Ibrahimovic re di Milano

Ormai a parlare di Zlatan Ibrahimovic si rischia di essere retorici e ridondanti. Quindi ci affidiamo a un po' di numeri che rendono l'idea. Lo svedese ha eguagliato Silvio Piola come giocatore che ha segnato il maggior numero di marcature multiple in Serie A dopo i 38 anni (4, oltre al derby bisogna contare quelle contro Sassulo, Sampdoria e Bologna). Non solo: a 39 anni e 14 giorni, è diventato il giocatore più anziano a segnare nella storia del derby di Milano. E se non bastasse andatevi a rivedere Inter-Milan 1-2: Ibra ha segnato 2 gol, si è procurato il rigore del primo, ha giocato tutti i 90 minuti e ha trascinato il Milan alla vittoria in casa nerazzurra che mancava da 10 anni. Campione infinito, altro che retorica.

Serie A
Pioli: "Scudetto? Non ci poniamo né limiti né obiettivi"
18/10/2020 A 06:55

Inter troppo fragile dietro

Sono 8 i gol subiti dall'Inter nelle prime 4 giornate di campionato: 3 dalla Fiorentina, 2 dal Benevento, uno dalla Lazio e 2 dal Milan. Al netto delle assenze tra giocatori acciacciati e positivi al Covid-19, la sensazione è che la squadra nerazzurra sia troppo sbilanciata in avanti. Le due reti prese dal Milan sono inconcepibili per una squadra che vuole competere ai massimi livelli: il centrocampo è stato scavalcato con due-tre passaggi piuttosto scolastici, e De Vrij, D'Ambrosio e Kolarov si sono ritrovati in inferiorità numerica in un amen. "Serve maggiore equilibrio", ama ripetere Conte ogni volta che ne ha l'occasione, ma finora questo equilibrio non si è visto. E se l'attacco si inceppa, sono dolori.

Pioli, prova di maturità

Il tecnico milanista era atteso al varco. Imbattuto da marzo, il Milan era chiamato a una prova di maturità contro una candidata allo Scudetto come l'Inter. La prova è stata superata a pieni voti e gran parte del merito va attribuita a Stefano Pioli: ha preparato il derby alla perfezione confezionando una trappola mortifera per Antonio Conte. La mossa chiave? La decisione di schierare Leao dal 1' largo a sinistra, una spina nel fianco per una difesa interista troppo esposta. Questo Milan è una squadra vera.

Lavagna tattica: jolly Leao, Re Ibra, Inter ko

Conte-Eriksen, così non va

Il rapporto tra Antonio Conte e Christian Eriksen è ai minimi storici. Una delle immagini simbolo di questo derby sfortunato per i colori nerazzurri è quell'appoggio sbagliato dal danese all'altezza della linea del fallo laterale negli ultimi scampoli di partita. Un gesto tecnico sconcertante per un giocatore che in Nazionale si esalta e che appena respira l'aria di Appiano Gentile si perde. Siamo a un bivio: Eriksen, acquistato per dare qualità al centrocampo dell'Inter, rischia di essere non solo un corpo estraneo ma persino un elemento controproducente. Soprattutto se il suo atteggiamento continuerà a essere quello visto nel derby.

Christian Eriksen

Credit Foto Getty Images

Senza pubblico non è vero derby

La partita ha regalato gol e spettacolo dal primo all'ultimo minuto, e questo va detto. Eppure, non ce ne vogliano Inter e Milan, assistere a un derby di Milano in un San Siro semideserto è stata un'esperienza piuttosto angosciante. La stracittadina milanese vive anche, se non sopratttutto, sulla tensione sportiva, sulle urla dei tifosi assiepati sugli spalti, sugli sfottò, sulle coreografie, sul rumore e sulla bolgia. Non si è visto niente di tutto questo, purtroppo. Speriamo che questo brutto periodo passi in fretta. Per il bene di tutti, anche del calcio.

San Siro deserto

Credit Foto Getty Images

Il derby di Zlatan, l’uomo giusto per rompere il tabù

Serie A
Inter-Milan 1-2, le pagelle: Ibra show, Lukaku non basta
17/10/2020 A 18:22
Serie A
Ibra sfata il tabù derby: 2-1 all'Inter, Milan 1° in solitaria
17/10/2020 A 17:57