Non c’è limite alla stupidità. Non sono bastate le condanne di tutti né i braccialetti “Stand Up Speak Up” inventati da Henry: il razzismo nel calcio c’è ancora e ora i giocatori, più che giustamente, non ci stanno più.
Dopo l'episodio italiano di Zoro, l'epicentro di questo sgradevole fenomeno pseudocalcistico è tornato in Spagna con il medesimo obiettivo: Samuel Eto'o. L'attaccante camerunense era già stato fischiato e insultato in passato, ed aveva risposto segnando e simulando nell'esultanza le movenze di una scimmia.
Se la prima volta, però, Eto'o aveva risposto quasi goliardicamente, ieri a Saragozza il capocannoniere della Liga non ci ha visto più: schernito per tutta la durata della gara dagli spalti del La Romareda, Eto'o al minuto 78 ha preso la via degli spogliatoi, rincorso da compagni, avversari e dall'incredulo arbitro Victor Esquinas Torres. “Me Voy” urla il camerunense: “Me ne vado”.
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Zidane, addio da Champions
17/05/2006 A 13:58
Le parole di Ronaldinho, grande persona prima che grande giocatore, riportano Eto'o sul campo da gioco, il Barcellona segna subito dopo la rete del vantaggio (finirà 2-0), ma poco importa perché questa serata sarà ricordata comunque dai catalani come un incubo, un incubo di tutto il calcio moderno che però pare incapace di svegliarsi e di rendersi conto che, senza fare nulla di concreto, questo tormento diventa ricorrente.
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