“Quando vado in giro per la mia città uso la Panda. Pensavo: ma a chi interessa un film sulla mia vita? Di mio non l’avrei mai fatto. Mi ha convinto il mio manager Vittorio”.
Questa frase, pronunciata in sede presentazione del film, la dice lunga su quello che è il personaggio di Roberto Baggio. Il 26 maggio su Netflix esce “Il Divin Codino”, pellicola biografica sulla vita del talento di Caldogno. L’umiltà di uno dei giocatori italiani più forti della storia, forse il più forte, è una delle caratteristiche che ha reso Baggio uno dei personaggi più amati dello sport. Roby, perché se dici Roby pensi subito a lui, ha meritato questo omaggio sulla sua vita e vedremo se l’opera diretta da Letizia Lamartire e scritta da Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo (autori della serie 1992) sarà in grado di rendergli il giusto tributo.
Calciomercato 2020-2021
Conte vicino allo United, l'Inter blinda Barella
41 MINUTI FA
“C’è stato un momento – ha dichiarato durante la presentazione - quando mi sono rotto il ginocchio la seconda volta a 35 anni in cui ho pensato di ritirarmi. Il mio sogno era quello di andare ai Mondiali in Corea e Giappone nel 2002. Quando ho subito quell’incidente ho detto che era meglio chiudere lì, mancavano pochi mesi e mi ero veramente abbattuto. Poi passa la rabbia e quando hai delle persone che ti sanno consigliare cambi la tua visione e torna la voglia di rimettersi in gioco per tornare a sognare ancora”.
Per il ruolo del protagonista è stato scelto l’attore Andrea Arcangeli, dalle prime immagini molto somigliate all’ex attaccante di Juventus e Inter. Come lui stesso ha rivelato, si è dovuto sottoporre a una preparazione maniacale per interpretare Baggio:
“Ho letto e visto tutto quello che ho trovato su di lui. Dormivo con la sua voce in sottofondo. A un certo punto ho letto un’intervista in cui diceva: l’importante alla fine è sapere che tu hai fatto tutto quello che potevi fare. Quando ho letto questa frase ho capito come dovevo interpretare Baggio.”
Non sarà stato semplice entrare nella forte sensibilità dell’ex calciatore, ancorato ad una fortissima impronta spirituale determinante per la sua carriera:
“La parte spirituale credo che sia fondamentale in ogni situazione, ha dichiarato durante la presentazione del film. Il buddhismo mi ha insegnato che tutto proviene da un cambio di atteggiamento. La mia famiglia è stata un’altra grande fortuna della mia vita”.
Un’operazione coraggiosa, appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del calcio e del ‘Divin codino’, vederemo se riuscirà ad entrare nei cuori dei tifosi così come ha fatto l’immenso Roby Baggio.

Nostalgia Italia: il 5 luglio, il giorno dei miracoli di Paolo Rossi e Roberto Baggio

Serie A
Sampdoria-Spezia 2-1, pagelle: Candreva e Silva anima blucerchiata
11 ORE FA
Ligue 1
Fumogeni in campo: Saint-Etienne-Angers ritarda di un'ora
11 ORE FA