Il momento più difficile della carriera di José Mourinho è adesso. Messo alla porta da Abramovich nel dicembre del 2015, lo Special One ha aspettato l’estate e, dopo un’estenuante trattativa, ha realizzato il suo sogno: allenare il Manchester United. A lui sono state date le chiavi per la ricostruzione dei Red Devils, chiamati a risorgere dopo anni di anonimato successivi l’addio di Sir Alex Ferguson. Dopo un incoraggiante inizio di stagione, lo United sembra essersi perso strada facendo: funziona pochissimo nella squadra messa in piedi da Mou, che il giorno dopo la sconfitta in Europa League contro il Fenerbahçe viene attaccato dalla stampa inglese senza troppi giri di parole. La realtà dei fatti ci dice che il calcio dello Special One è probabilmente un calcio passato, e anche la sua caratteristica fondamentale, il saper tirare fuori dalla sua squadre forze ed energie sconosciute, pare non essere più così performante come una volta. I suoi nemici, così come li chiama Mourinho, ora ridono di lui, e il suo provocare gli altri, sempre e comunque, non fa neanche più notizia. Cosa gli sta succedendo? Non si è evoluto, e forse è semplicemente invecchiato. Succede a tutti, anche a quelli che si considerano speciali…

Premier League: la vetta è lontana 8 punti

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Tre vittorie nelle prime tre partite, poi il buio, evidenziato da un solo successo (contro il Leicester) nelle successive sette. In più, la squadra non trova più nemmeno la via della rete: un sol gol nelle ultime quattro, zero nelle tre più recenti. E sì che – anche se in maniera piuttosto sconclusionata – lo United davanti alla porta ci arriva: contro il Burnley, per fare un esempio, erano stati 37 i tiri all’indirizzo del portiere avversario, ma sfortuna e scarsa precisione avevano impedito ai Red Devils di trovare il gol che avrebbero anche tutto sommato meritato. La classifica piange: la corazzata United, che a inizio stagione sembrava già pronta per vincere il campionato, vive invece un momento di crisi profonda, di gioco e di risultati. E la vetta, occupata in questo momento dal terzetto formato da City, Arsenal e Liverpool (proprio Guardiola e Wenger, due dei più grandi nemici di Mourinho, più Klopp), è già distante 8 punti…

Europa League: la sconfitta contro il Fenerbahçe complica la qualificazione

Risultati alla mano, il Manchester United è più fuori che dentro. Mourinho avrà bisogno di un successo tra due settimane contro il Feyenoord, da cui è stato battuto nella gara d’andata, altrimenti sarà costretto a dire addio all’Europa già a novembre. Non sarà facile, ma la vittoria è assolutamente alla portata dei Red Devils, che se non altro avranno la possibilità di giocarsi il match da dentro o fuori davanti al pubblico di casa. E, questo, è un dettaglio da non sottovalutare, visto che le 2 sconfitte in Europa (su 4!) sono maturate lontano da Old Trafford: contro appunto Feyenoord, alla prima giornata, e contro il Fenerbahçe, a Istanbul, in quella più recente, dove non è bastato il 65% del possesso palla totale, e la classica mossa di Mourinho nel finale (dentro tutti gli attaccanti), per violare il fortino eretto dalla squadra di casa.

Ibrahimovic nervoso, Pogba infortunato: la crisi non è solo di risultati

La sontuosa campagna acquisti estiva dello United, che ha portato a Manchester, tra gli altri, Ibrahimovic e Pogba, non ha convinto. Il centravanti svedese, più volte vicino alla rissa contro il Fenerbahçe, vive un momento di grande nervosismo. Era partito fortissimo, 4 gol nelle prime 4 di Premier League, ma dopo il botto iniziale si è completamente fermato: non segna dal 29 settembre (in Europa League, contro lo Zorya), e più in generale non riesce a essere protagonista negli schemi dello United. Che fatica terribilmente a imporre il proprio gioco e che sembra non aver ben recepito i dettami tattici di Mourinho. Con Ibra, è in difficoltà anche Pogba. Il centrocampista francese, che è stato costretto a uscire per infortunio contro il Fenerbahçe dopo mezz’ora di partita, non si è ancora scrollato di dosso l’etichetta di giocatore più pagato della storia del calcio. Le sue prestazioni ne risentono, la stampa non gli perdona niente e lui non gioca tranquillo, anche perché non aiutato dalla squadra. La situazione è delicata: a Mourinho trovare la quadra per uscire dal momento negativo. Da capire se il portoghese ha ancora la forza (e le intuizioni giuste) per farlo...
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