Questa sera, a Budapest è in programma una festa tutta a tinte rossonere: la Honvéd ha appena vinto la Nemzeti Bajnoksàg I 2016/2017, vale a dire il massimo campionato ungherese. Decisiva è stata la vittoria di poco fa contro il Videoton col punteggio di 1-0, con rete del centravanti Eppel all’inizio del secondo tempo. Peraltro, le due compagini condividevano il primo posto in classifica con 62 punti. Oggi era dunque la partita della vita.
La Honvéd ha rotto un vero e proprio incantesimo: l’ultimo torneo in bacheca risaliva infatti alla stagione 1992/1993. Quello di quest’anno è il quattordicesimo.
Il “Bozsik Stadion”, fortino della squadra della capitale e impianto da più di 9.000 posti, registrava il tutto esaurito già da lunedì mattina.
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Il club in questione è uno dei più famosi e prestigiosi del paese magiaro. Si tratta di una polisportiva nata nel 1909 sotto il nome di “Kispest”. Ma nel 1949, sotto la gestione del ministero della difesa, viene ribattezzata con l’appellativo “Honvéd”, termine che significa “difensore della patria”. Proprio questo periodo coincide con il momento d’oro della squadra di calcio, considerata la migliore e la più importante d’Europa. Tra i vari campioni che vestono la maglia rossonera ricordiamo le leggende locali Ferenc Puskas, Jozsef Bozsik, Zoltan Czibor e Sandor Kocsis.
Dal 2006 invece, dopo un lungo periodo di anonimato in termini di risultati, il nuovo presidente è l’americano (ma di madre ungherese) George Hemingway, importante business man, nonché socio della catena di fast food “Kentucky Fried Chicken”, meglio conosciuta con l’acronimo KFC.
Tuttavia, nel grande successo di stasera c’è anche un po’ di Italia. L’allenatore è Marco Rossi, 52 anni ed ex difensore di Sampdoria e Piacenza.
I suoi assistenti sono Cosimo Inguscio e Giovanni Costantino.
L’approdo di Rossi in Ungheria avviene nell’estate 2012, quando Fabio Cordella, uomo di esperienza internazionale, è il nuovo direttore generale rossonero, incarico che ricopre fino all’inizio del 2015. Non a caso nel biennio 2012-2014 arrivano all’ombra del “Bozsik Stadion” diversi giocatori nostrani: Raffaele Alcibiade, Andrea Mancini, Emanuele Testardi, Emiliano Bonazzoli, Arturo Lupoli e Davide Lanzafame. Mentre verso la fine di tale arco temporale la società aveva effettuato un tentativo, ma senza successo, di portare a Budapest anche Alessandro Del Piero e Fabrizio Miccoli.
Tra i calciatori sopracitati, Lanzafame, cresciuto nel vivaio della Juventus e con alle spalle tante stagioni in Serie A e in Serie B, ha fatto ritorno alla Honvéd alla fine di agosto.
In questo campionato ha realizzato 11 gol in 24 presenze.
E’ il secondo marcatore della squadra dopo il suo compagno di reparto Marton Eppel, eroe di stasera e autore di 16 centri totali. Inoltre, l’ex bianconero, che a febbraio ha compiuto 30 anni, ha raggiunto un record storico, andando a segno per sette match consecutivi, precisamente tra la 9^ e la 15^ giornata. Soltanto altri sette giocatori nella storia del club erano riusciti a compiere questa importante striscia.
Altra nostra vecchia conoscenza nella rosa di Rossi è il terzino sinistro Zsolt Laczko, che negli anni passati ha militato tra le fila di Sampdoria, Vicenza e Padova. Nell’appena terminata Nemzeti Bajnoksàg I è sceso in campo in 14 occasioni.
A livello di collettivo, invece, la squadra ha raccolto 20 vittorie, 5 pareggi e 8 sconfitte in 33 turni totali.
Il rivale di questo scudetto è stato il Videoton. La compagine di Székesfehérvár, città di circa 100.000 abitanti e situata al centro dell’Ungheria, ha dato filo da torcere fino all’ultimo momento a Lanzafame e compagni. E prima di questa sera, i precedenti due incontri erano terminati rispettivamente 2-1 e 3-0 per i ragazzi allenati dal norvegese Henning Berg. Dunque, non mancava un sano timore in casa Honvéd.
Tuttavia, la vittoria di stasera ha scacciato via ogni paura. E, dopo 24 lunghi anni di assenza, i rossoneri sono tornati sul tetto d’Ungheria.
Raffaele Campo
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