svanita. Tabloni, scrittore e portiere dilettante con un passato nelle giovanili del Parma a metà anni 90 (gli anni di Buffon per intenderci, ci narra queste storie senza prendere posizione o giudicare: facendo solo capire al lettore che il calcio non è tutto rose e fiori e si può anche fallire. L'importante, come d'altronde in ogni ambito della vita, è saper rialzarsi, reagire e trovare la propria strada. Perché perdersi nel calcio non significa, quasi mai, essere dei perdenti o dei falliti nella vita. (Stefano Dolci)

"Vietato dire non ce la faccio" di Nicole Orlando e Alessia Cruciani, Piemme

L'autobiografia di una campionessa ostinata e sempre positiva: la testimonianza migliore che la sindrome di down non deve essere vista come una disgrazia ma solamente come un altro tipo di normalità. In 160 pagine Nicole rivive le tappe della sua vita: il disorientamento dei genitori al momento della diagnosi, la voglia di non darsi mai per vinta e non cercare mai alibi. Lo sport come centro di gravità permanente grazie al quale scoprire la propria essenza e scoprire di essere la numero uno. In gara e nella vita. (Stefano Dolci)

"Strikers - Viaggio in Irlanda del Nord tra George Best e Bobby Sands" di Alessandro Colombini, Urbone Publishing

Un viaggio ai confini dell'Europa, in Irlanda del Nord. Alessandro Colombini, già giornalista e blogger per Minuto Settantotto, racconta la sua Irlanda del Nord e il modo di vivere calcio in una regione remota dell'Europa, con le sue problematiche con l'Éire e con il Regno Unito. Si parlerà non solo di pallone, anche se si toccheranno vette altissime con le storie di Liam Coyle e George Best, ma anche di politica attraverso l'azione dell'attivista nordirlandese Bobby Sands che morì nel 1981 dopo 66 giorni di sciopero della fame. Questo perché, tra la fine degli anni 70 e gli anni 80, non si poteva parlare di calcio in Irlanda del Nord senza fare riferimenti anche a politica e religione. Una storia cruda, a volte cruenta, a volte bellissima. Questo il viaggio che ci fa fare Colombini che ci svela un'altra sfaccettatura del Mondo del calcio, ben diverso dalle creste delle star, dai soldi delle televisioni e dai Mondiali giocati in inverno. (Luca Stamerra)

"La contabilità dell'anima" di Luigi Guelpa, Urbone Publishing

Un interessante, quanto problematico viaggio in Africa. Edo e Mark ripartono da Tangara, per provare a riscattarsi: Edo da una vita sfrenata fatta di alcol e donne e una carriera di giornalismo in declino, Mark da una brutta storia di scommesse e da una carriera di calciatore pressoché finita. Per entrambi, però, il viaggio in Africa non sarà solo un'avventura, ma un viaggio interiore dove scoprire veramente sé stessi. “La terra scotta sotto i loro piedi, le abitudini sono diventate pesi intollerabili, i ricordi incalzano come spettri e il futuro, orfano di un progetto, si sfarina nella trama scura dei loro sonni senza sogni”. Questo è il loro sentimento, queste le loro pene, questo il loro viaggio. Un testo toccante quello di Luigi Guelpa che con la sua scrittura ci impone una riflessione su chi sta peggio di noi e su cosa è realmente importante nella nostra vita. (Luca Stamerra)

"La mia rivoluzione" di Johan Cruyff, Bompiani

Cruyff racconta Cruyff. Chi meglio del diretto interessato (con l'aiuto di Jaap de Groot, giornalista del "De Telegraaf") avrebbe potuto narrare meglio le gesta di un calciatore delizioso che si è trasformato in un allenatore illuminato prima e in un dirigente visionario poi? Semplicemente, l'uomo che ha rivoluzionato il calcio. Un auto-revisione, quella di Johan, edita sei mesi dopo la morte in seguito a cancro ai polmoni, che tocca tutti gli ambiti della sua vita: dai primi calci al pallone e i successi con la maglia del suo Ajax, alle tante esperienze all'estero, che ne hanno formato carattere e idee, tra Barcellona e Stati Uniti. Ajax e Barcellona, le due realtà più plasmate dalle sapienti mani di Cruyff; l'uomo che ha saputo cullare, perfezionare e tradurre in realtà l'idea tutta olandese di calcio totale. Un calcio che nasce dalla qualità ma non può prescindere dal gruppo: è dal suo pensiero – unito a quello dei suoi allenatori che Cruyff non smette mai di citare – che prende forma il Dream Team blaugrana di fine anni '80, a sua volta modello e ispirazione delle squadre fenomenali di Frank Rijkaard e Pep Guardiola che segneranno indelebilmente la storia del calcio moderno. Romanzo godibilissimo che soddisfa i palati affamati di calcio, quello pensato e giocato, ma che strizza anche l’occhio a chi fa della famiglia e degli affetti una parte importante della propria vita. (Davide Bighiani)
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