La lunga carriera di Carlo Ancelotti si sta avvicinando al capolinea, per sua stessa ammissione. Il tecnico del Real Madrid, dopo la Champions League vinta a maggio e l'ultimo trionfo con la Supercoppa Europea di Helsinki mercoledì scorso contro l'Eintracht Francoforte, è sicuro che dopo i Blancos non ci saranno altre esperienze in panchina. Lo racconta in un'intervista al Messaggero: "Questa tappa al Real concluderà la mia carriera. Dopo i Blancos smetto. Il Real è il top del calcio. Ha un senso mettere la parola fine dopo questa esperienza". Poi specifica cosa è cambiato negli ultimi anni: "Il tempo ha cambiato alcune dinamiche. Fino a qualche anno fa le priorità erano tecnico-tattiche. Ora sono conquistato dalle relazioni umane, dalla conoscenza delle persone, dal confronto con le nuove generazioni".
Questa tappa al Real concluderà la mia carriera. Dopo i Blancos smetto
Ancelotti, 63 anni, allena dal 1995, dall'esordio con la Reggiana, ed è tornato a Madrid nell'estate 2021 dopo il biennio 2013-15 e dopo aver condotto anche Juventus, Milan, Chelsea, Paris Saint-Germain e Bayern Monaco tra le altre, il meglio del meglio in Europa. A proposito di Real, spende una parola anche per Karim Benzemain chiave Pallone d'Oro: "Benzema ha il Pallone d’oro in tasca? Meritato: stagione straordinaria la sua". Restando in campo internazionale, Ancelotti dice la sua sul Mondiale in Qatar: "Brasile e Francia sono le Nazionali più forti, poi dico Argentina. La squadra di Scaloni è tornata al top e poi c’è sempre Messi. La Spagna è l’altra big da tenere d’occhio. Aggiungo Inghilterra e Germania, dove è stato avviato un percorso di rinnovamento".
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Nell'intervista al Messaggero "Carletto" fa poi le carte alla Serie A e al campionato che inizia oggi, sabato 13 agosto: "In Italia vedo le solite tre in pole position, magari con equilibri diversi. Il Milan ha preso un talento interessante come De Ketelaere e prosegue sulla linea tracciata da Maldini, ovvero i giovani: Tonali e Leao sono state grandi intuizioni. L’Inter ha il motore potente ed è tornato Lukaku. La Juventus sta ancora lavorando sul mercato ma già l’arrivo di Di Maria è un’operazione intelligente: campione integro, di qualità e di esperienza".
Mourinho? La Roma aveva bisogno di un allenatore come lui e lui aveva bisogno dell’affetto di una piazza come quella romana. Un matrimonio perfetto
La sorpresa potrebbe essere la Roma: "Si è rinforzata molto. Dybala, Wijnaldum e Matic sono colpi importanti. Spinazzola e Zaniolo sono usciti dall’ombra degli infortuni. La Roma può giocarsela con le altre, sebbene con i nuovi acquisti ci siano sempre le incognite legate ai tempi dell’inserimento. Nella biografia di Mourinho, la seconda stagione alla guida di un club coincide spesso con i grandi successi. Lui è entrato molto bene nella storia della Roma. Ci sentiamo spesso, ci mandiamo messaggi. La Roma aveva bisogno di un allenatore come lui e lui aveva bisogno dell’affetto di una piazza come quella romana. Un matrimonio perfetto".

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