Josep Maria Bartomeu non è più il presidente del Barcellona: il 57enne dirigente catalano ha rassegnato le dimissioni dal club blaugrana. Era in carica da 7 anni. La notizia arriva alla vigilia dell'attesissima sfida di Champions League tra Juventus e Barcellona. Insieme a Bartomeu ha rassegnato le dimissioni l'intero Consiglio direttivo del Barça. Secondo quanto precisato dal quotidiano spagnolo Marca, la mossa di Bartomeu sarebbe dettata dalla volontà di non sottoporsi alla mozione di censura nei suoi confronti presentata attraverso la raccolta di circa 16mila firme e che il Consiglio dei soci avrebbe dovuto in ogni caso prendere in considerazione.

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La bufera Messi e le difficoltà economiche

Nonostante le dichiarazioni di facciata di Bartomeu, che fino a poche ore prima di lasciare l'incarico aveva ribadito l'intenzione di non dimettersi, la situazione è precipitata e ha spinto l'ormai ex presidente a fare un passo indietro. A complicare la sua posizione, oltre a una situazione economica del club per nulla rassicurante, c'è stata anche la bufera legata a Lionel Messi, giunta al culmine in estate quando l'argentino aveva manifestato a chiare lettere la volontà di terminare la sua avventura a Barcellona. Non da ultimo, i brutti risultati sportivi degli ultimi tempi non hanno fatto altro che accelerare la crisi.

Un Lionel Messi sconsolato cammina sul prato del Camp Nou dopo il ko per 1-3 in Barcellona-Real Madrid

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Bartomeu: "Io insultato e minacciato"

"Annuncio le mie dimissioni e quelle della giunta: è una decisione serena, meditata e condivisa con i miei colleghi. In un momento come questo, dove si teme il collasso del sistema sanitario, non possiamo permetterci di affrontare un voto di censura (il riferimento è alla mozione presentata nei suoi confronti, ndr). Lasciamo il club nelle mani del Consiglio di amministrazione. È stato un onore servire il club, come manager e come presidente".

"Dopo l'eliminazione della Champions League sarebbe stato facile dimettersi, ma dovevamo garantire il futuro del club nel mezzo di una crisi globale senza precedenti. Non potevamo lasciare il club nelle mani di un manager. Chi avrebbe ingaggiato un allenatore o ingaggiato giocatori o garantito la continuità di Messi o modificato gli stipendi? Non c'era motivo per dimettersi in quella situazione".

"Dicono di me che ho grandi capacità di resilienza. Non lo so, ma ho molta esperienza. In questi giorni sono stato insultato e minacciato, in tanti mi hanno chiesto chi me l'abbia fatto fare ad assumere la presidenza del Barcellona. Ho cercato di fare il mio lavoro con umiltà".

"Posso annunciare che ieri (lunedì, ndr) abbiamo approvato i requisiti per far parte di una Super Lega europea. La decisione di disputare il torneo deve essere ratificata dalla prossima Assemblea. Possiamo dire con orgoglio di essere il miglior club al mondo in termini di valore".

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