Ci sono posti del mondo in cui vincere, (nel calcio, nello sport, nella vita) vale di più. Quasi per convenzione. Elencarli non servirebbe, anche perché ogni tifoso appartiene a una propria, particolarissima corrente di pensiero in grado di confermare o smentire teorie a riguardo, a seconda delle preferenze. E i protagonisti di questa favola meritano, per una volta, tutti i riflettori possibili e immaginabili.

Il villaggio di Distomo (Grecia)

Credit Foto Eurosport

Stiamo parlando di Distomo, villaggio greco che oggi non arriva a contare 2mila abitanti, massacrato dai nazisti nel 1944 e che oggi vive giorni di festa per la conquista della promozione in terza serie (la Football League 2, primo stallo del calcio professionistico ellenico) dell'Amvrysseas, gli "Immortali" dalle casacche bianche e rosse.
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La Grecia interna, la Grecia del dolore. E l'impresa degli "Immortali"

"Immortali", perché è il significato di Ambrissos, nome della Distomo antica. Se volete applicare una colonna sonora a questa storia, potreste tranquillamente utilizzare il motivetto del maestro Giancarlo Bigazzi nel film "Mediterraneo", solo che in questa parte di Grecia il mare non c'entra. Siamo in piena Beozia dalle parti di Tebe, Parnassos, Levadia... Ovvero, entroterra e montagna.

Grecia, una formazione dell'Amvrysseas Distomo per la stagione 2016-2017

Credit Foto facebook

Tanto per restare in tema con la pellicola da Oscar di Gabriele Salvatores, questo è più un posto da fratelli Munaron, per intenderci. Ebbene, l'Amvrysseas di mister Aggelos Kyriakou ha vinto il campionato di Enóseis Podosfairikón Somateíon o, meglio, il raggruppamento della Beozia di quarta serie, conquistando 73 dei 78 punti a disposizione:
"Una vittoria che dedichiamo a queste persone: giocare per loro è qualcosa di unico, indescrivibile. Farle felici è il nostro primo pensiero", ha spiegato a Eurosport Italia l'esterno destro della squadra, fondata nel 1928, Hairs Kipreos.

L'incubo nazista, datato 10 giugno 1944

Le ragioni di Kipreos, come detto, stanno scritte nella storia. Non di quella antica, mitologica della Grecia. Bensì di quella contemporanea, che rimanda alla Seconda Guerra Mondiale. E a quel pomeriggio del 10 giugno 1944. Durante una delle loro rappresaglie, i nazisti torturarono, seviziarono, uccisero nella maniera più violenta 218 abitanti, per lo più donne, anziani, bambini, anche neonati. La più giovane aveva soltanto due mesi di vita. Agirono in fretta, prima che gli uomini rientrassero in paese dai campi, in cui lavoravano la terra. Talmente in fretta da pitturare col sangue, per non perdere tempo, una grossa "X" sulle porte delle case in cui avevano già compiuto il massacro. Quella cicatrice tra Grecia e Germania è tuttora aperta, e il perenne rifiuto di Berlino a pagare un fondo di compensazione per quel crimine della Wehrmacht, non ha di certo aiutato.

Il mausoleo di Distomo, in Grecia

Credit Foto Eurosport

Una tragedia rimasta sottopelle

Nella storia dell'Amvrysseas ci sono squadre che hanno regalato lustro al paese: come quella del 1930, due anni dopo la fondazione. Oppure quella del 1956, da molti ricordata come "leggendaria" e in cui giocavano i parenti più stretti di quel massacro.
A Eurosport Italia parla Garyfalos Petrakos, direttore generale, vecchia gloria e deus ex machina dell'Amvrysseas Distomo, club che ha servito per una vita intera:
"Oggi è un giorno di festa e da noi i giorni di festa sono preziosi. Aiutano a dimenticare un passato di dolore, che è sottopelle anche per quelli che, come me, non erano ancora nati all'epoca dei fatti. Lo viviamo attraverso le testimonianze dei nostri padri, dei nostri nonni. Ce lo ricordano i libri e il nostro mausoleo. I ragazzi dell'Amvrysseas sono eroi: perché la loro, la nostra vittoria, ha strappato sorrisi e regalato giorni di gioia agli abitanti del villaggio".

L'Amvrysseas e la felicità

Una gioia concretizzatasi nelle ultime due giornate: la vittoria esterna contro il Parnassos per 2-0 e quella roboante, per 5 a 0 - nell'ultima giornata di campionato contro il PAO Kyriaki. Gli ultimi due atti stagionali che hanno vinto l'ostica concorrenza del Kitherónas e che hanno fatto volare gli "Immortali" tra i "prof" della Grecia calcistica, traguardo che da queste parti, mancava dal 1982.

Tifosi Amvrysseas Distomo

Credit Foto facebook

Il tutto, grazie all'esperienza di capitan Ilias Avrampos e, soprattutto, alla miriade di gol (34, in tutto) realizzati dal centravanti biancorosso Marios Plakidas.
Ora, però, c'è un problema da risolvere: il campo sportivo, di puro stampo dilettantistico. Qualche lavoro è stato finanziato dai privati, specie dagli abitanti di Distomo emigrati in America e che tornano, spesso, a trascorrere qui le vacanze estive: "Ma serve un aiuto dal governo anche se sappiamo che, coi tempi che corrono - aggiunge Petrakos -, non è affatto semplice". Al momento, spazio ai festeggiamenti: di un gruppo affiatato composto da giovani locali, che ha regalato un sogno a quel piccolo villaggio vissuto nell'incubo.
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