La finale dei Mondiali di Italia '90 tra Germania e Argentina venne decisa da un rigore concesso dall'arbitro messicano e di origini uruguaiane Edgardo Codesal per fallo di Sensini su Voeller. Un penalty molto dubbio che scatenò le proteste dei giocatori argentini e, in particolare, di Diego Armando Maradona. A distanza di quasi 30 anni da quella partita (era l'8 luglio 1990) l'ex direttore di gara vuota il sacco ai microfoni della radio uruguaiana Tirando Paredes e parla sia dell'episodio controverso, sia - soprattutto - del suo rapporto in campo con il Pibe de Oro.

Su Maradona

Avrei potuto espellerlo per il suo insulto durante l'esecuzione dell'inno dell'Argentina, ma ho capito la situazione e l'ho gestita. E quando ho deciso di espellere Monzon (al 65', ndr), è venuto da me dicendomi che ero stato mandato dalla Fifa per rubargli la partita. Ho visto Maradona fare cose in campo che meritano la mia ammirazione e il mio rispetto. Come giocatore è stato il migliore, ma è una delle persone peggiori che io abbia mai conosciuto in vita mia
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Sul rigore concesso alla Germania

Non si discute. Ci sono due situazioni. Dal punto di vista anatomico, Sensini ostacola Voeller nel modo più difficile ed è quindi quasi impossibile evitare il contatto con la gamba destra. In più appoggia anche l'avambraccio all'altezza della vita

Le minacce

Mi fa male vedere tanti argentini che continuano a trattarmi male. Ho un grande affetto per loro e mi spiace che alcuni siano così. Ancora oggi ricevo messaggi nei quali si augurano che i miei figli e i miei nipoti muoiano di Coronavirus, in modo che possano vedermi soffrire

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